L’autoproduzione è la vera rivoluzione – Ebook e nuova edizione

da Grazia
L'autoproduzione è la vera rivoluzione. Libro terza edizione.

Siamo alla terza edizione e con una sorpresa: per un po’ di tempo si potrà leggere gratis!

La notizia è soprattutto per chi mi ha scritto negli ultimi tre mesi chiedendo dove potesse trovare il libro “L’autoproduzione è la vera rivoluzione. Storie di decrescita, di utopia e d’altre leggerezze“. Ora è disponibile per l’acquisto in formato cartaceo in tutte le librerie e in formato ebook con una grossa sorpresa: per un po’ di tempo sarà disponibile su Kindle Unlimited.

Chi ha l’abbonamento Kindle Unlimited può leggere il libro gratuitamente da questa pagina. Chi non ha l’abbonamento, può accedere da questa pagina a un periodo di uso gratuito di 2 mesi per provare il servizio e leggere tutti i libri inclusi nell’abbonamento.

A proposito, seguite su Amazon la mia pagina autrice (è gratis) e potrete vedere in anteprima i libri in uscita, diversi dei volumi che erano esauriti sono stati rinnovati e ripubblicati. Potete anche ricevere un avviso quando ci sono delle promozioni, sconti ecc. Spesso non lo so nemmeno io, tanto che mi sono iscritta alla mia stessa pagina per ricevere gli avvisi sui miei libri, giuro! Nell’editoria la comunicazione è tutta un programma…

Per chi odia Amazon, boicotta Amazon ecc., come ho detto il libro è disponibile nelle librerie e su altri store online. Se boicottate Amazon, fate quello che fate con gli altri libri, visto che tutti gli editori sono ormai su Amazon. Lo dico perché a me piace tantissimo quel genere di persone che compra i libri di Mondadori, Rizzoli ecc. e poi viene a questionare con me per la mia presenza su Amazon con piccole case editrici.
L’unica differenza è che io sono raggiungibile, diciamocelo. A me possono scrivere scandalizzati (sono soprattutto maschi) dalla mia presenza su Amazon, perché come è noto sono io che decido le politiche editoriali di tutti. Tipo che un giorno sono entrata alla Hoepli e ho intimato alla dirigenza “E sia chiaro: il mio libro deve essere venduto su Amazon!”. Nelle loro fantasie io sono così, cosa volete farci, sono la prima donna dell’editoria e non un’autrice di nicchia che pubblica per la maggior parte con piccoli editori di nicchia che scalano con le unghie le pareti rocciose del marketing editoriale dove l’Enorme Gruppo oscura tutti gli altri.

Il libro L’autoproduzione è la vera rivoluzione

Il libro è nato nel 2017 e la prima edizione è stata distribuita in crowdfunding nel 2018. Per chi legge per la prima volta questo sito, si tratta di una raccolta di quasi vent’anni di avventure e pensieri alla ricerca di una vita più sostenibile, per me e per il pianeta.
L’ho scritto negli ultimi anni in cui vivevo in montagna nella casina in mezzo al bosco, racconta la mia storia a cominciare da Milano, quando vivevo (male) di carriera, corse, traffico e poca qualità di vita in generale. Fino ad arrivare, un passo alla volta, al vivere in mezzo a un bosco con un lavoro indipendente e molto tempo di qualità.

Il crowdfunding è stata una parte bellissima di questo progetto perché mi ha permesso di entrare in contatto con tante lettrici e lettori. Tra di noi di solito c’è l’editore, la libreria e una serie di altri passaggi. Con il crowdfunding c’è stato un contatto diretto, mi è piaciuto moltissimo. Ma è stata anche una fatica notevole. Per esempio, una notte alle due, in quattro persone, abbiamo finito di impacchettare 222 spedizioni, alcune delle quali erano scatoloni da venti libri per dei gruppi di acquisto!

Dopo quella notte, per dieci giorni L’autoproduzione è la vera rivoluzione” ha viaggiato per tutta Italia e all’estero. Un aspetto che non avevo previsto del crowdfunding è che ho dovuto discutere quotidianamente con il corriere GLS che in tutta Italia non trovava un indirizzo, l’altro non era esatto, quell’altro non c’era o non passava a ritirare, dall’altro c’era la nonna che “non si prendeva la responsabilità di ritirare il pacco” (storie vere), quell’altra ancora era su uno scoglio al largo di Lampedusa dove non consegnava nessuno, uno era all’interno di un cortile dove il corriere non voleva entrare perché era troppo buio quindi “può chiamare la persona e dirgli di venire sulla strada illuminata?” e … insomma, il contatto quotidiano con il corriere mi ha fatto largamente rimpiangere l’idea del crowdfunding con spedizione del cartaceo. Salvo che per le spedizioni all’estero, dove non ho avuto un singolo problema.

Per il resto invece è andato benissimo. A parte quelle cinque persone che hanno partecipato, pagato e poi sono sparite senza lasciare il loro indirizzo per la spedizione. I vostri libri li ho ancora qui. Mi hanno già seguita in due traslochi. Non è mai troppo tardi, nel caso stiate leggendo.

I dolori della seconda edizione

La faticata del crowdfunding, mi ha fatto rivalutare il lavoro degli editori. Così quando un editore, dopo aver ricevuto la sua copia della prima edizione di “L’autoproduzione è la vera rivoluzione. Storie di decrescita, di utopia e d’altre leggerezze“, mi ha detto che avrebbe voluto pubblicarlo e inserirlo nei normali canali distributivi, ho accettato.

La seconda edizione è uscita con Enea Editore e Macro Edizioni, in collaborazione. Credo che sia stato necessario un grande ingegno per affossare un libro sull’autoproduzione durante i lockdown del Covid, con la gente chiusa in casa a cercare nuove prospettive di vita e impastare pane. Però ce l’hanno fatta alla grande. Il libro è sparito. Hanno continuato a conoscerlo solo i miei affezionati lettori, quelli che l’avevano già e qualcuno che si è aggiunto passando da questo sito.

“L’autoproduzione è la vera rivoluzione” nella seconda edizione è stato trattato malissimo. Non so con quale logica si possa chiedere di pubblicare un libro per poi dimenticarsene. Le ragioni di quello che è successo potrebbero essere molte, ma alla fine la colpa se l’è presa la tizia che si doveva occupare della promozione che… indovinate un po’… era proprio lei, una Miss Gnòla. Da manuale.
Nonostante io avessi detto e ridetto che era proprio impreparata e inutile in questo ruolo, sono rimasta la solita Cassandra, il mio ruolo classico. Prima ero l’autrice che non ne può sapere niente di comunicazione online (perché ovviamente bisogna saper fare solo un lavoro e avere solo una competenza nella vita), poi ero “Eh sì, avevi ragione. Per caso mi consiglieresti un esperto del settore?”. Qualcuno che legge riesce a capire i miei livelli di frustrazione davanti a queste uscite? Grazie.
Ma forse la speranza maggiore in cui avevano riposto tutte le risorse era che il libro si vendesse da solo. Tipo che andasse in giro per conto suo a presentarsi – i libri infatti erano esentati dal Green Pass. Ho alzato le mani e, al termine del contratto, sono rientrata in possesso dei diritti d’autore.

Tra la seconda e la terza edizione (con cinica disillusione)

La mia prima idea era di non ripubblicarlo più questo libro.
Anzi, la mia idea era anche di smettere di scrivere e chiudere questo sito che oltretutto è una spesa costante oltre che un impegno di ore a scrivere. A un certo punto, mi sono detta, se dopo venticinque anni di Erbaviola sono ancora arenata a piccoli editori e scrittura gratis sul mio sito, inizio a pensare che quello che faccio sia inutile. Michela Murgia nel 2006 aveva scritto tre post in croce sul lavoro nel call center e le si sono aperti i giganteschi portoni di Isbn Edizioni. Si vede che non valgo niente, mi sono detta, quindi inutile continuare con tutta questa fatica e queste spese. Datemi torto.

Sono stanca di sentirmi dire come scrivo bene e com’è bello leggermi. No, aspetta… ringrazio tutti, lo apprezzo tantissimo, va bene anche mille volte al giorno.
Ma per diversi motivi io sono appetibile solo a piccoli editori coraggiosi, che hanno poco budget, una piccola presenza e nessuna possibilità di spingermi oltre quel che riesco a fare da sola.
Pubblicare in questo modo è una grossa fatica che non so se ho più voglia di fare, come quella per questo sito. Adesso però non voglio fare io la Miss Gnòla, quindi sarò breve, brevissima, sulle ragioni per cui ho ridottissime (zero) speranze con i grandi editori.

So che ci sono troppe cose che agli editori più grandi non piacciono di me. Prima di tutto, non gli dispenso servizi orali. Non parlo ovviamente del fatto che possa rifiutarmi di tenere discorsi forbiti su richiesta. Intendo quegli altri servizi orali, quelli, ecco. Avete capito.
Volevo essere chiara e breve, mi perdonerete quindi la volgarità di mettervi al corrente di queste gabelle. Si sa poco, ma per molte autrici è un requisito indispensabile, che il beneficiario sia l’agente che ti introduce alla casa editrice grande oppure l’editore stesso. Oppure entrambi. Oppure i recensori del tuo libro, chi ti inviterà in tv ecc. Non tutti, ma appunto… una grossa fetta.
Ci sono alternative eh, non è che tutte si inginocchino a comando. Per esempio va bene anche l’essere la figlia di qualcuno che conosce l’editore o essere in qualche lobby, ma è molto meno frequente che la prima opzione. La prima sopra è la più normalizzata e anche la più veloce.
Non sto riportando delle dicerie, anzi, devo ammettere che ricevere alcune di queste ammiccanti proposte mi ha anche risollevato l’umore.(Quando le ho capite, perché io sono abbastanza tarda nel capire quando uno ci prova). In realtà, come dicevo, l’ho presa anche bene. Io credevo di essere troppo brutta rispetto alle loro smaglianti autrici, che non mi volessero per quello. Invece no, gli sarei andata benissimo se fossi stata più compiacente, il problema era tutto lì.

Poi, un altro grave problema che mi rende invisa a certi grossi editori è che sono ecologista, cosa che oggi equivale a dire di essere una brutta persona, viviamo in un mondo a rovescio.
Inoltre, per ragioni di etica e sostenibilità, ho un’alimentazione strettamente vegetale. Ma non ho il fisico di una mensola Ikea. Il che mi fa ripudiare da quei vegani che pensano che dovrebbero essere tutti smilzi, con dread locks e tatuaggi. La divisa dell’alternativo che lo è solo per posa, in pratica.
Ma l’avere un’alimentazione vegetale mi fa ripudiare anche dai non vegani perché i vegani sono pesanti, antipatici e polemici. Io no ma fa lo stesso, mi prendo anche questa etichetta in omaggio.
Oggi che siamo nell’era della cucina vegetale, quella che però bisogna chiamare con altri nomi (botanica, naturale ecc.), un’autrice che per caso mangia anche vegan e ha l’ardire di dichiararlo pubblicamente, deve essere una giovane ragazza smilza e pacata senza la minima opinione in fatto di ambiente e politica. Una torma di bamboline inutili che sfornano ricette in colori pastello.
Va da sé quindi che io sia l’incubo dell’editore medio-grande che vuole queste bamboline accondiscendenti. Capita invece che io sbrocchi con la Coop e la costringa a una risposta. O mi batta per anni perché la stevia venga legalizzata; oggi lo è. Così alla fine me ne resto nel mio piccolo mondo editoriale alternativo.

La terza edizione di “L’autoproduzione è la vera rivoluzione

L’autoproduzione è la vera rivoluzioneè stato ripubblicato dall’ennesimo piccolo editore impegnato che fa libri di qualità. Non lo dico io, è una sua frase “Sono l’ennesima piccola casa editrice impegnata” e sbuffa anche, alzando gli occhi al cielo. E io sono un’autrice con troppi pochi colori pastello per un mercato editoriale che preferisce le bamboline che non fanno paura. Sai che bella accoppiata.

Comunque questo è l’epilogo: in modo professionale, con parecchi dubbi e un budget molto limitato ma con tanta competenza e voglia di fare, è nata la terza edizione. Per quelle menti che sono così libere da volerla leggere senza sentirne la pubblicità ogni due minuti e vederne tappezzata la vetrina della mega-Feltrinelli in centro.

Se poi volete sostenere un progetto davvero indipendente e fatto con il cuore, o solo perché vi è piaciuto il libro, potete: consigliare il libro ai vostri conoscenti, oppure parlarne sui social o anche lasciare una recensione su Amazon o su altri siti dove acquistate i libri. Io vi ringrazio in anticipo!

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17 Commenti

Vale Giugno 9, 2024 - 4:59 pm

Ecco.
(Vado a mettere segui sulla pagina).

Reply
Grazia Giugno 9, 2024 - 6:42 pm

Cara Vale, spero non sia un commento di depressione…

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Vale Giugno 9, 2024 - 8:22 pm

No no, era un ecco divertito. Peraltro questo editore mi pare molto figo.

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Grazia Giugno 10, 2024 - 5:35 pm

Lo è, lo è! Moltissimo. Visto che copertine? C’è anche il mio zampino finalmente! (A parte quella stupenda sopra che è tutta opera di Isabella Giorgini)

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Martina Giugno 9, 2024 - 11:56 pm

Cara Grazia, non posso che dirti complimenti per il coraggio, io avrei ceduto molto prima! Personalmente adoro il tuo modo di scrivere e ho amato il libro L’Autoproduzione é la vera rivoluzione. Ancora prima mi ha dato una grande spinta “Scappo dalla città”. Spero davvero che continuerai a scrivere e che con questo nuovo editore andrà molto meglio. Io ti leggerò sempre volentieri e… aspettiamo qualcosa di nuovo 😁😜 Non penserai di cavartela con una ristampa, vero?1

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Grazia Giugno 10, 2024 - 5:36 pm

ahah ok! Finita la ristampa dei libri già usciti (perché di alcuni la chiedevano proprio in tanti!), arriverà anche il nuovo. Ti abbraccio, grazie per l’incoraggiamento!

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Monica Giugno 10, 2024 - 12:29 am

Non pensavo fosse un ambiente così tanto marcio… ma inizio a chiedermi cosa non lo sia in Italia. Se posso permettermi, scrivi solo se ti fa piacere e se ha un ritorno. A me piace molto il tuo stile, mi dispiacerebbe non leggerti più, perciò spero tanto che tu abbia trovato o che troverai presto l’editore giusto. P.s. Newsletter bellissima 😍 Monica

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Grazia Giugno 10, 2024 - 5:37 pm

Ciao Monica, grazie per le tue parole. Io confido molto in questo nuovo editore, per un paio di ottime ragioni… quindi incrociamo le dita! un abbraccio, grazie!

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Giovanna Giugno 10, 2024 - 7:57 am

Cara amica (perché é così che ti considero dopo tutti questi anni di lettura), tu hai talento ma ti vedo rinchiusa e limitata in questo sito, la percezione é questa. La cosa giocherà inizialmente a mio sfavore, perché non potrò leggerti così spesso, però il mio consiglio professionale è di non concentrarti così tanto sul sito. Se possono leggerti gratis con così tanto materiale a disposizione, perché dovrebbero comprare i libri? La maggioranza punta ad avere tutto gratis. Tu stai coltivando solo questa maggioranza.
Il mio parere professionale é prima di tutto di dedicarti maggiormente ai libri. Secondo di non limitarti ai soliti argomenti del sito, quelli che hai proposto finora. Hai un grande talento umoristico e una scrittura vivace, quando vuoi. Dedicati a questo, non ai manuali su come fare questo e quello. Utili ma li può scrivere chiunque, senza offesa. Tu continua a cogliere i lati comici della vita e sarai il balsamo per le nostre. La vita deve continuare a nutrirci con qualcosa di intangibile, qualcosa che soltanto il riso sa conservare nell’assurda idiozia delle nostre azioni. Tu puoi farlo. Ti aspetto con un meraviglioso romanzo, chiedo troppo?

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Giovanna Giugno 10, 2024 - 8:19 am

Volevo aggiungere che L’Autoproduzione è la vera rivoluzione l’ho riletto ben tre volte in questi anni, regalato e consigliato. Avevo lasciato anche la recensione proprio su Amazon ma é rimasta “attaccata” alla seconda edizione… ne faccio un’altra?

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Grazia Giugno 11, 2024 - 9:44 am

Cara Giovanna, scusa non avevo visto subito il commento! Rispondo adesso. Intanto grazie per le tue parole, mi scaldano il cuore!
Questo sito era nato proprio con l’idea di divulgare gratis delle pratiche che 25 anni fa erano poco conosciute e non si trovavano sulla rete, internet era ancora agli esordi. Al tempo un sito come questo aveva anche dei costi contenuti, anzi devo dire che ho iniziato con un sito gratuito su Altavista (non esiste più). Il tempo ha fatto in modo che queste pratiche diventassero sempre più diffuse e questo è un bene, anche se temo siano più diffuse su internet che nella realtà. I siti costano sempre di più, anche in conseguenza dei rincari sull’energia… i server che li sostengono vanno con l’elettricità (un’ovvietà ma molti non ci pensano). Oggi purtroppo è molto difficile fare quello che facevo venticinque anni fa, a parte i costi: ci sono i social che risucchiano la gente in vortici chiusi e blindati, ci sono le influencer dell’autoproduzione (qui vorrei urlare pietà…) che spendono delle cifre per rendersi più visibili (e scopiazzano contenuti da dovunque, sono mostri affamatissimi), ci sono le grandi testate che spiano anche siti come il mio per vedere se c’è un articolo che fa più traffico e, quando c’è, lo copiano al volo aggiudicandosi il primo posto nelle ricerche di Google, Bing ecc. Anche solo in forza del fatto che loro sono grandi e con molto più traffico.
Negli USA, a giornalisti e blogger come me vengono proposte collaborazioni con le testate interessate ai loro articoli. In Italia, no. Mai. In Italia, se gli interessa qualcosa di tuo, lo copiano. Io posso “vantare” anche copiature notevoli, per esempio da La Repubblica. Ma non è mai successo che La Repubblica mi contattasse per dire “ehi, ci piacciono i tuoi articoli, vuoi scrivere per noi?”. E’ successo invece che copiassero parola per parola.
Per i libri, succede lo stesso, parlo in particolare dei manuali. “L’orto sul balcone” è stato copiato dagli stessi editori a cui l’avevo proposto inizialmente. Io l’ho dovuto pubblicare con un piccolo editore e quando ha avuto molto successo in termine di vendite, quegli editori hanno preso un hipster o una Miss Gnòla del momento per rifarlo. Con la loro forza di marketing e pubblicità, passaggi televisivi e interviste a pagamento sui giornali dello stesso gruppo, hanno reso il mio libro praticamente invisibile.

Scusa la lunga spiegazione ma era per dire una cosa che altrimenti sembrerebbe folle. So che lavoro fai e per chi, ti stimo molto, ma forse a volte non vi rendete conto come si sta dall’altra parte. Non ci basta pagare un po’ di pubblicità per farci vedere e nemmeno scrivere altro perché andrebbe peggio che con i manuali. Tutte quelle storielle di successo partendo dal basso lo sai anche tu che sono americane, britanniche ma italiane no, mai (e non mi si citi quella porcheria dell’amica geniale perché lo sanno i sassi che è un lavoro costruito a tavolino, il 90% è marketing e il 10% scrittura pateticamente povera con una storia scopiazzata grandemente).

Grazie di cuore delle tue parole e dei consigli Giovanna, ti abbraccio! Sì, scriverò altro se riuscirò a trovare il tempo e la voglia di farlo tra il lavoro per mangiare, Erbaviola e il bisogno di alzarmi ogni tanto dal computer 🙂 Magari lo sto già facendo, chi lo sa 😉

Per la recensione che avevi lasciato… purtroppo era legata alla seconda edizione. Ce l’ho salvata tra i miei ricordi 🙂 Se vuoi lasciarne un’altra sulla nuova edizione, mi fa molto piacere!

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Federica Giugno 10, 2024 - 8:30 am

“Michela Murgia nel 2006 aveva scritto tre post in croce sul lavoro nel call center e le si sono aperti i giganteschi portoni di Isbn Edizioni. Si vede che non valgo niente, mi sono detta, quindi inutile continuare con tutta questa fatica e queste spese. Datemi torto.”

Grazia, tu sei proprio SICURA che sia andata così? Sei certa che questa non sia la favoletta marketing che hanno voluto raccontare? A me risulta che semmai Michela Murgia sia passata da quest’altro “gigantesco portone”: https://azionecattolica.it/ricordando-michela-murgia/

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Grazia Giugno 10, 2024 - 5:41 pm

Ciao Federica… sì, circola anche questa storia, l’ho sentita. Io ho dato quella ufficiale dell’editore. Tanti anni fa capitavano queste cose, certo con siti con del traffico. In effetti quello che mi ha sempre lasciata perplessa della vicenda è che quel sitarello su blogspot della Murgia aveva solo pochi lettori, pochissimo traffico. Si vede che nel pochissimo traffico c’era anche qualcuno della casa editrice. Mi sa che a questo punto non lo sapremo mai. Di queste storie di finte scoperte di autori è piena la rete. Sembra in effetti che vogliano costruire la storia addosso all’autore quando stanno per far uscire il primo libro…

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giulia Giugno 10, 2024 - 12:12 pm

Ho comprato questo libro l’anno scorso o due anni fa, quindi non l’ultima versione riveduta e corretta…ma per i corrieri faccio lasciare tutto in ufficio che la casa nel bosco pare complicata trovarla…anche se i postini riescono perfettamente!!!

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Grazia Giugno 10, 2024 - 5:46 pm

Ciao Giulia, ti ringrazio per l’apprezzamento! La versione è identica, cambia solo il fatto che ho inserito alcune note qui e là, niente di particolare, tipo cos’è un gruppo di acquisto o la differenza tra il movimento Dècroissance e il Movimento Decrescita Felice. Aggiungere dei capitoli non sarebbe stato corretto verso chi l’aveva già comprato nelle precedenti edizioni. Si tratta solo di note. Se ti incuriosisce, puoi dargli un’occhiata gratis su Amazon, come spiegavo sopra 🙂
Per il resto…alcuni corrieri penso che non trovino le strade che non gli sono comode 😉

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Donatella Giugno 10, 2024 - 5:30 pm

Cara Grazia, faccio parte delle 222 persone che alll’epoca sostennero il crowfunding, copia n. 145 per l’esattezza. Ricordo l’attesa per avere il tuo libro fra le mani, la gioia nel riceverlo e successivamente nel leggerlo. In ogni pagina vedevo le tue giornate, i tuoi gatti, i momenti no e i momenti sì, in poche parole la tua vita sempre raccontata in modo piacevole. L’ho amato molto e spero lo possano amare tante altre persone

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Grazia Giugno 10, 2024 - 5:53 pm

Ciao Donatella! Certo che mi ricordo! Ti mando un grande abbraccio prima di tutto!
Devo dire una cosa: quell’edizione era bellissima, intendo la combinazione carta-rilegatura-copertina e quelle alette disegnate da Isabella Giorgini. Il tipografo fece un lavoro egregio. Resterà sicuramente una delle edizioni più belle che ho visto per i miei libri, perché a farlo così oggi arriverebbe a costare qualche decina di euro. Sono contentissima quindi che abbia colto il momento giusto per arrivare tutto bello nelle tue mani! E grazie ancora per il tuo sostegno, di cuore! ti abbraccio

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