Come pulire siepi e cespugli

da Grazia
potatura di siepi e cespugli

Pulire siepi e cespugli è un lavoro semplice che faccio a cadenze regolari e in cui impiego pochi ma indispensabili strumenti alla portata di tutti.

Sebbene io sia una sostenitrice dell’auto-regolazione naturale delle piante, ci sono alcune occasioni in cui è necessario potarle. Per esempio, se non lo facessi con il gelsomino, tempo un paio di stagioni non riuscirei più a uscire di casa e probabilmente sequestrerebbe anche i vicini.

potare siepi e cespugli

Gli strumenti per potare siepi e cespugli

In questa attività mi avvalgo di alcuni strumenti e, come tutti i giardinieri, ho i miei preferiti, compresi diversi tipi di decespugliatori. Le cesoie da sole purtroppo non sono sufficienti quando si hanno diverse piante da potare o anche solo con poche piante ma molto sviluppate.

Non parliamo poi del falcetto, lo strumento che si utilizzava una volta per sfrondare. Ci ho provato ad usarlo, ma ci vuole molta forza e una certa pratica: dopo aver rischiato di falciarmi una mano e aver realizzato lo sfalcio di due paia di guanti, ho lasciato perdere. L’intervento dell’elisoccorso avrebbe un peso maggiore sull’ambiente, rispetto al mio tosasiepi elettrico attaccato a un conto energia sostenibile.

Così i miei strumenti preferiti per pulire siepi e cespugli sono essenziali ma pratici: le cesoie sì, ma affiancate dal tagliasiepi o decespugliatore. Occhiali da lavori pesanti, nel mio caso dei ridicoli ma utili occhiali da saldatura che uso sia per potare che per il fai-da-te, perché averne più paia mi sembrava un po’ esagerato. Siccome quelli da fai-da-te sono più coprenti, ho quelli da anni e li uso per tutto.

In ultimo, utilizzo un non-attrezzo che per me però è essenziale: il cestone per gli sfalci, un sacco raccogli-foglie richiudibile. Di questo non so dire la marca perché l’ho acquistato usato molti anni fa e non ci sono targhette. In genere, come per i decespugliatori, se si scelgono di qualità e solidi, durano per generazioni.

strumenti per potare

Come pulire siepi e cespugli

Normalmente, io procedo così (fatemi sapere se avete metodi diversi, mi interessa molto!). Aspetto il momento giusto per la potatura in base al tipo di pianta. Devo dire che negli anni sono riuscita ad essere un po’ più furba e tenere vicine le piante che hanno bisogno di sfalci periodici, in modo da non dover intervenire a fasi alterne rendendo il lavoro impegnativo.

Osservo prima le piante in cerca di eventuali malattie, patogeni, segni di sofferenza e intervengo di conseguenza con metodi naturali. Poi visualizzo la forma necessaria per la potatura di mantenimento e procedo a tagliare con i decespugliatori.

Infine ritocco forme e rami fuori misura con le cesoie. Per le siepi utilizzo il tagliasiepi elettrico. L’unica pianta per cui chiamo ancora il giardiniere è l’ulivo, perché lì serve anche la motosega, uno strumento che per ora non ho intenzione di maneggiare, al pari del falcetto.

quando potare siepi e cespugli

Quando potare siepi e cespugli

Premetto che non ho siepi ornamentali tipo bosso, ho solo piante utili come l’alloro e qualche ornamentale come gelsomino e nandina domestica. Il mio motto è: se non si mangiano, devono almeno fiorire!

Le siepi ornamentali sempreverdi, tra l’altro, vanno potate tre volte l’anno per mantenere il loro aspetto di perfetta geometria. Io sono per forme più naturali e le poto massimo due volte l’anno, giusto perchè i cespugli non mi impediscano l’accesso e non soffochino altre piante che hanno diritto di prosperare.

In genere, le sempreverdi come nandina, gelsomino e alloro le poto in aprile, ma dipende dalla temperatura: aspetto che siano passate le gelate e cerco di farlo molto prima della fioritura. Un anno le due cose sono state troppo ravvicinate e ho preferito lasciar fiorire e tagliare solo in autunno, per non causargli sofferenze inutili. Pulire siepi e cespugli è secondario rispetto al mantenere in salute le piante!

Lavoro finale: nutrire e coprire i piedi di siepi e cespugli. Riutilizzo rametti sminuzzati e cortecce avanzate dalla potatura, più il pacciame già presente e a volte altra corteccia che recupero, dopo aver irrorato con una dose di macerato di equiseto autoprodotto. Copro il suolo ai piedi delle piante: aiuta a mantenere le radici più fresche, protette e evita un’eccessiva crescita di polloni che le affaticherebbe.

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