Rimodernare una cucina anni Novanta

Rinnovare una cucina anni Novanta rendendola più funzionale, più spaziosa e con colori diversi.

da Erbaviola

Pensavo che avrei atteso e sopportato, fino all’arrivo di una nuova cucina. Invece la strada è lunga e per ora conviene rimodernare una cucina anni Novanta che era già nella casa. Una “cucina pastasciutta” per la precisione.

(Tutte le foto della cucina PRIMA sono dell’annuncio della vendita della casa, come l’abbiamo vista la prima volta)

Non avevo nessuna voglia di sistemare e dipingere un’altra cucina, intendiamoci, ma devo. (La precedente esperienza di dipingere una cucina è di quattro anni fa). Il motivo principale di questa decisione controvoglia è che al momento ho una vecchia cucina, ereditata dagli ex proprietari della casa. Dignitosa ma non il mio genere e anche un bel po’ scomoda per me. Sta tirando gli ultimi questa vecchia signora. Inizialmente avevamo deciso di tenerla il tempo necessario per fare delle spese di ristrutturazione più urgenti e poi cambiarla.

Così la cucina, essendo una vetusta ma solidissima Scavolini, tutt’ora guardabile e funzionale, è finita in fondo alla lista delle priorità. Di recente è tornata in cima, un giorno che stavo cucinando e ho dato il via a uno sclero in piena regola. Da mesi, niente era dove doveva essere e tutto era estremamente scomodo, generando un nervoso progressivo, culminato con l’ennesima preparazione rovesciata a causa del poco spazio, seguita dal lancio furibondo di un mestolo nel lavandino (con relativa ammaccatura del lavandino, sono un genio!).

Per un bel po’ di tempo la mia voglia di cucinare è stata messa da parte perché questa, sebbene sia una cucina normalissima per molti che non praticano l’autoproduzione, è quella che io chiamo “la cucina pastasciutta”.

cucina anni novanta prima - erbaviola
La cucina al momento dell’acquisto della casa

Cos’è la cucina pastasciutta?

La cucina pastasciutta è una mia definizione, ma che ormai hanno adottato anche alcune mie amiche. Tanto che poco tempo fa, guardando il progetto che l’architetto aveva fatto per la casa di un’amica, abbiamo sentenziato praticamente in coro “Ma no! Ti ha fatto la cucina pastasciutta!”. Lei poverina ci ha guardato allibita, ormai sicura di essersi persa un termine universale dell’architettura.

La cucina pastasciutta è una cucina che ha iniziato ad affacciarsi negli anni Novanta e che propongono ancora molti tra architetti e mobilieri che non cucinano. Loro cuociono al massimo la pasta e la condiscono con il sugo pronto. Oppure lo fa la moglie e non gli ha mai detto come vanno fatte le cucine per chi cucina. Insomma, la cucina pastasciutta è disegnata in funzione di un’unica operazione: scola la pasta e condisci con sugo pronto.

Per questo motivo i fornelli sono attaccati al lavandino o a pochissima distanza, dove non ci starà mai un tagliere: è così per andare al volo dal fornello al lavandino. Il lavandino è piccolo, giusto per scolarci la pasta, impossibile lavarci delle verdure senza farsi una doccia di rimando.

Nella cucina pastasciutta i fuochi sono piccoli e con la griglia di alluminio verniciato invece che in ghisa. Oppure sono solo a induzione. Puoi usare unicamente pentole leggere, niente coccio, ghisa o ferro. Un altro classico della “cucina pastasciutta” è che la cappa e i pensili ti arrivano tutti sul naso. Se vuoi guardare dentro alle pentole mentre sono sul fornello devi fare la contorsionista infilandoti tra la cappa troppo bassa e i fuochi. I rischi di restare calve sono tutti lì.

cucina anni novanta prima
La cucina come si presentava all’inizio, il frigo è degli ex proprietari, non è quello di cui si parla nell’articolo

Fenomenologia della cucina pastasciutta anni Novanta

Pensili, pensili, pensili ovunque. Non li posso togliere perché mi resterebbero solo due basi e quattro cassetti, non saprei dove mettere il cibo, figuriamoci le pentole. La mia idea di una parete dispensa sul lato opposto e una cucina con le sole basi è più funzionale, ma per ora… pensili dappertutto. Immagino che per gli amanti della cucina pastasciutta siano utili per riempirli di scatole di pasta e sughi pronti.

Nella cucina anni Novanta, se devi usare un mixer o anche solo il minipimer devi destreggiarti con l’unica presa di corrente sul piano di lavoro, di solito nascosta in un angolo in fondo, lontano dai fornelli. Perché, tanto, a cosa ti serve una presa di corrente se devi fare la pastasciutta con il sugo pronto? Ci attaccherai solo la macchina del caffé là in fondo, il più lontano possibile dai fornelli.

Poi arrivi tu che invece ci attacchi il Food Processor della Kitchen Aid e passi i mesi cercando di capire come aprirlo senza trasferirlo sul tavolo: è impossibile, causa pensili sopra che impediscono di togliergli il coperchio. Non parliamo poi di infilarci una verdura dall’alto per affettarla, è fantascienza.
Puoi aprirlo trasferendolo sul tavolo, ma puoi farlo funzionare solo rimettendolo nel maledetto angolo in fondo dove c’è l’unica presa di corrente. Quindi mi sono ridotta a trasferirlo sul tavolo e attaccarlo a una prolunga ogni volta che devo usarlo, cioè spesso. E’ ridicolo.

Nella cucina pastasciutta, una persona che cucina davvero dovrà farlo con la fronte appoggiata a un pensile oppure con la cappa che le fa la messa in piega. Se poi, come in questa vecchia cucina, ha le maniglie squadrate ad altezza tempie, la zuppa di occhiali sarà servita spesso. Non conto più le volte che una delle grosse maniglie ad altezza occhi mi ha fatto volare via gli occhiali.

Al contrario, una persona che ama i piatti pronti, sarà a suo agio: gli unici piani di lavoro sono occupati dal microonde e dalla macchina del caffé. Il tagliere non ci sta, perché tanto …che cosa devi tagliare o impastare? Niente. La cucina pastasciutta, insomma, è attrezzata solo per pastasciutte e burger scaldati nel microonde. Il che va benissimo per alcuni, ma è proprio tanto lontano da noi che mangiamo molta verdura e frutta cruda o che, quando cuciniamo compiamo gesti eclettici e imprevedibili dagli architetti, tipo tagliare, impastare, tritare…

cucina anni novanta prima
La cucina come si presentava nell’annuncio per la vendita della casa

Primi aggiustamenti necessari

Per un po’ mi sono adeguata io alla vecchia cucina anni Novanta, perché sapevo che l’avrei cambiata con una sostenibile ed ecologica cucina a bassi consumi, in muratura, con ante in legno massello e niente pensili che mi facessero una rinoplastica ad ogni tentativo di cucinare. Il mio sogno.

Il mio semplicissimo progetto era questo: la sopporto per un po’ mentre facciamo cose più urgenti e più grosse come il nuovo impianto clima a risparmio energetico. Intanto sono molto grata di aver trovato già qui questa efficiente signora. Mi ha evitato di svenarmi del tutto mentre stavamo acquistando la casa. Ma un giorno avrò finalmente una cucina funzionale, mi dicevo.

Poi, a due anni dal trasloco, è arrivato il mio momento di sclero con la cucina. In realtà non è nemmeno il primo. Prima di traslocare ho acquistato il frigorifero, un Hotpoint Ariston identico a quello che già avevo avuto in un’altra casa e di cui ero molto soddisfatta. Però adesso questi frigoriferi li fanno esteticamente uguali ma con i pezzi del frigo di Barbie, con la conseguenza che ci litigo almeno una volta a settimana e devo sbrinare il congelatore di continuo, un’assurdità di cui l’assistenza clienti non risponde. Sbaglio io. Forse dovrei chiamare Barbie Casa dei Sogni e farmi spiegare come usare questo frigo.

cucina anni novanta, prima
La cucina come si presentava nell’annuncio per la vendita

Altri aggiustamenti necessari (con mio sclero)

Nel frattempo in quasi due anni e mezzo si sono rotti la lavastoviglie, i fornelli e il forno. Avevano tutti la loro età e siamo nell’era dell’obsolescenza programmata, cosa a cui ormai è impossibile sfuggire. Ho sostituito la lavastoviglie e i fornelli con dei modelli a risparmio energetico, pensando che tanto li avrei potuti trasferire nella cucina nuova.

Alla rottura del forno però mi è partito lo sclero, anche perché si è staccata una guida laterale mentre cuoceva una teglia di pizza, mandando la farcitura della pizza a friggere sul fondo del forno. Quei momenti in cui vorresti urlare, saltando a piedi pari e richiamare l’attenzione della Fata Turchina che con la sua bacchetta magica rimette a posto tutto. Invece sai già che dovrai passare del tempo con la pizza che frigge sul fondo, togliendola delicatamente ma scottandoti inevitabilmente nell’operazione. Per poi passare alla pulizia del fondo del forno rovente. Quelle seratine deliziose, insomma.

Acquistato il nuovo forno con gli stessi criteri di fornello e lavastoviglie, al momento di montarlo ci siamo accorti che non ci stava: nelle cucine degli anni novanta i forni dietro erano fatti con uno scalino che non li faceva battere contro l’allaccio del gas del fornello sopra. Adesso invece, dietro, sono parallelepipedi monoblocco che battono contro quell’allaccio che nelle cucine nuove è molto più indietro e più in alto. Abbiamo dovuto restituire il forno e usiamo il vecchio Smeg come porta padelle.
Essere intollerante al glutine e non potersi fare una pizza o del pane in casa… vi assicuro che è dura! Se c’è qualcuno che sa di cosa parlo riguardo a quella forma posteriore del forno e ha una soluzione… grazie!!!

Quindi, a questo punto, abbiamo deciso di passare la cucina in alto nella lista delle priorità e cominciare a farci fare dei preventivi. Non vi annoio e arrivo già all’epilogo: siccome andranno spostati anche degli impianti, cambiati i rivestimenti e pavimenti e costruita la cucina vera e propria… siamo arrivati a preventivi tra i venticinque e i trentamila euro per 14 mq di cucina e 7 mq di lavanderia. Pietà! Ma non avevamo scelto di vivere in una casa piccola anche perché ci sarebbe costata meno e avrebbe richiesto meno lavoro?!
La cucina è tornata in fondo alle priorità e ho deciso di sistemare questa per renderla un po’ più vivibile, almeno per un altro paio di anni.

cucina anni novanta dopo
Un assaggio dell’ingresso della cucina lo scorso Natale, con la cassettiera dipinta e risistemata l’anno scorso

La cucina anni Novanta all’inizio e il prossimo ‘restauro’

Questa è la cucina come si presentava all’inizio, quando abbiamo comprato la casa. Sapendo di cambiarla non l’ho guardata più di tanto e ho pensato che per qualche tempo me la sarei fatta andare bene. In fondo ho vissuto anche in case in affitto con cucine più problematiche. Adesso invece ho iniziato a sistemarla per renderla più funzionale nel periodo in cui dovrò tenerla ancora, almeno un paio di anni se tutto va bene, ma chi lo sa se saranno di più o di meno. Vedremo.

Tra i lavori imminenti, c’è quello di dipingerla. Non ho nessuna voglia di farlo, ma devo farlo perché una delle cose che mi disturbano di più di questa cucina sono le maniglie. Non solo continuiamo a sbatterci ma, per dirla semplice, queste maniglie non c’entrano un piffero, sono proprio fuori contesto. Sono state sicuramente sostituite rispetto all’originale, come il piano di lavoro.
Inoltre sono state pulite con qualcosa che macchiava o era troppo aggressivo, hanno macchie che non è possibile togliere. Sono anche nel posto sbagliato, secondo me. Sicuramente per qualcuno ha senso che la maniglia stia in orizzontale piazzata in mezzo a una modanatura dell’anta, ma a me sembra meglio in verticale sulla parte liscia, sia per usabilità che per estetica.

Spostare le maniglie in una cucina anni Novanta, vuol dire lasciare dei buchi che non è possibile camuffare senza dipingere le ante. Ho anche trovato in solaio due ante di questa cucina che forse possono sostituire quelle a vetri con contorno rosa shocking, ma sono messe proprio male. Aggiungerò delle mensole e altro, alla fine sarà necessario uniformare con il colore. Quindi… che le grandi manovre abbiano inizio! Se avete consigli, sono qui ad ascoltare. Se volete vedere una tonnellata di “prima e dopo” e trucchi di restauro… seguitemi nei prossimi articoli!

Ti è piaciuto l'articolo?

Iscriviti alla newsletter, tanti altri contenuti interessanti ti aspettano!

Nella newsletter troverai articoli esclusivi che non pubblico sul sito, tutorial, guide e chiacchiere gentili tra noi.


Ti potrebbe interessare anche:

12 Commenti

Ileana Gennaio 18, 2023 - 8:34 pm

Complimenti, un bel po’ di lavoro da fare!!! Non vedo l’ora di leggere tutto. Intanto approvo la sparizione del tremendo violetto-lillino! Non capisco però il vero colore della parete adesso, perché la foto ha dentro troppo rosa… è un grigio? La cucina di che colore la farai? Spoiler please!!!!

Reply
Erbaviola Gennaio 20, 2023 - 12:10 pm

Cara Ileana, sì tanto lavoro ma spero che alla fine ci sarà anche tanta soddisfazione! In quanto al colore, hai indovinato, è un grigio molto chiaro. Per il colore della cucina… nessuno spoiler per ora perché sto ancora decidendo le modifiche, poi passerò al colore, sarà proprio l’ultimo. Mi sa che chiederò consigli, anzi! Un abbraccio!

Reply
Monica Gennaio 18, 2023 - 8:39 pm

No scusa Grazia… ma tra la “cucina pastasciutta” e la zuppa di occhiali… sto morendo!!! E’ sempre un piacere leggerti, chissà che questa volta non mi decida anche io a prendere in mano la situazione e cambiare look alla cucina. Ne avrebbe bisogno… e comprarne un’altra solo perché datata sarebbe davvero uno spreco! Nel mio caso, poi, è sistemata bene, comodissima, sarebbe solo una questione di estetica… quindi… vediamo se mi convinci… Ti mando un abbraccio di ringraziamento perché mi fa sempre bene leggerti!

Reply
Erbaviola Gennaio 20, 2023 - 12:16 pm

Cara Monica, un abbraccio da parte mia! Non so come sia la tua cucina ma visto che è in ottime condizioni, azzardo… magari cambiare solo qualche accessorio senza ridipingerla completamente? A volte basta cambiare il colore dei muri, Per esempio, la cucina che c’è sopra è già migliorata parecchio togliendo il lilla dalle pareti, cambiando il tavolo, le sedie, aggiungendo la vetrina e la cassettiera (entrambe vintage). Personalmente io sono per dipingere solo in casi estremi di cucine proprio malmesse, perché il risultato non è sempre garantito.
Grazie per le tue belle parole!

Reply
FIORELLA Gennaio 19, 2023 - 11:44 am

Ciao Grazia,
concordo con te sulla cucina pastasciutta….. Tremendamente inutile per me. Nella casa che ho acquistato circa 29 anni fa c’era un cucinino ed un tinello e la prima cosa che ho deciso con mio marito era che quel muro doveva sparire, ci soffocava, poi con tre figli immagini il delirio? La mia cucina è il mio angolo, è il mio rifugio, dove faccio tutti i miei esperimenti (siamo una famiglia celiaca/vegana con la fissa dell’autoproduzione a km 0 :), sarà forse perchè per me cucinare per la mia famiglia è un atto d’amore.
Grazie, le tue news mi mettono di buon umore.
Un abbraccio Fiorella

Reply
Erbaviola Gennaio 20, 2023 - 12:21 pm

Cara Fiorella, che bel quadro familiare che hai descritto! Concordo sui ‘cucinotti’, una mania anni ’60-’70 che ha depresso innumerevoli donne soprattutto, costrette a fare le cameriere di servizio tra cucinotto e tinello con tavolo da pranzo! In più sono davvero scomodi, si sbatte ovunque (ne ho avuto uno in una casa in affitto!) e si sporcano tantissimo… mi ricordo che date le dimensioni piccole e la piccola finestra, il vapore delle cotture faceva disastri… no no no! Sempre cucina abitabile per me, è fondamentale 🙂 Spero solo di riuscire a organizzarla meglio!
Un abbraccione!

Reply
GIULIA Gennaio 19, 2023 - 12:25 pm

Da quando sono adulta è u mix tra bollette e tetris per pianificare le spese senza ipotecare nessun organo. Effettivamente io ho due frigoriferi, uno più anziano che tengo in cantina insieme al pozzetto ma l’altro più nuovoha i pezzi piccoli e se Barbie casa di songi ti risponde, poi dimmi che consigli ti ha dato. Poi gli eltrrodomestici si rompono sempre o nei festivi o il giorno dopo il termine della garanzia e sui lavori lasciamo perdere che è meglio, ho fatto un lavoro in giardino dovevnao essere 300 euro e alla fine sono stati 530, 230 euro extra…..OOOOOOOOOOM OOOOOOOOOOOOOOM

Reply
Erbaviola Gennaio 20, 2023 - 12:28 pm

Cara Giulia… moooolti OOOOOMMMM! La mia scelta della casa più piccola è stata dettata anche da quello… oggi le spese sono veramente tanti e gli impianti vanno aggiornati troppo spesso. Per non parlare appunto degli elettrodomestici. L’obsolescenza programmata fa in modo che si rompano poco dopo la scadenza della garanzia oppure, come nel caso del mio frigorifero, che abbiano un’assistenza clienti tanto pessima da rinunciare ad aggiustarlo e tenersi un elettrodomestico nuovo che non funziona bene. Dopo di questo non so cosa ci aspetterà in futuro, probabilmente pagheremo per non averli del tutto. Comincerò a scavare una buca in giardino per fare una cella di raffrescamento medievale…
Un abbraccione e tanti tanti OOOOOMMMMM

Reply
cri Gennaio 19, 2023 - 2:37 pm

non vedo l’ora di vedere i progressi della cucina, fosse per me la cambierei una volta alla settimana ma purtroppo convivendo con la sister dal 2016 ad oggi ho solo cambiato 5-6 volte non di più, oltretutto, se questa è una cucina pastasciutta la mia non saprei come definirla … cucina attaccapanni? cucina tagliaerba?? non c’è niente di più scomodo di lei, poverina, già farci gli spaghetti con il sugo pronto sarebbe un lusso. Non importa, piuttosto, hai già cominciato??? dai veloce che non vedo l’ora di vedere tutto!!!
P.S. continuo a dirti che la foto della cassettiera dietro la porta è stupenda, mi piace da matti.

Reply
Erbaviola Gennaio 20, 2023 - 12:31 pm

Uh anche io non vedo l’ora di vedere i progressi della cucina, sai! 😀 Pensavi avessi già pronte le fasi successive e fossi qui a sorbirmi un cappuccino di mandorla alla vaniglia nella mia cucina rinnovata? 😀 Giammai, io faccio tutto in tempo reale, quindi non ho spoiler e nemmeno so bene il progetto, anzi, lo devo mettere giù per un prossimo post così almeno inizio a fare un po’ di modifiche.
Però sono qui che aspetto le foto dei tuoi lavori in cucina con i pallet, le hai promesse un commento fa! Forza! Magari trovo ispirazione. Un abbraccio!

Reply
Vale Gennaio 19, 2023 - 2:39 pm

Io che ho solo tre prese sul piano di lavoro, di cui una sola schuko, sbrocco ogni volta che devo attaccare qualcosa in più. Ti abbraccio. 😅

Reply
Erbaviola Gennaio 20, 2023 - 12:37 pm

“Solo tre prese di cui una schuko” sarebbe già un sogno per me!!! 😅 Io ho una sola presa normale. In cinque metri di piano di lavoro e, naturalmente, posizionata genialmente in fondo nell’angolo. Comunque, essendo nell’angolo e nascosta dal gigante KA, ci ho attaccato una multipla con 8 schuko a interruttori … e che cavolo, siamo nel 2023, mica possiamo passare la vita con stacca-attacca la presa!
Un abbraccio! 😀

Reply

Lascia un commento