Epifania creativa

da Grazia Cacciola
epifania 2023, creatività a casa erbaviola

Inizio dicembre. “Non ci riesco a fotografare queste pentole!” borbotto stizzita alla mia metà che sta pranzando in piedi in un angolo della cucina, mentre io cerco di fotografare due cocci enormi sul tavolo. Ho pensato che mi sarebbero bastati dieci minuti, il tempo di tirare fuori le pentole, cavalletto, luci, macchina fotografica e via. Poi la sera avrei sistemato le immagini e pubblicato il post sulle pentole per la cucina a legna (gli altri post sulla cucina a legna sono tutti QUI). Invece, dopo mezz’ora sto ancora inciampando tra cavi, prolunghe e il centrotavola di Natale posato momentaneamente per terra, per la gioia del gatto Koi.
“Non puoi fotografarle nel laboratorio?”. Lo guardo disperata. Il laboratorio è ancora inutilizzabile se non per cucire… e anche per quello è un disastro di piani traballanti e precarietà. Ormai è tardi, pausa finita, ho un appuntamento dopo poco e mi ci vuole almeno un altro quarto d’ora per mettere a posto quello che ho tirato fuori.
Alla fine ho saltato il pranzo per tirar fuori e rimettere a posto una ventina di oggetti. Non va molto bene. Contiamo anche che, giusto il giorno prima, per disegnare il modello dei nuovi cuscini per il divano (farò un tutorial, ma ho già pubblicato un’anteprima in un paio di reel su Instagram) ho riempito di bruscolini di gomma la mia scrivania, quella su cui lavoro. Ho raccolto per due giorni gli avanzi delle mie cancellature e me li sono ritrovati su una manica, ovviamente nera e nel mezzo di una video-riunione di lavoro. Insomma, sembrava che qualunque cosa facessi per questo blog, provocasse solo della frustrazione.

Così ho preso una decisione: una pausa creativa e riorganizzativa. Da dicembre a oggi ho fotografato o filmato, senza nessuna pretesa e nessuno scervellamento sull’esposizione, solo scorci di vita casuali. Una serata qui, un pranzo là. La foto sopra l’ho fatta stamattina, poco dopo aver finito di scrivere questo pezzo, prima di rileggerlo, mentre entravo in cucina per prepararmi il té adatto alla rilettura (verde al gelsomino). Prima di togliere gli addobbi, l’ultimo giorno con la casa in versione natalizia, in attesa degli ultimi ospiti.
Penso sia anche l’ultima foto di questa credenza in quel posto, tutti i pensieri e la riorganizzazione di questa pausa hanno portato a necessari spostamenti di mobili – tutt’ora in corso. L’ultimo riguarda la sostituzione di questa cassettiera che finirà nel mio laboratorio, sostituita da un mobile di famiglia che sto sistemando e che era nel mio studio.

cassettiera erbaviola con dolcetti

La credenza è quella che avevo recuperato e modificato, sul come ne ho parlato in questo articolo. Essendo la prima cosa che si vede entrando nella cucina che fa anche da zona pranzo e avendo un piano di appoggio grande, è uno dei posti in cui posso far volare la fantasia con piccole sorprese di benvenuto.

Quest’anno per le feste ho allestito una zona dolcetti. L’allestimento è cambiato nei giorni, sia per banali esigenze di spolvero in cui inevitabilmente non mi ricordo com’era prima di spostare tutto (sarebbe troppo intelligente fare una foto!), sia per i famelici amici che mi finivano tutti i dolcetti. Non che mi dispiaccia, erano lì apposta e amo veder apprezzati i miei biscottini. Non solo i miei. Un’amica verrà ringraziata in eterno per avermi portato dall’Austria i Mozart Kugeln vegani! Erano almeno vent’anni che non mi deliziavo i miei cioccolatini preferiti di sempre. Nella versione originale hanno il lattosio e burro chiarificato, mi pare, non ricordo bene, ma sono certa che non li potevo più mangiare. Questi sono fatti in pasticceria con cioccolato fondente. Hanno lo stesso gusto e consistenza dei tradizionali, parola di esperta. Ovviamente in questa versione vegana non si possono chiamare Mozart Kugeln perché non rispettano la ricetta tradizionale, infatti si chiamano Mozart Vegan Pralinen. Invece quelli con sciroppo di glucosio, sorbitolo, olio di palma, latte scremato in polvere e conservanti rispettano la ricetta tradizionale del 1890 e si possono chiamare Mozart Kugeln.

credenza nera, epifania 2023

Ma sto divagando. A proposito di frustrazione, epifania e creatività. I sette post che ho scritto a dicembre – e che non ho pubblicato. “Bene, dove sei finita? Da Novembre 2022 che non scrivi niente! Tutto ok?”. Questo più o meno il tenore delle mail che ho ricevuto, tra il preoccupato e “ok, ogni tanto sparisci, ma perché stavolta?”.

Presto detto. Non pubblico un post da fine novembre 2022. Vero. Ma non è che non abbia scritto, ho scritto tanto, anche per il blog. Poi non ho pubblicato. So che c’è chi mi detesterà per questa notizia. Ho scritto sette lunghi post – che non leggerete – su com’è stato vivere sull’Appennino Tosco-Emiliano o più precisamente sull’Appennino Bolognese. Ma dopo averli scritti ero molto in dubbio se pubblicarli. All’ultimo, giusto un attimo prima di premere su ‘invio’, ho fatto un passo indietro.

Per ora no. Magari continuerò a parlare della mia esperienza di vita in montagna, ogni tanto. Magari avviserò qualche conoscente del fatto che è meglio non andare a vivere in quei posti e gli spiegherò il perché. Ma farlo pubblicamente, in modo così allargato, ho deciso che non è il caso. Sarebbe come se un imprenditore andasse in Sicilia, aprisse un’azienda e si lamentasse che c’è la mafia. C’è, lo sappiamo, ma la Sicilia non è solo quello, è anche tanta gente meravigliosa, forte e solidale, che ama la propria terra. Nello stesso modo, non credo ci sia bisogno che io racconti i mille e uno modi in cui sull’Appennino Bolognese hanno tentato di truffarci e in alcuni casi sono riusciti a farlo.
So per esperienza diretta che ci sono anche persone meravigliose che vivono lì e che lottano ogni giorno con la tendenza truffaldina di un certo numero dei loro compaesani. Io mi porto nel cuore queste persone e continuo delle splendide amicizie con alcune, è tutto quello che voglio ricordare. Per il resto, prenderò alcuni aneddoti divertenti da questi sette articoli e li utilizzerò per qualche chiacchierata tra noi.

L’epifania creativa. L’epifania, in letteratura, o più propriamente per James Joyce, è una realizzazione improvvisa e repentina del personaggio. Un momento in cui, casualmente, improvvisamente, il personaggio ha un’intuizione o una visione potentissima, di solito grazie a qualcosa di insignificante per gli altri. In questo mese ho avuto un’epifania creativa. (Perché non sarete arrivati fin qui pensando che vi avrei parlato della Befana, vero? Tipo “come autoprodurre una scopa volante per l’epifania creativa”).

Un giorno io e Koi, il mio gatto assistente nonché re dei photobombing (come da foto sopra), ci siamo resi conto che l’idea di infilare tutte le mie attività creative nel laboratorio era assurda. Intanto non ci stavano tutte, non c’era modo di farle convivere. Fotografia al buio e cucito con la luce. Restauro che sporca e attrezzature per foto e cucito a un metro, con mio terrore. Tappezzeria che richiede spazio di movimento e tutto lo spazio è occupato da altre attività. Il tavolo più grande usato per tutto, dal taglio tessuti all’incollaggio mobili, con il risultato di doverlo pulire e scrostarlo a ogni cambio attività. L’aspirapolvere sempre in mezzo ai piedi. Non c’era posto nemmeno per una delle cucce di Koi e lui ama stare a guardarmi mentre lavoro. In alternativa, mi mordicchia le caviglie per chiamarmi e cerca di sedersi su quello che sto usando, per richiamare l’attenzione sul fatto che non ha un posto suo per starmi vicino. La soluzione logica è stata dividere le attività creative destinandole a spazi diversi.

Abbiamo subito deciso che la soluzione prevedeva alcuni spostamenti di mobili in casa, l’acquisto di altri da restaurare e l’autoproduzione di un certo numero di oggetti utili. Ho dato la colpa a Koi nell’annunciare il progettone alla mia metà e lui ha reagito con un’offerta di aiuto. A posteriori posso dire che, senza di lui, io e Koi staremmo ancora piangendo disperati tra mobili smontati e cose che non vanno come devono andare.

Di conseguenza, stanno anche arrivando una quantità di post in tema restauro, autoproduzione e organizzazione. E – soprattutto – da ieri ho un posto decente per fotografare senza spostare mezza casa, più un posto delizioso per disegnare che sto finendo di sistemare. In tutto ciò, ci sono voluti giorni e giorni di lavoro che hanno coinvolto il laboratorio, il mio studio di lavoro, la cucina e la sala. La cucina facendo lo slalom tra visite di amici e occasioni varie.

Il filo conduttore di tutto questo lavoro di spostamenti è stato: dare spazio alla creatività. Mi sono resa conto che tutto era diventato scomodo per il semplice fatto che negli anni mi ero abituata a considerare la creatività come qualcosa di legato al lavoro – il che va benissimo, il mio lavoro è molto creativo per mia scelta. Ma il resto, quello non strettamente lavorativo, o che nel lavoro ci è finito in seguito e per caso (come le illustrazioni per un libro o le foto per un articolo) era ancora relegato alla zona “hobby”. Chi ha fatto il corso “Cambio vita, mi reinvento” sa bene quanto io detesti la parola hobby. Ma, come dicevo, a volte ci casco anche io, ancora. Il problema di non lasciare che la propria creatività trovi spazi ed espressioni, relegandola in zone confinate e socialmente accettabili. Perché, parliamoci chiaro, magari è socialmente accettabile che uno si metta in casa il cavalletto e dipinga a olio, ma quanto è accettabile la mia ingombrante scrivania da disegno se non faccio, che ne so, l’architetta? O le mie cinque macchine da cucire se non faccio la sarta? (Non dite “alla faccia del minimalismo!”, c’è una spiegazione logica e non resteranno cinque. Ne parlerò a breve.).

Così, a colpi di obiettivi con i marginal gains e brugole, ho risolto. Purtroppo, è stato necessario comprare un armadietto e un paio di ante da Ikea, per ampliare una libreria già esistente. Il “purtroppo” riguarda il fatto che io avrei preferito una credenzina di legno ma così piccole non se ne trovavano e usate men che meno. Dopo quindici giorni di ricerche ho ceduto, altrimenti avevamo lavori fermi in mezza casa, bloccati da questo pezzo da aggiungere – sembra incredibile ma è così. Ve lo racconterò. Magari già domani, oggi devo fare per l’ultima volta la routine delle feste: un pranzo con amici, andare a zonzo per la Romagna, passeggiata sulla spiaggia e serata a leggere davanti al camino con le lucine degli addobbi accese. Domani le tolgo, giuro.

Ti potrebbe interessare anche:

12 Commenti

Sonia Gennaio 6, 2023 - 11:24 pm

Io ho un ingombrante tecnigrafo di quelli degli anni 60 con pesante bilancere in un metallo che sembra vecchia ghisa chiamo “amichevole “ il famiglia il mio “catafalco” che tutti vorrebbero buttare perché ingombrante e che io difendo animatamente come ultimo avamposto della mia creatività libera 🌈

Attendo altri post e per ora mi accontento volentieri anche dei vecchi
🌈

Reply
Erbaviola Gennaio 9, 2023 - 12:21 pm

Ma come, il tuo tecnigrafo è bellissimo, l’ho visto nelle foto!!! Non osare buttarlo, chiamami se hai bisogno di rinforzi per difendere l’avamposto del tuo lavoro. Un grande abbraccio Sonia e che la creatività continui ad accompagnarci!

Reply
Vale Gennaio 7, 2023 - 12:20 am

Bene, bene, aspetto anche io i prossimi post. Koï ha lo sguardo da intenditore, eh. 😅
(Ehi, mi hanno presa per un bot!) 🤭

Reply
Erbaviola Gennaio 9, 2023 - 12:23 pm

Succede sempre anche al Cinico, perché scrivete in fretta. Dura essere parte di una minoranza, in ogni settore… anche quella dei tastieristi veloci.
Koï sapeva già l’epilogo: 2 ore e una decina di modifiche con quattro attrezzi non inclusi nella confezione. Questo è ormai lo standard Ikea.

Reply
Federica Gennaio 7, 2023 - 2:28 pm

Quanti spunti interessanti Grazia! 🤩 Adoro questi post in cui ci fai sbirciare nella tua bella casa… hai questo tocco speciale nel rendere tutto poetico… e il remake di questa vecchia cassettiera Ikea mi ha dato la spinta giusta per sistemare un paio di mobili invece di sostituirli.
Non vedo l’ora di vedere dove ti porterà questo spazio ritrovato per la creatività. Buon anno e mi auguro di leggerti spesso nel 2023!

Reply
Erbaviola Gennaio 9, 2023 - 1:52 pm

Grazie Federica, che gentile! Mi fa davvero tanto piacere di averti ispirata a ri-amare i mobili che hai già, trasformandoli. Buon anno a te e … spero anche io di aggiornare spesso questo sito! Proviamoci…

Reply
Martina Gennaio 9, 2023 - 8:57 am

Fantastico questo sito! 😍 Scoperto sabato e non riesco a smettere di leggerlo! Ho già ordinato “L’autoproduzione è la vera rivoluzione” e non vedo l’ora di leggerlo!!! Credo di aver fatto più evoluzioni sane in questo weekend che nei dieci anni precedenti. Se fossi qui davanti ti abbraccerei! Mi fermo qui perché capisco che comincio a sembrare una stalker a inizio carriera… è solo entusiasmo per aver trovato le parole giuste per il cambiamento che cercavo da tanto! P.s. Il corso “cambio vita mi reinvento” non c’è più ?

Reply
Erbaviola Gennaio 9, 2023 - 1:58 pm

Ciao Martina, benvenuta! L’abbraccio spontaneo è molto benvenuto e lo prendo tutto, anche se virtualmente. Sono certa che con questa tua energia, il cambiamento non potrà che essere positivo.
Per il corso; avevo chiuso le iscrizioni a ottobre perché avevo troppe persone in attesa. Ne seguo sempre un piccolo numero per volta perché voglio metterci tutta l’attenzione necessaria. A volte si creano delle code. Lo riaprirò e ci saranno anche dei nuovi percorsi. Quando riaprono le iscrizioni lo segnalo nella newsletter. Intanto, un augurio per il tuo cambiamento!

Reply
cri Gennaio 11, 2023 - 2:59 pm

Quindi? il tutorial per la scopa della befana dov’è???? Scherzi a parte sai che non vedo l’ora di vedere post e tutorial su restauro/autoproduzione e organizzazione!!!!!
Devo assolutamente farti il reportage di quello che ho combinato in quest’ultimo week end lungo nella cucina (utilizzando sempre pezzi di pallett, of course)!
come sempre le mie foto saranno ignobili; tu mi stai dicendo che la prima foto del post – quella incantevole con la cassettiera che si intravede dalla porta – l’hai fatta così, mentre facevi altre 25 cose??? Vabbè .. chapeau

Reply
Grazia Gennaio 19, 2023 - 7:57 am

Ah ecco, hai ragione… ho dimenticato il tutorial della scopa! Lo fornirò solo in cambio delle tue foto (peraltro belle!) di cosa hai combinato stavolta con i pallet, sono curiosa!
Sulle foto sì, confermo, sono fatte al volo con il cellulare mentre aspettavo gli ospiti… e sono piene di difetti dal punto di vista di un fotografo vero!

Reply
Luciana Gennaio 19, 2023 - 2:26 pm

Di questo blog mi piace tutto!! I post, le foto, i commenti e le risposte ai commenti!!! Egoisticamente vorrei trovare un tuo scritto da leggere ogni mattina a colazione!!! Sarebbe un ottimo tonico per affrontare la giornata!!! Condivido pienamente l’entusiasmo di chi ha scritto qui prima di me!!
MI avevi chiesto delle foto del mio angolo cucito, ma nel frattempo ho di nuovo rivoluzionato il mio millimetrico spazio e ti invierò le foto della versione definitiva!!
Grazie sempre per lo spirito creativo che riesci a infondere in e con i tuoi post!!! È sempre una gioia leggerti!!!

Reply
Erbaviola Gennaio 20, 2023 - 6:59 pm

Cara Luciana, ti ringrazio di cuore per le tue parole! Io lo farei volentieri un post al giorno… ma ahimé devo lavorare 😀 Sarebbe bello se il lavoro fosse scrivere Erbaviola, chi lo sà, magari un giorno verso i novant’anni 😛
Non vedo l’ora di vedere il tuo angolo cucito, sono sicura mi darà ispirazioni per i prossimi lavori e non solo a me! Un abbraccione!

Reply

Lascia un commento