Vivere in vacanza

A giudicare dai social, una quantità di gente, carica di energie quanto i personal trainer americani, si sta riversando nelle città, di ritorno dalle vacanze. Com’è andata la vostra estate? Intanto vi racconto qualcosa della mia o meglio del vivere in vacanza.

Social e vita

Sono sparita dai social per mesi e ci sono ricapitata dentro perché qualcuno si intestardiva a scrivermi messaggi lì, dalle sue vacanze. Così, nell’occasione, vedevo passare orde di individui felicissimi di essere dovunque, di fare qualunque cosa pregna di idiozia, dall’estirpare a mani nude la moquette del 1965 al pitturare il pavimento in amianto in un motivo finto-cementine. Fanno il paio con quelli che fondono le bottiglie di plastica per fare “gioielli” alla diossina.

Naturalmente, insieme a queste imprescindibili idee per migliorare la mia vita, non mi sono potuta perdere le foto dei centomila sederi con slip brasiliana che inneggiano agli aperitivi in spiaggia in vacanza. In realtà sono stata letteralmente bombardata da queste foto di natiche al vento, ma è normale: capita principalmente a chi viene geolocalizzata sulla riviera romagnola. E naturalmente non è mancata la lista di reel sull’autoproduzione di cose già viste e autroprodotte centomila volte da centomila persone che vogliono sensibilizzarmi sulle scelte più eco.  Come ho fatto a privarmi per mesi di queste spremute di intelligenza? A volte non mi capisco!

Il settembre più ecologico della storia

E che dire dei nuovi prodotti eco delle multinazionali che non sono mai state eco ma che ora si riscoprono salvatrici del mondo? Sono così tanti che ho pensato che ormai posso chiudere Erbaviola e starmene in pacifico silenzio. Il mondo è ormai salvo grazie alle pastiglione di candeggina che puoi sciogliere a casa tua in un bidone di plastica… ma che vogliamo ancora?! Finalmente un mondo eco in cui nessuna multinazionale inquina e se anche lo fanno …piantano gli alberi a compensazione!

Questa degli alberi poi è la migliore. Saranno vent’anni che tutti piantano alberi eppure c’è sempre più cemento, le foreste sono state tutte ridotte e i ghiacciai si sciolgono. Probabilmente piantano i pini di plastica per Natale, non ho altre spiegazioni.

Una vita senza vacanze

Insomma, capisco che grazie a questo splendido fervore positivo, qui arrivi gente stracarica di energie che mi parla di lavoro e progetti, mentre io ho ancora voglia di andare in spiaggia. Sono la solita guastafeste.

Oggi in realtà son qui che curo il meteo, speranzosa che passi l’aria umido-ghiacciata degli ultimi giorni e possa godermi ancora un mese di mare. In agosto non ho smesso di lavorare ma ho continuato a farlo con i miei ritmi da estate. La mattina mi alzo presto (mi alzo presto tutto l’anno, ormai lo sapete), lavoro un po’, poi andiamo in spiaggia, anche lì sul presto. In effetti arriviamo nell’orario in cui i pensionati stanno facendo la passeggiata sul bagnasciuga e ci guardano come invasori, i due tizi fuoriluogo perché non anziani. “Ma sti due non vanno a lavorare?” è la domanda che aleggia nell’aria giorno dopo giorno. Il mistero si infittisce, cari miei, ma forse ce la faremo ad arrivare alla prossima estate senza svelarci. Noi ci proviamo.

Verso le 8.30, finita la prima nuotata, rispondo a qualche email, invio qualche vocale se necessario, poi io e un libro ci facciamo compagnia al sole. Fino alle 11.30 circa si procede così, nuotata-libro-nuotata-libro, dopo di che si va a casa per un pranzo veloce e leggero, infine pomeriggio di lavoro. Non tutto il pomeriggio visto che la mattina ho già fatto due o tre ore.
Ogni tanto andiamo a zonzo, una città o un pezzo di Appennino o un’altra spiaggia, quello che ci viene in mente.  Questo di solito è il ritmo per quattro mesi all’anno. A me sembra una bella vita, io ci sto bene.

Vivere in vacanza

Nonostante ciò, ogni anno passo maggio e giugno a rispondere “No, non vado in vacanza, ci vivo in vacanza”. Magari vado via due o tre giorni ogni tanto, magari un viaggio di scoperta qualche volta. Ma “le vacanze”, quelle che facevo da bambina in cui per un mese ci si trasferiva tutti al mare, armi e bagagli, e poi in montagna e via di nuovo: no. Quelle non le faccio più. Non mi piacevano, anche da adulta ho sempre viaggiato alla scoperta di altri modi di vivere, ma non ho mai fatto vacanze stanziali. Benissimo per chi le fa, ma non sono nelle mie preferenze.

Inoltre mi annoia parecchio tutto quel chiudere case, aprire case, affidare animali, svuotare il frigo, rifare una spesa gigante al ritorno, chiudere il gas, chiedere al vicino di innaffiare l’orto… mi sta venendo l’orticaria solo a fare l’inizio dell’elenco. Si tratta di un iter che posso sostenere unicamente per andare a scoprire paesi che non conosco, tipo qualche mese in Nuova Zelanda. Altrimenti no. Alla fine credo che la mia scelta di vivere in posti vacanzieri abbia a che fare anche con l’evitare di impacchettare e spacchettare la casa a ogni cambio stagione. Le mie cose sono tutte qui, al loro posto. Quando serve, la valigia per qualche giorno la preparo in mezz’ora e via.

Oltre all’indubbio vantaggio di disinteressarmi del meteo. Due settimane di maltempo durante quindici giorni di vacanza ti rovinano l’umore, è inevitabile. Due settimane di maltempo a casa mia, invece, sono gestite semplicemente così: “faccio un po’ più di lavoro, sbrigo più commissioni, così quando torna il sole vado in spiaggia”. Fine. In montagna funzionava in modo identico, solo che c’era molto più maltempo e molto più freddo. Ancora prima, in campagna, identico a oggi, solo che la spiaggia era al lago o sul lungofiume o al mare che era solo a un’ora di distanza.
Dopo tanti anni, confermo che è il mio modo preferito di gestire la questione vacanze: sono in vacanza tutto l’anno, senza spostarmi. Il resto sono viaggi.

Ma non ti annoi a stare sempre nello stesso posto?

Arriva settembre, il temuto primo settembre, e le domande ricominciano come in maggio-giugno, ma al passato prossimo. “Dove sei stata in vacanza?”. Alla risposta, di nuovo, “vivo in vacanza, vado in spiaggia quasi tutti i giorni per quattro mesi”, parte la solita perla “Ma non ti annoi a stare sempre nello stesso posto?”. Sì in effetti hai ragione. A volte cambio spiaggia, così, per una botta di vita e per confermarmi che quella in cui vado è già la migliore per me.

Comunque sì, non faccio casa e spiaggia per quattro mesi, non sono una surfista californiana. Questo agosto sono andata in giro per l’Appennino Tosco-Romagnolo e ho trovato lo stesso caldo della spiaggia di Mondello alle due del pomeriggio, ma con l’aggiunta di pochi posti in cui fermarsi per un picnic o un’escursione. Le amministrazioni locali ti attirano con simpatia e contano sul fatto che tu sia in grado di metterti in tasca l’auto. Ma chiudiamo subito questo discorso: quando in Appennino riusciranno ad essere accoglienti per i turisti, ci saremo già estinti.

Ho trovato però un delizioso piccolo panificio a Dovadola, Cappelletti e Bongiovanni, in cui fanno un pane profumatissimo e tantissimi dolci vegan, buoni da matti. Un pane di farro monococco con pasta madre che era la fine del mondo. Una signora di una gentilezza e pazienza infinita dietro il banco. Così è finita che abbiamo saccheggiato il negozio. La mia intolleranza al glutine ha galoppato per i giorni seguenti ma ne è valsa la pena, riesco ancora a reggere uno strappo ogni tanto se è di alta qualità e qui lo era, segnatevi il link per quando passate.

Ho percorso il sentiero della Via degli Orti e gironzolato nella Libreria dei viaggi di Bagno di Romagna. Ho guardato le stelle da una terrazza di Sorrivoli, sul tetto di amici che hanno affittato una casa in un posto così isolato in mezzo ai boschi, da avere attorno il buio completo. I milanesi cascano sempre nel tranello degli agenti immobiliari “villa a cinque minuti dalle spiagge di Cesenatico”. Così ho avvistato ben due stelle cadenti, ringraziando l’agente immobiliare che aveva assicurato l’immersione nella movida e ha appioppato invece la versione casentinese di Quella casa nel bosco.

Gli amici, vivere in vacanza e la serata romantica

Ho smesso di contare anche gli aperitivi e le cene con gli amici che “intanto che andiamo in vacanza passiamo a salutarvi”. Sono passati anche i mitici Seb e Titti della Casota, con la loro nuova Jeep camperizzata in proprio, che ha iniziato a farmi sognare di avere un van camperizzato. Mi sto appassionando all’idea di viaggiare in modo più indipendente, magari senza la noia di molti ristoratori che per “vegan” intendono ancora pane e insalata. Seb e Titti comunque sono una forza. Pensavate che si sarebbero fermati dopo la chiusura della Casota? Per rilassarsi hanno “solo” percorso l’Italia a tappe, da Milano alla Sicilia!

Un giorno, siccome eravamo sempre con altra gente (appunto perché ci si annoia a stare sempre nello stesso posto ecc.), ci siamo ritagliati una serata per noi con una cenetta romantica nel nostro locale preferito di Cervia, all’aperto. Le zanzare ci hanno ricambiati con un sentimento univoco e incessante, mentre l’afa ci assaliva prepotente. Scappati sul porto canale, siamo entrati nell’ecosistema umido di corpi accaldati a passeggio, spesso armati di passeggini spacca-caviglie. Credo che ce ne siano una serie che vengono progettati appositamente con questa funzione e donati a madri distratte e nonne cieche, con il preciso intento di arricchire la lobby degli ortopedici. Voi datemi della complottista, ma visti i complotti di cui sento in questi anni, il mio è più credibile.

Com’è finita la serata romantica? Abbiamo perso circa sei litri di liquidi a testa, come se fossimo entrati in una sauna vestiti da alpinisti. A casa abbiamo romanticamente brindato con il Polase, barcollando come due ubriachi. Ci sono voluti tre giorni per riprenderci dal centinaio di punture di zanzara, i lividi dei passeggini infernali e la disidratazione cronica. Ci siamo appuntati di evitare i posti vacanzieri fino a settembre, per sempre. Per la mia idea di bella vita, lì c’è troppa gente in vacanza tutta insieme. Non so per la vostra…

Vivere in vacanza leggendo

Un’altra cosa che non mi piace spostare sono i libri. Io sono pessima a scegliere i libri da portare in spiaggia, figuriamoci in una vacanza di un mese. Il minore dei mali si verifica quando parto con grandi progetti, tipo leggere un libro con le pagine lucide sotto il sole, con l’unico risultato di accecarmi. Altrimenti prendo qualcosa che mi voglio costringere a leggere, magari qualcosa del lavoro, dicendomi che così sarò obbligata a leggerlo. Un po’ dipende anche dalla mentalità inculcatami fin da piccola “prima il dovere ecc.”, per cui ancora oggi il mio subconscio si sente un po’ in colpa passando la mattina al mare invece che alla scrivania. Scatta qualcosa che non sono ancora riuscita a silenziare del tutto, ma ci sto lavorando.

Una volta ho portato in spiaggia un trattato sul futuro dell’utilizzo dei big data e dopo un capitolo l’ho usato per non far volare via il telo mare, mentre io facevo un bagno di tre ore che mi teneva lontana dal secondo capitolo e mi avvicinava alla polmonite. Un’altra volta, in un evento book crossing, ho ricevuto un libro di Sveva Casati Modignani che, mi avevano detto, era perfetto da leggere in spiaggia. Dopo poche pagine, mi sono alzata e l’ho conferito al secchione della carta, interrompendone la deplorevole vita nei circuiti di scambio. E son rimasta di nuovo senza niente da leggere in spiaggia.
Sì lo so che voi avete tutti il kobo, kindle ecc. con cinquantamila ebook dentro. Io no perché per lavoro devo già avere computer, tablet, smartphone, la reflex… e per adesso non voglio aggiungere altra elettronica per leggere gli ebook solo ed esclusivamente in spiaggia (a casa li leggo sull’iPad, ma non lo porto in spiaggia perché ha un riflesso da lampada abbronzante).

Da qualche anno, ho adottato un’altra soluzione per la scelta delle letture da spiaggia. Di solito in estate leggo tutto di un autore o autrice, così non devo scegliere, vado in ordine di pubblicazione. C’è stato l’anno che ho riletto tutta Virginia Woolf, l’anno di Toni Morrison, o l’anno che ho riletto tutta Jane Austin senza l’impellenza dell’esame di Letteratura Inglese III (quando ho fatto io l’università, si leggevano tutti i romanzi per intero in lingua originale, non brani scelti di alcuni… quindi le letture lente e appaganti erano rarissime).
C’è stato anche l’anno che ho riletto tutto Umberto Eco, ma già lì in alcuni casi eravamo tornati alle scelte sbagliate per la spiaggia… Scritti sul pensiero medievale l’ho inconsciamente perso solo quella decina di volte. Poi sono arrivate due estati più due autunni per rileggere Stephen King.

Quest’estate invece ero stanca, ancora in convalescenza, così ho letto un po’ di libri spilluzzicando. Il mio preferito dell’estate? Dopo aver riletto il bellissimo Villa Ventosa di Anne Fine, ho adorato Lo diciamo a Liddy? della stessa autrice che sì, è più conosciuta per i libri per l’infanzia, per esempio la serie di Gatto Killer o Mrs Doubtfire, da cui è stato tratto l’omonimo film con Robin Williams. Un’autrice notevole, con uno humor graffiante.
Ho riletto anche Autobiografia di uno yogi, di Paramhansa Yogananda, che fa sempre bene allo spirito. Per me è una lettura leggera avendolo già letto più volte, altrimenti non ce l’avrei fatta a questo giro.
Dopo diversi libri presi e messi giù perché troppo complicati per la mia testa ancora intontita dalla convalescenza, ho puntato su una bella rilettura di Stoner di John Williams, uno dei miei romanzi preferiti. In lingua originale è un’esperienza; Williams ha una costruzione del periodo, una qualità della scrittura e una chiarezza davvero rare e coinvolgenti. Al centro, un uomo apparentemente insignificante e ininfluente che ama profondamente la letteratura. Una storia delicata di resilienza e di scopo nella vita, che a volte si concretizza in piccole fondamentali azioni.

E voi? Raccontatemi qualcosa di divertente della vostra estate! Cosa avete letto di bello? I consigli sono benvenuti!

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Foto Credit: Grazia Cacciola 2022

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14 Commenti

cri Settembre 6, 2022 - 2:50 pm
Bentornata!!! hai anticipato il mio prossimo progetto: dopo aver risistemato il camper - che purtroppo abbiamo venduto - adesso sto cercando un furgone da "arredare" .... non vedo l'ora di trovare qualcosa che faccia a caso mio (e delle mie tasche, ovvio). Anche io in vacanza di solito mi dedico alle "mono letture". quest'estate ho scelto Cortazar ma uhm .... non mi ha fatto esattamente impazzire ..
GRAZIA CACCIOLA Settembre 6, 2022 - 6:51 pm
Noooo hai venduto il tuo bellissimo camper restaurato? Sicuramente avrai avuto le tue ragioni... ma farci innamorare così delle foto e poi venderlo... non si fa! Sono certa però che chi l'ha comprato si divertirà! Cortázar... auguri... io piuttosto, se proprio devo farmi del male, rileggo "Ka" di Calasso 😂
Rosanna Settembre 6, 2022 - 8:23 am
Bentornata Grazia, che bello risentirti! Parlando di libri, quando incontro un autore che mi piace leggo tutto quello che ha scritto. Fra le mie preferite ci sono Almudena Grandes (che fra l'altro è mancata da poco, ed è stato un colpo al cuore) ed Elizabeth von Arnim, una donna decisamente avanti rispetto al suo tempo, indipendente, femminista e spiritosa. Non conoscevo gli autori che hai consigliato, ma li ho già messi nella lista dei libri da acquistare. Grazie!
GRAZIA CACCIOLA Settembre 6, 2022 - 6:46 pm
Ciao Rosanna, grazie! Condivido l'opinione su Elizabeth von Arnim, ho letto tutti i suoi romanzi anni fa. Piacevolissima e spesso molto profonda, una grande osservatrice e anche una donna molto coraggiosa. Almudena Grandes non l'ho mai letta, non so perché ma mi sfugge sempre la letteratura spagnola. Accolgo il consiglio e la metto nelle mie prossime letture, grazie! Un abbraccio
barbara Settembre 5, 2022 - 3:07 pm
Dopo due estati a maledire i famosi 15 giorni di vacanze, che dopo qualche ora di mare concentrato non vedi l'ora di fare l'albero di Natale, quest'anno abbiamo decido di rimanercene a casina e giracchiare in Umbria. Sarebbe stata un'idea favolosa, se avessimo deciso di rientrare a casa la sera, ma i pernotti in hotel con tanto di piscina aperta al mondo, non sono stati fantastici. Libri? in estate ne leggo uno sfascio, adoro farlo con la luce del sole invece delle solite lampade da lettura. I più belli "Oliva Denaro" di Viola Ardone, e I quaderni botanici di Madame Lucie di Mélissa Da Costa. Con una precisazione: li ho presi in prestito in biblioteca, a Roma il sistema bibliotecario è la sola cosa perfettamente funzionante. Nei prossimi anni anche noi sceglieremo la strada che hai deciso di seguire, ormai non ha davvero più senso dover fare qualcosa in quelle due micragnose settimane di ferie, e morire d'inedia per le restanti cinquanta.
GRAZIA CACCIOLA Settembre 5, 2022 - 6:48 pm
Che bei suggerimenti, grazie, me li segno. Li ho visti passare ma ero titubante, sono sempre diffidente verso il molto pubblicizzato, ho collezionato troppe delusioni. Il sistema bibliotecario funziona benissimo in gran parte dell'Italia, è che la gente lo usa veramente troppo poco. Se ti può consolare dei pernotti con piscina affollata sotto la finestra... io casso tutti gli hotel con piscina in estate. Ti è capitato il meno peggio, a volte ci sono matrimoni con feste fino all'alba, tuffo sociale in piscina alle cinque del mattino e rutti da ippopotamo fino all'arrivo di brioche e cappuccino. Quindi ti è quasi andata bene 😂 Un abbraccio!
Vale Settembre 5, 2022 - 11:46 am
Bentornata! 😊 E bentornata anche a me, sono stata con Giordano un paio di settimane a casa di mia madre in Austria, mentre Borri è rimasto a casa a lavorare. 🙄 E ci voleva, erano anni che non riuscivo ad andare su. Libri pochini, sto recuperando tutti gli Arsène Lupin nella nuova edizione economica di Mondadori.
GRAZIA CACCIOLA Settembre 5, 2022 - 6:40 pm
Ma ciaooo! Quante novità-- Ecco, così hai sottolineato al volo perché devo tenermi i social... 😊 Attenderò anzi le perle di Giordano Bruno sul viaggio in Austria. Uh Arsène Lupin! Quasi quasi... Un abbraccio!
daniela Settembre 5, 2022 - 11:08 am
La serata romantica....devo ancora riprendere fiato dalle risate!!!!!😂😂😂😂😂
GRAZIA CACCIOLA Settembre 5, 2022 - 6:32 pm
sìsì tu ridi delle mie disavventure! 😂
Alessandra Settembre 5, 2022 - 10:53 am
Ciao Grazia, visto che hai parlato di Cervia, sei già stata al Mercatino franchising dell'usato? Io sono rimasta stupita della zona libri molto grande, ho trovato un sacco di libri attuali e non solo edizioni anni 70 degli harmony! Sicuramente conosci già il posto, ma dato che parlavi di libri, mi faceva piacere condividerlo con te. Buona giornata!
GRAZIA CACCIOLA Settembre 5, 2022 - 6:30 pm
Ciao Alessandra, grazie della segnalazione! Non lo conosco, me lo segno per passarci la prossima volta. Un abbraccio!
Federica Settembre 5, 2022 - 9:48 am
Che bello risentirti!!! Grazie per le risate... per la precisione dalla spiaggia come te!!! Anche a noi il continuo "dove sei stata in vacanza?" giunge noioso. Facciamo sempre vacanze itineranti e a settembre, quando gli altri tornano a casa. Oggi secondo giorno a Scopello, domani si riparte per un'altra tappa. A questo giro visitiamo questa costa della Sicilia, con diverse tappe-spiaggia tra un paese e l'altro. A noi chiedono sempre se con le vacanze a settembre non fa troppo freddo... io rispondo "pensa che una volta le facevamo in febbraio!" Sul chiudere casa ecc ti seguo... ma è d'obbligo se hai 20 giorni di ferie con un lavoro dipendente. o se vuoi evadere dall'appartamento di città... Libro bello: Mariapia Veladiano "La vita accanto". Ha vinto il premio Calvino, magari lo conosci già...
GRAZIA CACCIOLA Settembre 5, 2022 - 10:19 am
Ciao Federica! Buona buonissima vacanza intanto! Adesso sono curiosa di sapere dove andavate in febbraio però! Ma certo, capisco bene l'esigenza di chi deve spostarsi dalla città per rilassarsi in un ambiente più naturale... volevo solo offrire un'altra prospettiva, al di fuori del vivere in città. Uh, Mariapia Veladiano. Ho letto tutto, nel panorama italiano è una delle poche leggibili. Nel panorama internazionale... ni. Un po' come per il cinema, ormai è raro che qualcosa prodotto in Italia e pubblicizzato abbia una reale qualità. Onestamente in quel libro ci ho trovato alcuni errori grossolani. Non lo rovinano, ma l'editing poteva essere fatto meglio, molto meglio. Per esempio sulla narrazione che parte da una sorta di neorealismo e poi a 3/4 del libro diventa quasi surrealismo nello stile di Isabel Allende. Ci sono anche un paio di errori di trama macroscopici. Insomma, poteva essere curato meglio, ma nel panorama italiano è sicuramente un buon libro. Grazie!
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