La seconda delle dieci piccole cose da cambiare nel 2022. I pacchetti di farina

da GRAZIA CACCIOLA
pane toscano farro integrale fatto in casa

Eccoci alla seconda puntata delle dieci piccole cose da cambiare nel 2022. La prima la trovi nell’articolo precedente. Come raccontavo, siccome il periodo per molti è tutt’altro che facile, ho deciso che il mio contributo per il primo mese dell’anno sarà questo: qualche risata insieme. Stacca la spina e vediamo come gli altri potrebbero migliorarci la vita con dieci piccole cose da cambiare nel 2022. 

Siamo partiti con Mascherino Solitario, l’autista che nessuno vorrebbe trovarsi davanti e che va costantemente in debito di ossigeno, inutilmente. Speriamo di averlo sensibilizzato, cosa ne dite? Adesso c’è un’altra categoria che vorrei affrontare e che mi ha scocciata adeguatamente per qualche mese del 2021. Spero di riuscire a evitarli nel 2022 o addirittura a sensibilizzarli su un miglioramento. 

La seconda delle dieci piccole cose da cambiare nel 2022. I pacchi di farina da 500 g con la ricetta per 350 g 

Da un po’ di mesi ho dovuto cedere alla dura realtà di essere intollerante al glutine. Così, tra la rabbia per la perdita di metà della mia alimentazione e la necessità immediata di sostituti di pane e pasta in un periodo frenetico, ho deciso che l’unica via percorribile era adottare dei preparati per pane senza glutine. Per un breve periodo. Almeno intanto che mi abituavo e capivo come funzionava la faccenda dei mix autoprodotti di farine senza glutine.

Così sono finita nel terrificante universo parallelo dei senza glutine, dove tutto costa almeno il doppio e raggiunge punte di illogicità rare. Una delle più frequenti è il pacchetto da 500 grammi di un mix per farine per pane o pasta, con stampata sopra la ricetta per 350 grammi. Allora. Io prendo sto pacchetto per fare prima, perché non mi sono ancora studiata tutte le dosi e gli equilibri delle varie farine che ci vogliono per farmi sto tozzo di pane. Quindi vorrei un minimo di velocità. Invece prendo il pacchetto, che tutto intero mi darà circa 700-750 grammi di pane, ma stampata sopra c’è la ricetta per 350 grammi. Io capirei per 250 grammi. Così se voglio usare tutto il pacchetto moltiplico velocemente per due. Ma 350 grammi?! Io devo fare in fretta e invece per ogni singolo ingrediente devo rispolverare le equazioni delle scuole medie.  350 g sta a 500 g come 100 sta a X , poi trovata X la riutilizzo per dividere e moltiplicare gli altri ingredienti; oppure faccio un’equazione per ogni ingrediente… Ma che problemi avete?! Dei traumi freudiani, non so, la mamma non vi faceva impastare la torta con lei e ora vi vendicate su tutti quelli che impastano?! Fai il pacchetto da 500, mettimi la ricetta da 500 o da 250, no? No.

Ma poi, mettiamo che io faccia la ricetta per 350 grammi come suggerito dal produttore. I restanti 150 grammi del pacchetto come li gestisco? E quando sono quei maledetti pacchettini da 400 g travestiti da scatola da 500 g per farteli sembrare meno cari? Mi restano 50 g e trovo un Dolceforno Harbert per infornare un panino per i piccoli gnomi che vivono nella mia cucina?

Magari, mi dico, è una mossa diabolica per farmi comprare un altro pacchetto e fare di nuovo la ricetta da 350 grammi. Ma a quel punto per andare in pari e non avere avanzi di farina con i pacchetti da 500 g usando 350 g per volta, dovrei comprare ben 7 pacchetti da 500 grammi, ottenendo 10 infornate da 350 grammi e aprire una piccola panetteria senza glutine. 
A questo punto, invito cordialmente i responsabili di questo caos, che si chiameranno minimo Content Packaging Specialist Senior, a risolvere i loro problemi edipici nelle opportune sedi. 

Voglio essere propositiva. Soluzioni, non brontolamenti. Visto che ormai nei decreti legge inseriscono di tutto, chiedo se cortesemente nel prossimo si potrebbe inserire: ” I pacchetti di farina devono riportare le ricette per la quantità specifica del pacchetto o per la sua metà. I pacchetti di pasta devono riportare i minuti di cottura davanti, evidente, sotto il nome della pasta, per non indurre l’affamato a girare il pacchetto venti volte e inforcare gli occhiali per leggere i tempi di cottura sull’angolo della chiusura ermetica a ondine. I Content Packaging Specialist Senior devono superare un test psichiatrico prima di accedere alla professione. ” 
Mi propongo come Ministra della Facilitazione della Vita. Vota Erbaviola!

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Credits foto: il pane nella foto è un mio pane di farro integrale per la ribollita, non senza glutine. Magari! Per ora il mio pane senza glutine è una colla cotta gommosa. Ricettina?

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13 Commenti

Martina Gennaio 8, 2022 - 6:27 am

Commento poco ma eccomi! Grazie per questi sorrisi! Mi sono letta tutti di fila gli ultimi post e … mi metti sempre di buonumore, il che non é poco… anzi é tantissimo!

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Grazia Gennaio 9, 2022 - 8:03 pm

Grazie a te Martina, saperlo mi rende molto felice! ti ringrazio di aver trovato il tempo per scriverlo 🙂 Un abbraccio!

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Vale Gennaio 9, 2022 - 4:32 pm

Terribile. Perché invece mi pare che per le farine glutinose non la fanno, sta cosa. Mah?

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Grazia Gennaio 9, 2022 - 8:06 pm

Da quello che vedo, le farine con glutine hanno pacchetti più sostenibili (carta invece di plastica!) e nei rari casi in cui ci stampano sopra una ricetta è per dosi plausibili. Nel mondo del senza glutine invece è un delirio. Senza toccare argomenti più importanti come la provenienza… la filiera della maggior parte delle farine senza glutine è misteriosa, trovarne un paio che potessi acquistare serenamente è stata un’impresa!

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Nunzia Nella Di Stefano Gennaio 11, 2022 - 3:50 pm

Grazie

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Grazia Gennaio 12, 2022 - 6:25 pm

Grazie a te cara Nunzia, un abbraccione!

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Nicoletta Gennaio 11, 2022 - 10:28 pm

Sei di una simpatia inarrestabile !
Grazie per questi momenti di leggerezza.
In un periodo così difficile sono di grande aiuto!!!

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Grazia Gennaio 12, 2022 - 6:25 pm

Grazie a te Nicoletta per aver accolto questo intento di rendere qualche momento più leggero! Un abbraccio!

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Roberta Gennaio 12, 2022 - 5:56 pm

Certamente! io ti voto!
In bocca al lupo per la tua intolleranza!

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Grazia Gennaio 12, 2022 - 6:27 pm

Grazie Roberta! Sia del voto che dell’augurio… al momento mi serve di più il secondo, sono ancora nella fase di scoperte, idee e frustrazioni. Un abbraccio!

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Momi Gennaio 13, 2022 - 5:22 pm

Ahahahah! La figura del Contenta Packaging Manager fa troppo ridere! E che ci sia un senior, e quindi almeno un junior mi fa sbellicare dalle risate! Posizioni aziendali assurde ne abbiamo? Certo! E nessuno che risponda ad un telefono…va beh! La risata è andata a braccetto con un sorriso melanconico al ricordo del dolceforno della mia infanzia che ha sfornato quasi esclusivamente cose (non cibi) dubbiamente commestibili 😍

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giulia Gennaio 31, 2022 - 12:02 pm

ciao, intanto grazie per questo simpatico articolo.
per la cronaca, da pochi giorni ho finito il tuo libro, di cui ho suggerito (e lo hanno accettato!) l’acquisto alla biblioteca locale…
Bando alle ciance, per una sospetta celiachia di mio figlio, presa dall’entusiasmo, mi sono buttata sui libri per celiaci.. ti posso consigliare “ricettario per celiaci” di Olga Francesca Scalisi ed Emanuela Ghinazzi e di guardare ile ricette su http://www.uncuoredifarinasenzaglutine.com

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GRAZIA CACCIOLA Febbraio 8, 2022 - 5:57 pm

Grazie Giulia! Non li conosco, né il libro né il sito, vado a vedere 🙂 Grazie di cuore per il suggerimento alla Biblioteca, è un gesto molto gentile.

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