Come aumentare la capacità di concentrazione e apprendimento

da GRAZIA CACCIOLA

Essere più veloci nello studio o nel lavoro e avere più tempo da dedicare alla propria vita, qualunque lavoro si faccia. Non basta infatti solo l’interesse per quello che dobbiamo fare: ci sono un paio di tecniche scientifiche, frutto di ricerche sul funzionamento del cervello umano, che ci spiegano come aumentare le capacità di concentrazione e apprendimento.

Come già sapete da alcuni post precedenti, come quello sui falsi miti delle tecniche di concentrazione, la questione mi ha sempre interessata. Il motivo per cui me ne sono occupata fin dalle scuole superiori è che ho molti interessi e trovare il tempo per tutti è sempre stato cruciale. Cercavo metodi per studiare più velocemente o facendo meno fatica e metodi per organizzare il tempo, per risparmiarlo sopratutto. I miei non erano il tipo di genitore che si siede di fianco alla figlia e fa i compiti con lei, il che era ideale per me che detesto ricevere ordini… ne ricevevo già troppi a scuola! Finché portavo a casa i risultati, il tempo me lo organizzavo io e decidevo io come studiare, quindi il passo successivo è stato interessarmi di come farlo nel minor tempo possibile. A parte un paio di materie, tutto quello che mi coinvolgeva davvero era fuori dalla scuola ed era un mondo intero. 

La concentrazione e l’ambiente

Oggi, quando le amiche mi chiedono consigli per ottimizzare i tempi o perché hanno difficoltà a raggiungere un risultato con la famosa frase “tu che riesci a fare tutto”, la prima cosa che suggerisco è di modificare l’ambiente. Non c’è sistema che dia più risultati, solo per cominciare ovviamente. Non si può assolutamente rinunciare a questa parte. Potresti avere in mano il miglior metodo di concentrazione del mondo, ma se fallisci sull’ambiente attorno … non funzionerà. Non lo dico io ma Georgi Lozanov, psicanalista, ricercatore e fondatore di una scuola di pensiero della psicologia che punta al potenziamento della mente e a un tipo di insegnamento che sfrutti le abilità reali degli studenti per aiutarli a fare meno fatica. In realtà, per quanto ancora esistente, oggi questa scuola di pensiero è largamente superata.
A noi però interessa un aspetto che ha fatto parte dei primi studi di Lozanov ed è ancora valido: le frequenze della concentrazione.

Gli studi di Lozanov e Gateva sulla capacità di concentrazione e apprendimento

Georgi Lozanov e la psicanalista Evelina Gateva, che diventò poi sua moglie, negli anni tra il 1950 e il 1965 condussero degli studi sui processi grazie ai quali le persone memorizzano e mantengono memorizzata un’informazione. Lozanov era affascinato da alcune persone che dimostravano di mettere in pratica una sorta di “super-apprendimento”: avevano maggiori capacità di elaborazione, concentrazione e memorizzazione. Si mise a studiare diversi gruppi di super-apprendimento naturale, tra cui un gruppo religioso indiano giainista, i Saṃgha, che non aveva trascritto i testi sacri ma li tramandava a memoria da tempo immemore.
Lozanov incontrò alcuni di questi religiosi che erano in grado di recitare i testi sacri per ore, senza mai cercare un riferimento scritto o utilizzare particolari strumenti. La recitazione dei testi sacri era melodiosa, l’ambiente in cui venivano eseguiti, perché altri li imparassero, aveva delle caratteristiche che furono oggetto di lunghi studi da parte dei due psicanalisti.

La fisiologia della concentrazione: come lavora il cervello nell’apprendimento

In seguito alle sue osservazioni sul campo e ai nuovi studi di allora sulle diverse funzionalità degli emisferi del cervello umano, scoprirono che l’apprendimento e la concentrazione accelerano quando i due emisferi lavorano insieme e in armonia.
In particolare, Lozanov non guardava alla classica divisione che conosciamo tutti, quella tra la parte destra artistica e la sinistra scientifica. Per le osservazioni di Lozanov, era più interessante il fatto che la parte sinistra sembra essere stimolata maggiormente da rappresentazioni o informazioni logiche e lineari. La parte destra invece elabora queste informazioni al meglio quando è in condizione di rilassamento. 
Al tempo, stiamo sempre parlando degli anni 50-60 del Novecento, le ricerche sulle onde cerebrali erano pionieristiche. Non è semplice semplificare gli studi sulle onde cerebrali, ma proviamoci. Di base abbiamo dei livelli di attività cerebrale che vengono definiti come Beta, Alfa, Teta e Delta. Nel normale stato di veglia, Beta, il nostro cervello funziona sopra i 12 Hertz al secondo, ovvero emette una frequenza 12 o più volte in un secondo. In Alfa, lo stato rilassato meditativo, il cervello opera a 8-12 Hertz. Il terzo livello, Teta, va da 4 a 7 Hertz al secondo, infine Delta, lo stato di sonno profondo, va a 3 Hertz al secondo. 
Lozanov fece esperimenti per anni, finché fu in grado di dire quale era il sistema migliore di concentrazione e  apprendimento: uno stato di veglia rilassata Alfa, molto rilassato ma vigile, accompagnato da musica classica, specialmente se a 432 Hertz (ma non necessariamente). 

Cosa bisogna fare per aumentare la concentrazione

Se la frequenza migliore è Alfa, ovvero lo stato di rilassamento meditativo e quello più collaborativo tra emisfero destro e sinistro del cervello, allora la prima cosa da fare è meditare. Prima di iniziare a studiare qualunque cosa o di raggiungere un ottimo livello di concentrazione, è ideale fare una seduta di meditazione che ci porti alla frequenza Alfa. Non è così difficile, anzi, non immaginiamoci nella posizione del loto a una lezione di yoga. La meditazione fa parte di molte culture, non a caso. Se non si sa da dove cominciare, ci sono diverse app che conducono passo passo attraverso meditazioni guidate per la calma e la serenità. Una che posso consigliare è Calm, che ha una versione base gratuita. Altri eventuali riferimenti di libri li trovate in questo articolo sulla Mindfulness.

Una volta eseguita la meditazione di rilassamento che ci porta in uno stato di calma, in cui il nostro cervello raggiunge lo stato Alfa, serve una musica classica senza canto, non interrotta da pubblicità (quindi niente app gratuite), che ci piace, che ci rilassa, che dev’essere solo un sottofondo (quindi niente di particolarmente interessante, altrimenti distrae).
In questa scelta siamo tutti diversi, lo vide anche Lozanov nei suoi studi. Io per esempio uso tanto le sonate per violoncello di Bach eseguite da Yo-Yo Ma senza accompagnamento (vi ho linkato l’album che uso di più).
Altre persone trovano Bach troppo incalzante per rilassarsi. Inoltre le preferenze cambiano anche nel tempo: per me Wagner è legato all’esame di maturità, mentre Pollini che suona Beethoven mi ha accompagnata nello studio di diversi linguaggi di programmazione, ma lo stesso Pollini che suona Chopin mi irrita e addio calma (non per il povero Maurizio Pollini ma per Chopin). Bisogna trovare il proprio suono personale e ignorare le mode. Provare e provare. In linea di massima la musica classica da camera, sopratutto quella scritta tra 1700 e 1800, sopratutto eseguita oggi con pianoforte oppure archi, è quella che sembra funzionare meglio. 

Come usare i nuovi strumenti per aumentare la capacità di concentrazione e apprendimento

Una volta trovata la meditazione adeguata da fare prima di iniziare un lavoro che richiede concentrazione e dopo aver trovato la propria musica classica giusta, è il momento di interessarsi dell’ambiente circostante. Se avete letto bene la faccenda delle frequenze più sopra, ci sarete già arrivati da soli. Adesso sapete perché chi si vanta di lavorare benissimo con la tv accesa o la radio con programmi random e pubblicità, o ancor peggio in un ambiente rumoroso che ha imparato a subire… in realtà sta lavorando molto al di sotto delle sue possibilità di concentrazione e memorizzazione!

Non parliamo poi di chi pretende di studiare con le notifiche del cellulare sotto gli occhi o quelli che sono convinti di riuscire a lavorare bene mentre ascoltano podcast o video su YouTube o gente che strimma su Twich. Si può fare, ma dobbiamo essere consapevoli che in quel momento staremo lavorando molto al di sotto delle nostre capacità e le staremo anche compromettendole sul lungo periodo. L’abitudine a seguire due o più canali di immissione delle informazioni è controproducente. 
Io tempo fa ho provato a lavorare ascoltando altro, semplicemente perché dovevo fare un lavoro che non richiedeva concentrazione e anzi mi annoiava a morte. Allora, mi sono detta, ne approfitto per sentirmi intanto un po’ di cose piacevoli che ho in arretrato. So che capita a molti: sembra di sfruttare meglio il tempo. Risultato: ci ho messo due giorni in più, non due ore in più! Due giorni interi della mia vita. Inoltre, lavorando così, la sera ero sempre più stanca del solito, senza contare che le cose che avevo ascoltato le avevo sentite solo in parte perché ogni tanto sbagliavo e dovevo rifare, molto più del solito.
Non ero partita pensandolo come esperimento, ma alla fine lo è diventato: se lavorassi sempre così, dovrei passare la vita incollata al computer per fare in due giorni quello che posso fare in mezza giornata! 

L’ambiente attorno deve essere silenzioso oppure le cuffie devono isolare a sufficienza perché lo sia. Nessuno deve  interrompere, quindi le persone che eventualmente ci stanno attorno vanno avvisate e gli va spiegata l’importanza di non interrompere per tot tempo. Se dopo l’avviso lo fanno ugualmente, mandatele in terapia perché hanno evidentemente un disturbo narcisistico della personalità (salvo i bambini piccoli che vanno accuditi, ma scadiamo nell’ovvietà). 

Un ulteriore potenziamento delle capacità di concentrazione e apprendimento, rispetto a quanto già detto,  sono i marginal gains legati alla propria postazione di studio e all’ambiente circostante. Chiunque provi ad attuare questo sistema scientifico per più di una settimana, ne trae immediatamente beneficio. 

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20 Commenti

Elisa Mecchi Giugno 7, 2021 - 11:18 am

Articolo molto interessante. Oltre al mio lavoro tradizionale in ufficio che svolgo da più di vent’anni, da due anni sto facendo la scuola per diventare riflessologa e operatore olistico. Il tempo per studiare il pomeriggio con due bambini è poco ma voglio provare a mettere in pratica i tuoi consigli per sfruttare il poco tempo che ho al massimo delle mie capacità. Grazie ti faccio sapere come va.
un abbraccio

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GRAZIA CACCIOLA Giugno 8, 2021 - 10:17 am

Sì Elisa, fammi sapere! Considera anche l’aromaterapia (ma lo saprai già da sola). Siccome ne avevo parlato in un precedente articolo, non sono stata a ripetere. Comunque vedrai che risultati nettamente migliori 🙂 Un abbraccio!

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Laura Romano Giugno 7, 2021 - 3:50 pm

Davvero interessante Grazia! A parte che sono morta dal ridere a “Se dopo l’avviso lo fanno ugualmente, mandatele in terapia perché hanno evidentemente un disturbo narcisistico della personalità” … è vero!!! Che fatica riuscire a isolarsi, a volte l’unica è proprio infilarsi le cuffie con una musica alta e via. io sono costretta a farlo anche al lavoro… open space con 70 persone, su un corridoio dove passa tutta l’azienda!!! Provo di sicuro a cambiare musica ma mi sa che devo cambiare posto di lavoro XD

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GRAZIA CACCIOLA Giugno 8, 2021 - 10:23 am

oh povera Laura!!! Ti capisco, non sai quanto ti capisco! Gli ultimi due lavori che ho fatto da dipendente erano in open space, sono state esperienze terrificanti! Nell’ultimo addirittura… open space soppalcato! Così se non ti bastavano quelli attorno, c’erano anche quelli sopra nei vari soppalchi. Quindi sì, ti capisco e ti sono vicina. Ti mando un grande abbraccio e… sì. se è quello che senti, cambia posto di lavoro. Ma non per fuggire da lì, fallo solo se è qualcosa che senti profondamente (scusa se mi permetto il consiglio!). Un grande abbraccio, forza!

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Andrea Giugno 7, 2021 - 3:58 pm

Non conoscevo il tuo sito, me l’ha segnalato la mia ragazza perché stiamo pensando a un cambiamento di vita simile al tuo. Tutto molto interessante e molto concreto, complimenti per la scelta e anche per come la condividi! Molto interessanti anche questi post sul miglioramento personale, non le solite cose che si trovano in giro. Per caso terrai ancora il corso “Cambio vita, mi reinvento” in aula? Se sì dove trovo le informazioni? Ci sono anche questi argomenti? Grazie!

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Rosanna Giugno 7, 2021 - 5:17 pm

Grazie per questo interessantissimo articolo. E poi ho trovato particolarmente utile ľallegato sulla cottura angelica. È una cosa che proverò sicuramente, non ne avevo mai sentito parlare ma mi sembra molto pratica.😊

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GRAZIA CACCIOLA Giugno 8, 2021 - 10:45 am

Ciao Rosanna, ne sono felice! (Per chi passa di qui e non è iscritto alla newsletter: la cottura angelica era uno dei contenuti extra della newsletter di questa settimana)
Io la utilizzo da tanti anni e mi trovo molto bene, soprattutto per i legumi e il riso integrale che mi piace avere già pronti. Ho fatto delle estati intere senza cuocere! Rispetto ai vasetti che vedi nella foto, che era necessario fossero carini perché era un articolo per una rivista, io utilizzo i vasetti classici da marmellata che sono molto più semplici da impilare e anche più leggeri, occupano meno spazio nelle pentole. Fammi sapere il risultato quando li farai! Un abbraccio

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GRAZIA CACCIOLA Giugno 8, 2021 - 10:41 am

Ciao Andrea, ti ringrazio e vi auguro di trovare felicemente la strada che state cercando. Sì, sto pensando a una nuova edizione del corso, anche se farli in aula è ancora problematico, non credo che sarà possibile fino a settembre-ottobre. C’è il corso online che è più personale e viene impostato su misura per chi lo segue, in caso abbiate lo stesso progetto potete anche seguirlo insieme. Per gli argomenti sì, ci sono anche questi ma a un livello molto più avanzato, una parte infatti è completamente dedicata all’incremento naturale delle potenzialità personali, perché quasi tutti fanno molta più fatica di quella che potrebbero fare o hanno risultati molto inferiori a quelli che potrebbero raggiungere. Poi, se scegliete il corso personale, nel colloquio preliminare stabiliamo cosa andare a focalizzare maggiormente e nel caso ti interessino questi argomenti parleremo di più di strategie di efficienza. Buon cammino, intanto!

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Vale Giugno 7, 2021 - 10:41 pm

Grazie, come sempre!

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GRAZIA CACCIOLA Giugno 8, 2021 - 10:49 am

Un abbraccio Vale, spero davvero che sia utile… anche se arginare la creatività e la necessità di condivisione di GiordiMao sarà un’impresa! Ma è il bello di questi piccoletti 😊

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Silvia Giugno 8, 2021 - 12:18 am

Concordo: isolamento, musica ed ambiente fanno la differenza, assolutamente. Per quanto concerne l’ambiente direi che, almeno per me, siano determinati anche gli odori. Peccato però che mercoledì dovrò vivere il mio corso di un’oretta di mindfullness in azienda anziché in home office: niente fiori, niente luce naturale, niente brezzolina primaverile, nessuna àncora personale a darmi conforto…anzi una squallida moquette puzzolente e una vecchia sedia da ufficio con la leva per regolare l’altezza rotta…sai che ti dico, mi toccherà gratificarmi con una coloratissima macedonia a pranzo 😉

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GRAZIA CACCIOLA Giugno 8, 2021 - 10:55 am

oh my, che quadro spiacevole! La moquette poi… esiste ancora?! Gli odori sono sicuramente determinanti, come l’energia generale del luogo di lavoro. Mentre lavori lì prova magari quando arrivi il sistema meditazione per scendere a Alfa e poi musica a 432 Hertz… uno dei vantaggi è che subirai meno l’ambiente circostante, nonostante gli odori! Pensa che poco tempo fa io stavo lavorando così e c’era un vicino che faceva una grigliata, cosa per cui di solito corro a chiudere le finestre. Non mi sono accorta di nulla, è arrivata la mia metà a chiudere, stupito che non l’avessi ancora fatto io e me ne sono accorta solo quando mi ha interrotta per passare a chiudere! Potenza della mente 🙂 Un abbraccio cara!

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Ale Giugno 8, 2021 - 12:36 pm

Questa tecnica però non ha sconfitto la musica 24h del bar di Monghidoro! 😛😛😛 Cara Grazia, sono felice di ritrovarti finalmente serena, traspare dalle tue parole! Contentissima di tutti questi nuovi post, sono due ore che sto leggendo gli arretrati che avevo… sei fantastica e sei una persona speciale. Ho riso di gusto, non vedo l’ora che esca il prossimo libro!!!
Ci manchi tanto, ma sono felice che adesso tu stia bene. Non vedo l’ora di poter fare lo stesso… abbandonare per sempre questa montagna di prepotenti, ignoranti e sbevazzoni …non sanno fare altro che rumore, gas di scarico e bracconaggio!

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Grazia Giugno 8, 2021 - 5:16 pm

Ciao cara! Ti abbraccio forte e… suggerisco più giri verso la Romagna! 😛
In quanto al metodo di Georgi Lozanov e Evelina Gateva… era riferito ad ambienti di vita normali! Un bar che trasmette musica in piazza dalle 6 del mattino alle 4 di notte o che fa “concerti” (ROTFL) con quei volumi da far tremare le case, non credo sia tollerato in altri posti quindi nessuno se la pone come ipotesi. Ovvio che se ti tremano i vetri e non riesci nemmeno a pensare a causa del baccano assordante, non c’è metodo che tenga! Non a caso è una situazione che hanno utilizzato come tortura a Guantanamo e sono stati giustamente smascherati e puniti: umanamente e psicologicamente è oltre la sopportazione di chiunque.
Sì, anche io ti auguro di cuore di trovare il modo di lasciare quei posti e poter vivere con più leggerezza… anche perché di alberi e boschi ne è piena l’Italia. 😉

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Michela Giugno 9, 2021 - 2:30 pm

Molto interessante.
Io ho forti problemi con l’ansia.
Faccio analisi.
Ma voglio iniziare un percorso di meditazione.
Vorrei farla ogni giorno.
Tu la fai tutti i giorni?
Mi suggerisci l’acquisto di questa App?

Grazie mille di cuore

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GRAZIA CACCIOLA Giugno 11, 2021 - 4:56 pm

Ciao Michela, sì la meditazione aiuta moltissimo per gestire l’ansia. Per cominciare l’app Calm va benissimo ma ti direi di fare la prova gratuita: poi decidi tu se fa per te e vuoi pagare per sbloccare altri percorsi di meditazione. Magari invece ti serve solo come partenza, poi puoi approfondire in altro modo: corsi o libri o altre app. E’ un mondo in cui ognuno ha il suo percorso personale, deve essere così. L’app la trovo un modo più indipendente per evitare di finire in qualche circolo ristretto o semi-setta che purtroppo su questi argomenti ci possono essere e all’inizio non è così facile distinguerli dagli insegnanti e gruppi sani. Prova a partire in semplicità con l’app nella versione gratuita, se ti servirà un libro per andare oltre chiedimi pure, credo di avere ormai studiato/provato tutte le maggiori scuole di pensiero della meditazione che sono arrivate in occidente.
Sì, medito tutti i giorni, anche più di una volta al giorno a volte, per scopi diversi. Ti cambia molto nella vita! Un abbraccio, Michela!

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Sabina Giugno 11, 2021 - 7:13 am

Ottimi suggerimenti! Il mio lavoro non richiede la mente, ma la mia vita è fatta anche di innumerevoli interessi manuali, intellettuali e di ogni altro aspetto onesto dell’esistenza. Quindi grazie.

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GRAZIA CACCIOLA Giugno 11, 2021 - 4:57 pm

Prego, ne sono felice! Ovviamente adesso sono curiosissima di conoscere un lavoro in cui non si usa la mente! Dal mio punto di vista si utilizza anche in catena di montaggio (purtroppo)…
Un abbraccio!

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Sabina Giugno 12, 2021 - 11:32 am

In realtà non richiede studio, ma un altro tipo di intelligenza: l’empatia. Lavoro per aiutare le persone non autosufficienti a casa loro, in modo che possano rimanere a casa loro il più a lungo possibile.

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GRAZIA CACCIOLA Giugno 21, 2021 - 5:54 pm

Sabina, è un lavoro molto nobile e delicato… forse tu pensi di andare in automatico, ma credo che anche lì la concentrazione sia a livelli altini, sai. Certo, non quanto l’empatia, ma è sempre una questione di tutti i sensi al lavoro armoniosamente 🙂 Un grande abbraccio!

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