Presento libri, vedo gente, faccio cose

da GRAZIA CACCIOLA
antico carro per presentazioni

Cosa c’è dietro le presentazioni dei libri e tutto quello che fa sì che un libro sia un successo o un fallimento? Ve ne parlo dal mio punto di vista, raccontandovi dell’ultimo libro, tra self-publishing ed editori, fino alle proposte più folli che ho ricevuto perchè io, come ha detto qualcuno, “presento libri, vedo gente, faccio cose”

Come avevo promesso nel precedente post, concludo la rassegna delle proposte più assurde ricevute grazie a questo sito. Mi serve anche come esorcismo del periodo perché ho dovuto prendere delle decisioni molto sofferte sulla questione editoriale ed è la scusa che ho per l’assenza delle ultime due settimane. Ho dovuto fermarmi e fare il punto.
Come avrete notato anche voi, il nostro libro, quello nato con un crowdfunding, ha avuto diverse presentazioni, quella al Centro Studi Tibetani Mandala di Milano la trovate sul mio canale Youtube. Un’altra presentazione che è rimasta nel cuore di molti è stata quella a Bologna organizzata da Semi.Yoga.Arte.Storie, dove pre-pandemia ci siamo salutati, abbracciati e abbiamo intavolato discussioni interessanti.
Questo è stato il libro prodotto in proprio: un costo ridotto (16 euro spedizione compresa!), recensioni di varie testate, il che con un libro autoprodotto è un bel risultato, e infine presentazioni dal vivo che abbiamo finanziato con i proventi del libro. Una delle finalità, infatti, era utilizzare le presentazioni per divulgare sul tema dell’autoproduzione e della sostenibilità. Le presentazioni sono a ingresso libero, quindi è più facile che qualcuno si unisca ed è più semplice invitare degli amici. A Bologna eravamo così tanti che un paio di mie amiche sono rimaste fuori per far spazio a chi non ne sapeva ancora nulla e alla fine abbiamo dovuto aprire le vetrate per sfruttare anche lo spazio attorno … eravamo davvero tanti ed è valsa la pena!

Poi il libro è stato pubblicato da due editori ed è sceso il silenzio. Non quello del lockdown ma quello editoriale. Uno degli editori, Enea Edizioni è piccolo ma di altissima qualità, quindi è andata più che bene. L’altro editore di questo libro è stato Macro Edizioni, direi non piccolino, no? Con quella grande cassa di risonanza di Macrolibrarsi. Ma a quanto pare  il libro è stato buttato nel mucchio e fine. Ormai succede spesso nell’editoria. Buttano fuori una quantità enorme di titoli all’anno, poi pubblicizzano solo i due che secondo loro hanno più possibilità. Il che non vuol dire che siano quelli che hanno davvero più possibilità, anzi.
Per me è stato uno strazio vedere il libro abbandonato così, senza nemmeno una presentazione, uno sputacchio di pubblicità. Ci ho pensato anche tanto prima di dirlo pubblicamente, ma visto che questa avventura l’avevamo cominciata insieme, è giusto che condivida anche l’epilogo.

Mi tengo le tantissime email, commenti sui social e post spontanei di chi questo libro l’ha amato e mi ha addirittura scritto che lo stava rileggendo per la terza volta! Per me è un grandissimo onore perchè ci sono libri che ho riletto, ma solo quattro con cui sono arrivata a più di tre letture che non fossero dovute a lavoro o studio. Solo quattro, mi dico. Per qualcuno il mio libro è nei suoi pochi da rileggere più volte, questa è la più grande soddisfazione. Vuol dire che gli argomenti sono importanti, vuol dire che riesco a comunicarli. Avevo solo sperato che questo libro ispirasse qualcuno ad avere coraggio nel proprio cambiamento; quando è successo mi è sembrato straordinario. 

Mi tengo nel cuore tutte le bellissime parole che ho ricevuto per questo libro. Ma non farò altri libri con editori piccoli. Dopo dodici libri con piccoli editori, mi sento di aver dato abbastanza e chiudo l’esperienza con l’ottima Enea Edizioni, così ho chiuso in bellezza, per il momento. 

La scelta ha a che vedere anche con le presentazioni. La mia immaginazione galoppa troppo. Avevo pensato che, con Macro come co-editore, sicuramente il libro sarebbe stato più visibile dei precedenti, che sarebbe arrivato a chi voleva davvero cambiare stile di vita e non limitarsi alle ricettine in cucina con gli scarti delle verdure. Invece la mia immaginazione va nel verso opposto della realtà. Così è finita che, nonostante l’editore grande, il libro è meno visibile di quando pubblicavo con un editore specializzato in fisco e contabilità (l’editore FAG, che comunque è stato un buon editore, era solo specializzato in altro). Questo libro sull’autoproduzione, invece, pubblicato con Enea e Macro, è come se non esistesse, sconfessando chi sostiene che io sia una persona concreta. Sono solo una sognatrice. 

Quando non presento libri, non faccio cose, non vedo gente

Un’amica, che è stata editor di una grossa casa editrice milanese, un giorno, senza che ne avessimo mai parlato, mi scrive “Sono adirata per il tuo ultimo libro. Non viene valorizzato. Se l’avessi avuto io ai tempi, avrebbe fatto il botto”.
Resto lì impalata davanti all’email. Avrebbe fatto il botto. Grazie. Pensavo di essermelo immaginato, invece me l’ha proprio scritto. Qualche giorno dopo la chiamo.
“Quante presentazioni ti hanno organizzato?”, mi chiede. Beh c’era il lockdown…nessuna… librerie chiuse… 
“Presentazioni online? Ce ne sono state tantissime!”… no, zero… è un periodo così…
“Ma se alla Macro hanno fatto dei webinar dedicati solo all’autoproduzione! Proprio loro!” … eh, lo so… ma magari erano già saturi dell’argomento…
Si scalda. “Cioè, ma c***, sei la prima che ne ha scritto, la prima che ne ha parlato anche in televisione!!! L’unica che sa parlare di economia e non solo di ricettine del cavolo!”
Vabbé, dai, non te la prendere proprio tu ora… non so cosa dirti… Senti, ho un’idea: se tu levi il coltello che mi stai rigirando nella ferita aperta, io strappo le tende, ne faccio un vestito e, novella Rossella O’Hara, esco sul balcone al tramonto declamando “Dopotutto… domani è un altro giorno!”. Cosa ne dici?
L’abbiamo esorcizzata con una risata. 

Tra l’altro, non ve lo nascondo, non vedevo l’ora di ricevere di nuovo le proposte di presentazione dei libri nelle sedi e occasioni più disparate. Voi siete rimasti alle presentazioni in libreria? Vecchi, vi dovete aggiornare! L’epoca delle presentazioni in libreria è obsoleta, finita, out. Adesso le presentazioni sono pericolosamente creative. Le migliori proposte che ho ricevuto finora ve le racconto di seguito, ma non dubito che saranno superate in futuro. 

Il book show a Bosco Verticale

Mi contatta un’agenzia di comunicazione di Milano, parlando di un book show che stanno organizzando in una location particolare. Non capisco cosa sia un book show e spero me lo dicano spontaneamente. Immagino sia qualcosa come il cook show, quando improvvisamente tutti organizzavano i cook show e poi era la sciura Pina che spadellava la frittata in mezzo all’Ipercoop. Ma vuoi mettere l’effetto in inglese…
Mi assicuro subito, invece, di chiedere dettagli su “location particolare” prima di finire al circo Orfei o in un club sadomaso perché, come avrete ormai capito dal post sulle offerte ricevute grazie alla F.U.C.A., questo sito attira un certo numero di fantasisti. Mi assicurano che la location è un nuovo palazzo appena ristrutturato, davanti a Bosco Verticale. In realtà non vuol dire niente, perché nessuno ha ancora capito quale sia il lato ‘davanti’ di Bosco Verticale, quindi tutto il quadrilatero attorno a Bosco Verticale è convinto di essere davanti a Bosco Verticale, con orgoglio. In più Bosco Verticale è così alto che anche gli abitanti di Baggio sono convinti di avere il balcone affacciato su Bosco Verticale.
Il proponente sottolinea il ‘davanti’, evidenziando che è anche meglio che ‘dentro’: quelli che abitano dentro Bosco Verticale non possono vederlo mentre quelli davanti sì. Vuoi mettere. Certo, penso, dev’essere una goduria starsene in uno dei monolocali con gabinetto cieco di una ex casa popolare, ammirando l’ombra che ti proietta sopra Bosco Verticale, dopo dieci anni di cantieri e polvere. Lì sì che te lo godi davvero. Non come quei quattro poveretti che ci abitano dentro, non c’è paragone!
Intercorrono almeno sei email in marketinghese, un’inglese italianizzato fatto di acronimi marketing che non ti conviene utilizzare all’estero se non vuoi passare per madrelingua urdu. Sommariamente, non ho ancora capito cosa fanno e cosa devo fare io. Strappo allora l’impegno di una telefonata al grande addetto eventi della grande agenzia, chiedendomi per tutta l’attesa se dietro ci sia il gruppo Feltrinelli o Mondadori, perché chi altro può pagarli per organizzare questo book show? I costi sono alti, anche solo per ingaggiare questa agenzia, quindi possono essere solo i due mega gruppi. Ma io sono una sognatrice ingenua, ricordatevelo.  
Il grande mago del marketing mi chiama, infine, bontà sua, mentre sfreccia sul suo monopattino verso l’aperitivo. Mi rintrona urlandomi tutte le caratteristiche mirabolanti della location in cui presenterò il libro, finché la cosa non si fa un po’ strana quando comincia a parlarmi in dettaglio dei pavimenti dei balconi che si affacciano proprio su Bosco Verticale. Cerco di riportare l’argomento sulla presentazione e su cosa si aspettino da me, chi è il pubblico, la manifestazione in generale… chiedendogli, per pietà, di dirmelo come se lo raccontasse a sua nonna incontinente: chiaro e veloce. Ed è così che apprendo cosa può partorire il genio milanese in certe giornate di nebbia, quando non resta altro che la bamba.
L’agenzia, mi spiega fermo a un semaforo, sta curando la comunicazione della vendita di appartamenti in un palazzo di lusso appena ristrutturato davanti a Bosco Verticale (sarà a Baggio) e faranno due giorni di open house per mostrare i quattro appartamenti campione finiti, nell’intenzione di vendere gli altri. L’immobiliare gli ha affidato l’evento per fare qualcosa di speciale. Allora lui con il suo staff ha messo giù queste idee. Negli appartamenti, per allietare i convenuti, ci saranno quattro eventi, a ripetizione per tutto il giorno: un truccabimbi nell’appartamento A, uno chef che prepara dei finger food al volo nell’appartamento B, un calciatore che fa i palleggi sul terrazzone del tetto e infine l’esperta di ecologia che, da una meravigliosa terrazza davanti a Bosco Verticale, presenta il libro, mostrando con esempi pratici come si può realizzare un balcone come quelli di Bosco Verticale. “Gli fa vedere un po’ di trapianti, non so, come si coltiva l’insalata, come possono usare il balcone…”.
Guardi, a parte che per fare un balcone di Bosco Verticale ci vogliono ben altro che insalate e pomodori… a parte questo, mi sembra un ottimo progetto, peccato che abbia già preso un impegno, sì, anche il mese prossimo, sì, sì, anche quello dopo, no guardi: per sempre, sono impegnata per sempre, mi hanno scritturata per “Cespugli del mondo” e parto domattina per un tour di vent’anni, devo censire tutti i tipi di cespugli del mondo.

Noto comunque una certa propensione a volermi esporre sui balconi, a partire da Fidanzato Genio. Sempre in dicembre-gennaio.
Mi è rimasta la curiosità di cosa abbiano trovato i super ricchi visitatori di questo complesso. Onestamente mi sono sentita veramente povera perché, nonostante tutte le trovate surreali degli agenti immobiliari, nessuno mi ha mai fatto vedere una casa con dentro lo chef che mi spadella sul posto il finger food. Che vita piatta, che noia, che poverame. 

Le presentazioni trainate 

Questa è un’altra idea che solo le sostanze milanesi possono partorire. Incredibile infatti come le proposte più strane mi arrivino sempre da Milano, mentre, lo devo dire, da Roma in giù sono organizzati e hanno le idee chiare su cosa sia la presentazione di un libro. Più su di Roma iniziano i pericoli, fino ad arrivare a Milano che è l’epicentro catalizzatore di tutti i surrealisti italiani impiegati nell’organizzazione eventi. 
Mi chiama questa persona che conosco già, era stata ad altre due presentazioni normali in cui mi aveva chiesto la disponibilità per farne una durante una manifestazione botanica che stava organizzando nella sua zona. Le è venuta un’idea migliore per la mia presentazione, mi dice. Invece di fare la solita cosa di me che presento il libro e il pubblico seduto davanti, potremmo fare qualcosa di diverso? Ecco, questa frase è sempre l’anticamera di qualcuno che vuole mettermi su un balcone… 
Silenzio di suspence durante il quale io cerco di immaginare cosa potremmo fare di diverso rispetto a me seduta davanti al pubblico. Il pubblico seduto dietro e io di spalle? Non presento il libro ma parlo, chessò, del postmodernismo russo? Come dev’essere “diversa dall’autrice che presenta il libro ai lettori”? Viene un altro a presentare il mio libro? Quest’ultima però non è così originale, è già successo a Torino anni fa, quando un tizio ha fatto la presentazione in libreria di un mio libro e ha anche firmato le copie. Sul serio, l’ho saputo perché mi hanno scritto due ragazze lamentando che non ero andata, ero anche in cartellone! Peraltro volevano sapere chi fosse questo tizio che gli aveva fatto la dedica sul libro. Non lo sappiamo ancora oggi. Ah, l’evento era organizzato dall’editore stesso, tanto per aggiungere del surreale. 

Intanto che i miei ricordi corrono sul filo del dramma nostalgico, l’organizzatrice mi illustra qual è invece la sua idea di presentazione originale. “Invece di stare seduta o in piedi, cose ormai viste e straviste”, mi precisa, “sarà su un camion aperto che andrà pianissimo, girando per la manifestazione, tra i banchi”. Così invece di venire i lettori da me, andrò io dai lettori, “interessandone anche molti di più e che, se presi dal discorso, seguiranno il camion ascoltando il resto della conferenza”. 
Allora, chiariamo, Signora Organizzatrice: nel caso io voglio anche una mantella azzurra, una corona oro luccicante, il parroco con la veste delle grandi occasioni, i bambin… ah, non è la processione della Madonna del Camionista di Pietraperzia? Ah, mi scusi, avevo frainteso. Vabbè, se ci ripensa io sono disponibile come Madonna sul camion e Principessa Merida. Truccabimbi su richiesta. No presentazioni di libri non ne faccio più, mi scusi ma sono una cosa così vecchia e noiosa, faccio solo la figurante. Mi tenga presente se capita, eh, ci conto!

Carretti e cariole

Le risposte qui di seguito non le ho potute dare davvero . L’organizzatore parlava così in fretta e senza pause, che ogni mio tentativo per intervenire era inutile. Ho iniziato a rispondere mentalmente, confidando nella telepatia. 
“Visto che presenta i libri, fa cose, incontra la gente… deve venire alla nostra fiera medievale!”
Di grazia? Cosa desidera Sua Signoria da questa umile donzella che “fa cose e vede gente”? 
“Lei fa la presentazione di questo libro, sicuro interessa al nostro pubblico. La facciamo in stile medievale perché tutta la nostra fiera è rigorosamente in stile.”
Come sarebbe lo stile medievale, Messere? Una donna che parla di scienza, mi levate sulla catasta di legna e appiccate lo foco? 
“Le procuriamo un carro, lei si mette sopra in piedi…”
Ah ma allora è una fissazione! Ma perché io non posso stare seduta sulla terraferma come tutti gli altri?! 
“…si mette in piedi sul carro e legge dei brani, presenta il libro e la gente si ferma ad ascoltare, come negli antichi mercati”
Che eleganza, non vedo l’ora! Già che ci sono vendo anche la salvia per curare la peste, lì in piedi sul carro? Ce l’avete anche un callifugo a base di ruta e assenzio da mostrare alle genti convenute? Così arrotondo…
“Naturalmente dovrà vestirsi con abiti adatti alla fiera, come noi: una tunica o un abito … se vuole le posso dare i riferimenti di due brave stiliste che fanno questi vestiti ricostruendoli da quadri storici, precisi fin nei dettagli … le fanno anche il copricapo a punta se vuole. Lei una volta che ha l’abbigliamento può fare tutte le nostre fiere”.
Io ho già un prendisole a tunica e un copricapo con le orecchie di Minnie, posso venire con questi? Ah no? Eh allora niente perché poi il vestito da Caterina Sforza non saprei dove usarlo, mi chiamano più che altro per fare la Madonna dei Camionisti, le principesse Disney, Merida soprattutto… eh infatti, spiace anche a me, sarà per un’altra volta. 

Sono seguiti altri inviti per presentazioni mobili. C’è stato un periodo che dovevo stare attenta perchè tutti volevano mettermi su un carretto, una cariola, un monopattino… Uno riguardava delle carriole di legno tipiche e non si capiva se gli autori e autrici venivano portati in carriola o dovevano sedersi nelle carriole o fare qualche altra cosa di interessante e originale con le carriole. Poi si lamentano di Andrea De Carlo che per mezza presentazione suona la chitarra!

La Biopizza

Niente, qui ci sono cascata, non ho saputo prevenire. Sasso Marconi, dintorni di Bologna. Vivevo da poco in un paesino più in alto, sull’appennino, e mi contatta l’organizzatrice eventi di una cooperativa sociale per persone diversamente abili, dove tra l’altro andavo a fare la spesa perchè coltivavano ottima verdura. Mi dice che stanno organizzando questa giornata sulla sostenibilità e vorrebbero avermi lì con una conferenza sulla coltivazione a basso impatto ambientale, presentando il mio ultimo libro del tempo. La zona conferenze, mi dice, è in un tendone al centro della piazza, isolata dagli altri stand. Va bene, dice l’ingenua, quella che non si informa di più perché l’associazione le sembra seria. 
Così un giorno mi ritrovo sulla piazza di Sasso Marconi, con un caldo esagerato, con l’indicazione “Il tendone è davanti allo stand della Biopizza”. C’è in effetti un camion enorme con scritto Biopizza, solo che non vedo il tendone. Arriva l’organizzatrice e mi mostra un gazebo da giardino con quattro sedie, davanti allo stand della biopizza, che credevo fosse la loro cassa o il posto per consumare la pizza. Ormai sono lì, sono venute anche delle persone a sentire, la prendiamo sul ridere, non si può fare altro. Ridiamo anche quando si scopre che non c’è il proiettore, pensavano che avrei fatto senza, così metto il mio portatile su una pila di libri sperando che si veda qualcosa.
Mentre inizio a parlare, da dietro parte quella che è stata la colonna sonora di tutta la conferenza, con l’impianto dolby del Cocoricò: “Biopizzaaaaa provate la biopizzaaaaa, mozzarellaaaa, carciofiniiiii, tutti i salumiiiii”. E subito dopo, un paio di persone che mi si avvicinavano perché ero quella con il microfono: “Signorina è qui la pizza? Bio cosa vuol dire, che differenza c’è con la pizza? Dove si paga per la pizza? Signorina la pizza me la potete fare al prosciutto?”. Sarebbe già drammatica così, ma dopo poco è partita anche la giostra davanti, con musica. 
Abbiamo riso un sacco, poi non mi ricordo altro, l’ho rimosso, ma a volte la Biopizza mi perseguita ancora negli incubi. 

Nota finale

Adesso che abbiamo riso un po’, ve lo posso dire. Settimana scorsa non ho scritto perchè stavo valutando di chiudere del tutto con il sito e l’editoria in genere. I miei libri hanno venduto tanto, sono stati persino copiati. Di alcuni libri c’è una terza e una quarta edizione. Alcuni pezzi di questo sito sono stati copiati da comici (che hanno fatto la conoscenza dei miei avvocati).  I miei post, questi, hanno una media di lettura di 15mila persone a settimana per singolo post. Ce ne sono alcuni che hanno fatto 25mila in un giorno solo.
Nonostante questo,  se ne accorgono solo gli sponsor che vogliono pubblicizzare i loro prodotti sul sito, ma non gli editori per i quali resto quella che vende anche senza pubblicità, che tanto fa da sola. Oppure, come è capitato di recente, quella che si deve affossare perché non piace al figlio di papà che ha preso in mano la baracca o all’amante dell’editor che smista le proposte.
In Italia i percorsi possono essere molto particolari, non ci sono solo gli organizzatori di eventi creativi. Alcuni lavorano ai cataloghi delle case editrici. Non basta essere pubblicata, impegnata e crederci. Non basta che ai lettori piaccia leggerti. Non basta scrivere bene, non basta scrivere belle storie, non basta, non basta. Ci vuole un editore che ci creda e ti sappia promuovere. Magari arriverà, ma intanto sono satura di figli di papà e gatte morte che decidono se il mio libro deva vivere o morire. 

Alla fine mi sono fatta una risata ed eccoci qui: questo sito, qualche libro, se vi piace leggermi vi basta venire qui. Per ora va così, finché ne avrò voglia e mai per forza. A chi mi chiedeva nei commenti quando uscirà il prossimo libro: presto e vi piacerà molto. 

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50 Commenti

Cri Maggio 30, 2021 - 10:14 pm

Grazia se tu scrivessi bugiardini per medicine probabilmente lèggerei pure quelli. E li rileggerei due o tre volte così come ho fatto con i tuoi libri – quello dell’orto, no, quello lo sto proprio usando, sottolineo, ci scrivo sopra, leggo e rileggo saltando un capitolo e leggendo lo stesso tre volte. Io ammiro le persone argute, intelligenti, ironiche e con una gran cultura, potrei mai perdermi un tuo libro? Se non scrivessi più ti dovrei prendere a mattarellate, sei avvisata, già mi stavo preoccupando per l’assenza dal blog !
Adesso sono tutti vegani, minimalisti, autoproduttivi, ambientalisti ed ecologici. È diventato di moda, ma chi ha ben radicate nel cuore queste idee, questi precetti impara velocemente a riconoscere e scartare la fuffa. Evidentemente certi editori non hanno veramente a cuore questi argomenti (e per Macro, confesso, ci sono rimasta male) e pensano che promuovere la fuffa invece che autori validi sia meglio. Non è un percorso che li porterà lontano; tu insisti e insisti ancora perché ne vale la pena, sei brava e sai quello che scrivi (senza copiare miseramente come fanno le fuffe) e spero al più presto ti verrà riconosciuto. Dai che io voglio venire ad un’altra presentazione a Bologna e poi ad altre cento presentazioni!!!!!!!!

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daniela Maggio 31, 2021 - 1:13 pm

Mi associo a Cri perché ha già detto molte cose che sottoscrivo…aggiungo che proprio l’altro giorno stavo rileggendo il post del fidanzato e come ho sentito dire di nuovo balcone ho pensato “meno male almeno adesso è caldo” ?? grazia veramente sono amareggiata tantissimo dalla piega che ha preso questa cosa dei libri…pensa che io le altre due copie che ordinai di cambio vita, le ho regalate a due amiche, che ancora mi ringraziano….vorrà dire che sarai una perla rara che potranno leggere solo alcuni eletti che avranno faticato a trovarti ? perché leggerti è uno dei piaceri della vita!!!!!

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GRAZIA CACCIOLA Maggio 31, 2021 - 8:06 pm

Grazie Daniela! Sì, adesso per riprendermi dai balconi milanesi mi sollazzo sulle spiagge romagnole! Va a finire che son venuta qui perché c’è meno rischio che mi surgelino su un balcone in gennaio… o perché mi sono rifugiata dai romagnoli che in quanto a organizzazione eventi sono insuperabili!
Grazie di cuore dell’ascolto e del supporto, cara!

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GRAZIA CACCIOLA Maggio 31, 2021 - 8:01 pm

Grazie Cristina per le tue parole, tu non ci crederai ma ho quasi fatto anche la redattrice di bugiardini per medicine ? Uno dei miei primissimi lavori editoriali è stato per la rivista “Sedazione e analgesia in odontostomatologia” – e giuro che è esistita davvero! ?
Non preoccuparti, non smetterò di scrivere finché avrò qualcosa di sensato da dire, il cambio è solo per il mezzo di pubblicazione. Avevo bisogno di mettere il punto a questa storia, chiudere il libro e cominciarne un’altra del tutto diversa. Grazie del supporto! Ti abbraccio fortissimo, prima di farlo dal vivo a una prossima volta.

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Paola Frascari Maggio 30, 2021 - 10:17 pm

Sei una Grande Persona! Approvo e aspetto il prossimo libro! Con affetto. Paola

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GRAZIA CACCIOLA Maggio 31, 2021 - 8:06 pm

Grazie Paola, di cuore! Ti mando un grande abbraccio e … ci sentiamo presto!

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monica bassini Maggio 30, 2021 - 10:52 pm

avevo visto crowfunding per questo libro, e mi rammarico di essermi persa per strada e non aver partecipato,
la sua analisi è ottima , non fa una piega, l’ editore si squalifica da sè, ulteriormente, perchè il suo scopo sarebbe vendere libri e fare business ,e non si accorge di avere un libro che vale ( scrivo sulla fiducia) vale veramente, e inoltre so che hanno ambizioni importanti sul cambiamento autosufficenza etc e non promuovono uno strumento ricco di contenuti, utili . mi fido ancora meno delle loro proposte letterarie, e comunque infine poi mi fa piacere che abbia riflettuto che la soluzione non è chiudere con l’editoria, ma con autopubblicazione. grazie per aver condiviso , p.s. ho giusto giusto un terrazzino, per presentazioni condominiali . ( scherzavo)

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Carla Maggio 31, 2021 - 7:03 am

Scappo dalla città è stato sul mio comodino per anni’ tanto che in famiglia ormai mi prendevano in giro. Ho seguito con entusiasmo il vecchio blog e devo a tutti i tuoi consigli se ora facciamo pane’ pizza e molto altro quotidianamente. Proprio l’autoproduzione ci ha salvato nel lockdown e ci ha anche aiutato a non sclerare. È stato importante e senza quello che ci avevi insegnato tu non ce l’avremmo fatta o forse si’ ma con molte più difficoltà. Abbiamo fatto il compost qualche anno fa e ci siamo riusciti ma oltre a tutto ciò hai dato un senso ad un lavoro che non è fatto di ricettine e marchette. Hai dato una visione politica .anche a chi voleva solo pianificare e hai raggiunto moltissime persone. Grazie! Te lo dovevo da un po’ e grazie anche dalla mia famiglia

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GRAZIA CACCIOLA Maggio 31, 2021 - 8:26 pm

grazie a te Carla, per queste belle parole e per questo dialogo a distanza di anni! Scappo dalla città è un altro libro che ho amato tanto (e infatti non vedo l’ora di poterlo rinnovare per la nuova edizione, ho tante persone in più da intervistare e che ispireranno molti!). Parlare con chi l’ha amato altrettanto non ha prezzo, ti ringrazio di cuore! Grazie anche del condividere questa strada che è anche di – tanto – pensiero e solo in parte di ricette: iniziavo a pensare di aver sbagliato io! Ti mando un grande abbraccio di cuore.

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GRAZIA CACCIOLA Maggio 31, 2021 - 8:17 pm

Monica, diamoci pure del tu, su questo sito è sempre stato così. Uno scambio tra persone che percorrono strade simili, se non le stesse. Per il libro “L’autoproduzione è la vera rivoluzione”, se ti va di leggerlo prova a guardare in biblioteca, diverse ce l’hanno ? Ti ringrazio del sostegno intanto… e anche del terrazzino condominiale, come se avessi accettato! ? Un abbraccio!

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Monica Maggio 31, 2021 - 7:00 am

Carissima Grazia, come spesso accade con le tue narrazioni, mi sono fatta delle grasse risate. Solo quando ho smesso di ridere, e di immaginarti vestita come Caterina Sforza, gran dama ça va sans dire, ho realizzato quanto sia vero che purtroppo Milano stia precipitando , cadendo verso il basso, snaturando la sua vocazione di luogo operoso. Grazie di dare sempre nuovi spunti di riflessione, e soprattutto la possibilità di vedere dietro le quinte.

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GRAZIA CACCIOLA Maggio 31, 2021 - 8:30 pm

Cara Monica, grazie delle risate corali e anche di immaginarmi vestita da Caterina Sforza, che appunto era una gran dama ? ma anche una grande stratega occulta, cosa per cui io invece sono proprio negata. Milano credo che abbia da sempre dei momenti di evoluzione particolari – e questo è sicuramente uno. Vedremo a cosa porterà, io sono curiosa! Ti mando un abbraccio e ti immagino già a veleggiare felice!

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Eliana Maggio 31, 2021 - 9:06 pm

Ooooh Grazia!
Mi stavo preoccupando per l’assenza… domenica ho guardato compulsivamente la posta in arrivo ! Sai già che “ansia” è il mio secondo nome. Non ho ancora letto il post, ma ci tenevo a farti pesare il mio affanno ?? vado a leggere con calma
Bacetti ?

Reply
GRAZIA CACCIOLA Giugno 1, 2021 - 8:35 am

Ciao Eliana, stai tranquilla e ok, mi farò adeguatamente pesare la tua ansia! Ora mi sento molto in colpa. Bacetti a te! ?

Reply
ORNELLA Maggio 31, 2021 - 10:12 am

È, forse, la seconda volta che commento. Sono una di quelle silenziose che ti leggono avidamente e che poi, colte da consapevolezza di manifesta inettitudine, si limitano a sorridere per l’ironia con cui descrivi le tue disavventure (a certi bisognerebbe staccare un braccio e picchiarli con quello) e tentano di imparare quanto più possibile. Ma in silenzio. Sbaglio, lo so. Vabbè, oggi te lo dico: sei il mio “faro nella notte” credo da una quindicina d’anni, anche se non lo sai. Grazie mille!

Reply
GRAZIA CACCIOLA Maggio 31, 2021 - 8:35 pm

Grazie a te Ornella, davvero, per queste parole che so quanto possono costare. Io so che ci sono tante persone che leggono in silenzio e va benissimo così, non c’è niente di male, anzi. Quindi un grazie ancora più sentito per questo sforzo, proprio ora, perché hai pensato che fosse necessario. E’ una sensibilità che apprezzo tanto e mi scalda il cuore. Ti abbraccio da lontano ma forte, perché siete voi il mio faro nella notte, davvero!

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Elena Maggio 31, 2021 - 11:44 am

Non so se ringraziarti delle risate o arrabbiarmi per il libro! Io avevo partecipato al crowdfunding. Dopo averlo letto ero sicura che avrebbe avuto un gran successo perché è il libro più ispirante che ho letto sul costruirsi una vita sostenibile! Sono anche io tra quelle che l’hanno riletto, anzi, ti posso dire che ce l’ho sul tavolino di fianco al divano e ogni tanto lo apro a caso e rileggo, mi dà ancora moltissimo in termini di voglia, di carica e di saggezza!
Non smettere Grazia, ascolta chi ti legge!!! Se non hanno capito il valore di quello che hanno pubblicato, sono proprio sciocchi. Mi verrebbe anche da dire “con tutta la spazzatura che pubblicano e promuovono!!!” Invece mi viene da dirti una cosa seria: cerca di parlare con editori migliori. So che è molto difficile ma guarda quante cose difficili hai già fatto 🙂 Ma è solo un’opinione da lettrice compulsiva che saccheggia le librerie! Ti mando un grande grazie per tutti questi anni di risate e riflessioni importanti, un grazie formato Bosco Verticale!

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GRAZIA CACCIOLA Giugno 1, 2021 - 8:49 am

Elena cara, grazie a te! Sicuramente accoglierò il tuo consiglio, ma magari in futuro. Per ora proseguirò con questo dialogo diretto con i lettori che mi è piaciuto molto e che mi esonera dai machiavellismi degli editori. Ho bisogno un po’ di leggerezza e anche di autonomia 🙂 Ti mando un grande abbraccio!

Reply
monica Maggio 31, 2021 - 12:01 pm

Cara Grazia, proprio così, cara. Leggendoti ho riso, certo, ma ho capito fino in fondo la tua amarezza. Anch’io ti leggo con grande piacere e di solito non commento, ma questa volta devo. Mi piace moltissimo seguirti e misurarmi con la tua arguzia e la tua intelligenza, che trasponi poi nei libri. Non è da tutti, lasciatelo dire.
Non è da tutti riuscire cogliere le sfumature, i cambiamenti e le motivazioni comportamentali del mondo in cui siamo immersi.
Penso che fra qualche centinaio di anni le tue osservazioni verranno accuratamente studiate e sapranno dare un’idea calzante della realtà in cui viviamo e dei meccanismi che la regolano.
Tu hai il pessimismo dell’intelligenza e l’ottimismo della volontà..
Con affetto.
Monica

Reply
GRAZIA CACCIOLA Giugno 1, 2021 - 8:54 am

Grazie Monica, le tue parole mi hanno davvero commossa, i commenti a questo post stanno rischiando di farmi terminare la scorta di fazzoletti di stoffa… e non sono una facile da commuovere! Io comunque spero che un giorno, se qualcuno dovrà proprio rileggermi, sarà per dire “guarda, pensavano che il pianeta fosse al collasso invece ce l’hanno fatta”,
Ti mando un grandissimo abbraccio, di cuore.

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Sara Maggio 31, 2021 - 12:18 pm

Cara Grazia, negli anni ho seguito i tuoi successi e le tue disavventure (non scorderò mai, tra le tante, la follia dei commenti sul digiuno nel vecchio blog e le tue risposte argute). Ho sempre ammirato il tuo incedere onesto e schietto, sempre e comunque, nonostante la noncuranza degli inetti e l’invadenza dei cretini, e mi auguro che continuerai a farlo con l’intelligenza e l’immediatezza che ti contraddistinguono. Ho amato il tuo ultimo libro e gioito nell’essere parte attiva del processo di autoproduzione, ti auguro di raccogliere i frutti del continuare a mettere sempre in prima linea l’essere fedele a te stessa, perché è una delle tante cose per le quali ti stimo. Un caro abbraccio.

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GRAZIA CACCIOLA Giugno 1, 2021 - 9:07 am

Cara Sara, ti ringrazio, anche di avermi ricordato uno dei momenti di follia di questo blog, non me ne ricordavo più! ? Beh, oggi possiamo serenamente affermare che nonostante il digiuno non sono morta e non sono diventata anoressica, anzi! Grazie per le tue parole, con questi messaggi sto ritrovando la voglia di proseguire con entusiasmo! Un abbraccio grande!

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Vale Maggio 31, 2021 - 12:47 pm

Aspettiamo il nuovo libro!

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GRAZIA CACCIOLA Giugno 1, 2021 - 5:25 pm

Provvedo! ?

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Stefania Maronese Maggio 31, 2021 - 2:13 pm

Grazia 4President!
Che tu non sei una da mocio in mano sulla copertina fa di te una Perla Rara, intelligente, scaltra nello scrivere, colta, appassionata…e no le ricette con le verdurine avanzate non ci stanno e le lasciamo volentieri a quelle che sanno vendere solo i moci magari Bio!!!??????

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Grazia Giugno 2, 2021 - 11:04 am

Il mocio bio mi manca! Ma non dubito che arriverà ?? Grazie cara, ti mando un abbraccione gigante!

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Diana Maggio 31, 2021 - 2:38 pm

Tu, per fortuna, vedi il lato ridicolo delle cose, e condividi l’umorismo piuttosto che la rabbia. Però è una grande tristezza vedere l’editoria cadere così in basso; seguono le mode (qualcuno dei loro consulenti dirà sicuramente il trend) invece di avere una linea editoriale definita e costruttiva e di lavorare su quella. Direi che il crowdfunding rientra perfettamente nella filosofia dell’autoproduzione e quindi va bene, anche perché alla fine il vero cambiamento si fa con pochi numeri alla volta, con il contatto diretto e l’incontro. Il vero motore del cambiamento è piccolo e locale, anche in questo. Però, un canale YouTube stile Zelig per mettere in scena le presentazioni sulla carretta, con mocio in mano? E dirette dal balcone? Non è un’ideona?

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Grazia Giugno 2, 2021 - 11:46 am

Diana io devo, sottolineo ‘devo’, vedere il lato umoristico! ? ? Altrimenti non se ne esce. In un mondo in cui qualunque attore italiano incapace e figlio di papà attore diventa da un momento all’altro “attivista ecologista e green influencer” (letta oggi e non dico di chi perché non voglio fomentare il disgusto), credo che la salvezza del pianeta ormai passerà dalla sua implosione e non dalle mode o dai vip che danno pessimi esempi ammantandosi di un’ecologia che vedono solo come motivo di ulteriore visibilità. Il cambiamento per poche persone alla volta, quello vero, continueremo a farlo! ?
Diana, approvo l’ideona, ma temo che sia già stata realizzata sai… ti lascio scoprire i trend eco-green-faidate di youtube ?

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Vale Giugno 3, 2021 - 3:40 pm

Uh, beh, non è difficile indovinare pure senza google, dopo la tua (direi perfetta) descrizione. 😀

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Annalisa Maggio 31, 2021 - 3:10 pm

Non arrenderti. È fondamentale che chi ha un briciolo di visibilità perché capace e professionale faccia sentire la propria voce. E magari ironicamente come tu sai fare. Si subiscono così tanti soprusi e ingiustizie che restano nel silenzio che il tuo puntare il dito e puntualizzare risulta quasi terapeutico … Grazie per le tue pubblicazioni e il crowfunding a cui avevo aderito e che spero si ripeterà. (A onor del vero avevo ricevuto con la newsletter di Macrolibrarsi una bellissima presentazione di “L’autoproduzione ….”)

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Grazia Giugno 2, 2021 - 11:58 am

Ciao Annalisa, hai ragione, quella era un accordo tra i due editori, la fanno per ogni libro che esce. Ma diciamo che la questione è un filo più complessa, solo che ho esternato quello che potevo senza incorrere in querele per aver parlato di questioni che mi sono state esposte solo a voce. Io questo l’ho visto come un sopruso e anche una presa in giro: potevo pubblicarlo con altri, non li ho contattati io. Comunque, storia chiusa e felice futuro ?
Per il crowdfunding non credo di rifarlo perché hanno partecipato al 99% persone che mi conoscevano già e allunga molto i tempi, oltre a dover dare il 22% in commissioni alla piattaforma ospitante. Tagliamo anche questo costo ulteriore e sto guardando le varie possibilità di self publishing, con il metodo: quando è pronto lo pubblico ed è già disponibile senza fare tutta la raccolta fondi prima e poi aspettare la pubblicazione 🙂
Grazie di cuore Annalisa, un grande abbraccio!

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Nicoletta Maggio 31, 2021 - 3:27 pm

Anche io sono “una silenziosa,” rido e rido sotto e sopra i baffi, ma nn commento mai i tuoi favolosi post.
Ma di fronte all tua minaccia di chiudere tutto , nn ho potuto nn intervenire con le mani in preghiera e chiederti di rinunciare davvero a tale nefasto proposito anche se hai TUTTA la mia comprensione.
Nn lasciarci fantastica amica !!

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Grazia Giugno 2, 2021 - 12:01 pm

Grazie di cuore Nicoletta! Il tuo sostegno è prezioso! Ti tranquillizzo, ho scritto il post dopo aver deciso di proseguire e non chiudere tutto. Ma sì, c’è stato per un po’ di giorni il rischio che mandassi online un post di addio, che avevo anche cominciato a scrivere ? Adesso ci rideremo sopra!
Ti mando un grande abbraccio!

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Simona Maggio 31, 2021 - 4:30 pm

Sto MORENDO! A questo punto l’organizzazione della presentazione nella minilibreria che ti avevo organizzato, mi pare una roba seria a confronto. Peccato per il Bosco Verticale però. Sarei potuta andare da mia mamma a Baggio e guardarti da lì. Ahahah

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Grazia Giugno 2, 2021 - 12:21 pm

Ma parli dell’Antica Rampa Libreria Caffè a Badia Polesine? Scherzi allora, è stata una delle migliori per organizzazione e location… dovresti farlo per lavoro!
Se ti riferisci all’afflusso di gente, quello è imprevedibile. Negli anni mi è capitato un teatro pieno a Jesi, con gente che è dovuta restare fuori e io invece prevedevo che a Jesi di sera sarebbero venuti in pochi. Al contrario nell’ultima presentazione a Milano, che di solito è un posto da sovraffollamento per me, sono venute solo una ventina di persone perché pochi giorni prima hanno indetto una manifestazione per non ricordo che cosa e c’era la città bloccata. Si tratta sempre di casi, possono esserci venti persone come duecento, per i motivi più assurdi. Io sono andata a una presentazione di Andrea De Carlo, ben famoso, in piazza a Novara, in cui alla fine eravamo in tre compresa la mia metà. Il che ha voluto dire che mi rivolgesse la parola – e io volevo morire, ho fatto una figura terribile, non sono riuscita a dire una parola perché avevo paura di dire qualcosa di idiota… e sono praticamente scappata con il libro firmato! Probabilmente sono negli incubi di De Carlo quando pensa alle presentazioni andate male e ai lettori suonati ?

Per esempio in quella che hai organizzato tu, secondo me è contato molto il fattore sera estiva al chiuso (la gente a settembre cerca di stare ancora all’aperto) e il luogo Badia Polesine. Non la libreria invece che è bellissima, il libraio una meraviglia e l’organizzazione andava benissimo.
Quindi approfitto per farti ancora i complimenti pubblici dopo tanto tempo: avete pensato a tutto, compreso prelevarmi alla stazione e riportarmi (non è mai scontato, qui ne potrei raccontare di belle!), il posto intelligente, il libro era esposto bene anche in vetrina, le locandine c’erano (anche questo non è mai scontato, molte librerie le mettono solo dentro la libreria due giorni prima dell’evento – i maghi della comunicazione!). Non solo, ma: Fabio si era preparato un discorso di presentazione sull’argomento (anche questo è raro, una volta sono stata introdotta addirittura da tre che hanno parlato di loro stessi e non avevano mai letto il libro), il proiettore c’era e funzionava, c’era addirittura un rinfresco post-conferenza in tema con la decrescita, addirittura con piatti con erbe selvatiche! Mi ricordo tutto, non l’ho rimosso, quindi andava bene…. Se fossero tutti così, io sarei in giro molto più spesso! ?

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GRAZIA CACCIOLA Maggio 31, 2021 - 7:52 pm

Intanto grazie davvero di cuore a tutte! Riesco a rispondere solo ora ma leggevo i messaggi durante il giorno e mi hanno riempito il cuore e dato una nuova forza!
Grazie dell’ascolto, so che avete capito. Ho cercato di essere meno noiosa possibile ma questa cosa dovevo proprio tirarla fuori. Adesso andiamo avanti meglio di prima, ne sono certa, riprendo quella strada che avevo un po’ persa.

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Gianfranco Longo Maggio 31, 2021 - 9:14 pm

Già, questa è la realtà dell’editoria nazionale. Il marketing non te lo fa più nessuno perché devi farlo tu a loro. E pagando un bel 85-90% di diritti.

Praticamente è come nutrire un virus (volevo dire “parassita” ma sembrava brutto ed era poco in tema con gli anni 2020) per avere in cambio una pacca sulla spalla. Se capita.

Allora a questo punto fai tutto in autoproduzione tenendoti il 100% e basta, senza nutrire inutili corpi estranei.

Ovviamente la presentazione la devi fare dietro alla ringhiera anche se fossi online, perché in fondo quella dell’Orto sul Balcone sei pur sempre tu. Ma penso che anche seduta su una sedia possa andare bene.

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Grazia Giugno 2, 2021 - 5:10 pm

Ciao Gianfranco! Hai ragione, ma fino a un certo punto, perché se guardi (a parte alcuni piccolissimi editori) ci sono sempre gli autori che promuovono tantissimo e quelli di cui non gliene può interessare di meno. Pensa che è successo anche a dei grandi, per esempio Camilleri pubblicò con Garzanti e passò inosservato, zero pubblicità. Così anche la prima volta che pubblicò il commissario Montalbano con Sellerio. Solo quando fecero un po’ di promozione arrivò al successo. I libri, anche se valgono, devono avere visibilità se no valgono ma non lo sa nessuno.
Sul resto concordo: o sei l’autore che sta simpatico all’editore (perché spesso non va a merito ma a simpatia/lecchinaggio/accerchiamento/favori ecc.) oppure ti conviene far da solo perché vai solo a fargli cassa per gli autori che pubblicizzano con le trombe.
Ti mando un abbraccio!

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Cristina Maggio 31, 2021 - 9:23 pm

E niente, ti leggo sempre e, senza commentare, sempre penso che tu sei un genio. Oggi te lo scrivo anche. Non mollare! Un abbraccio

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Grazia Giugno 2, 2021 - 5:21 pm

Cristina ti ringrazio di cuore per le tue parole e ancor più perché sei una persona e una scrittrice che ammiro. Allora io colgo l’occasione per dirti che i tuoi romanzi sono belli, ma le copertine ancora di più! Hai una delicatezza e una raffinatezza nella scelta di immagini e colori che dovrebbe invidiarti la maggior parte degli editori! Un grande abbraccio!

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Giulia Valeriani Giugno 1, 2021 - 7:53 am

Io sono una delle tante che ha letto e riletto il tuo libro regalandolo anche alle amiche e tenendolo sempre in bella vista sulla sua libreria! Ti prego…il tuo è l’unico blog che seguo e che attendo ogni volta con ansia…non me lo togliere!!!!!! Poi se sei in giro nelle Marche per presentare la tua ultima creazione vorrei conoscerti di persona e ringraziarti.

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Grazia Giugno 2, 2021 - 5:28 pm

Cara Giulia, non preoccuparti, ho scritto dopo aver deciso di proseguire! ? Non era mia intenzione creare suspence. Ti ringrazio delle tue parole, di cuore, questi messaggi mi hanno dato una nuova carica. Mi sono resa conto che avevo deciso di continuare ma mancava questo entusiasmo che ho ritrovato parlando con voi, con chi percorre la mia stessa strada.
Allora ottima notizia: nelle Marche verrò di sicuro perché adesso sono vicina e sono anni che una carissima amica mi chiede di organizzare con lei vicino ad Ancona. Appena si stabilizzano le questioni covid (solo per il fatto che voglio evitare cancellazioni dall’alto all’ultimo minuto) ci attrezziamo. Intanto ti mando un grande abbraccio!

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Laura Romano Giugno 1, 2021 - 9:05 am

Cara Grazia, come sai ti leggo da tanti anni che ho perso il conto. Ho partecipato al crowdfunding e mi è piaciuto tantissimo. Vogli anche dirti che ho preso l’edizione della Macro per dei regali di natale e che onestamente mi piaceva di più quella del crowdfunding! Non ho capito la scelta di togliere le illustrazioni, scusa se approfitto per chiedertelo qui. L’altra cosa che non ho capito, se devo essere proprio sincera, è come TU sia finita nel catalogo di quell’editore in mezzo a sciamani del vuoto, cretinetti che fanno i mestieri e la chiamano “autoproduzione”, cure strampalate, “gomblotti”… scusa in anticipo per la domanda polemica, sai già come sono. Mi unisco a Monica sopra: cerca editori migliori!!! Te lo meriti tu e ce lo meritiamo anche noi 😛
Con tanto tanto affetto, scusa ancora per la nota polemica!

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Grazia Giugno 2, 2021 - 5:49 pm

Cara Laura, non ho alcun problema con le polemiche intelligenti ed educate, non preoccuparti, va benissimo se scrivi quello che pensi.
Ho letto il tuo messaggio ieri in una pausa di lavoro e devo ammettere che non solo mi è risuonato in testa per ore, ma addirittura è stato motivo di discussione serale. Parto dalla questione “quell’editore” perché è stata quella che mi ha scosso di più. Io avevo un grande affetto per Macro Edizioni perché conoscevo e stimavo il patron, Giorgio Rosso, una persona con un grande spessore intellettuale e idee interessanti. Il loro catalogo è sicuramente molto vario e, insieme ad autori che a me non interessano, hanno pubblicato in Italia diversi autori interessanti che difficilmente avremmo visto altrimenti. Conta che fino a vent’anni fa era molto difficile acquistare libri dall’estero, io ho ancora in mente gli ordini estenuantemente lunghi all’American Bookshop di Milano (e costi non indifferenti) e alla primissima versione di Amazon, ho dovuto convincerli a spedirmi un paccone in Italia quando ancora non spedivano fuori dagli USA. Quindi la Macro in questo è stata una pioniera. Libri come “Agri-business” di Engdahl, “Il mondo secondo Monsanto” della Robin, molti libri di Holmgren e Bill Mollison sulla permacultura… sono solo i primi che mi vengono in mente.
Poi sì, c’è tutta una parte un po’ fuori dalle mie corde e dalle tue, ma forse è proprio parte di un discorso di contro-informazione rispetto a quella statutaria, di massa. In più ci sarà, suppongo, un discorso che fa il pubblico stesso: la massa è interessata ad avere soldi e potere con una facile formuletta magica o pregando l’arcangelo di turno. La massa è sempre narcisista. Il bene del pianeta, l’ecologia, i problemi sociali reali sono invece appannaggio di pochi e venderanno sempre meno della formula magica, questo è l’Uomo. Purtroppo. Quindi credo, ma non posso parlare per altri, credo che molti titoli rientrino nel “che s’ha da fà per campà”. Ma è solo una mia idea, non so come funzioni davvero. So solo che ci sarà sempre più interesse per auto-nominati sciamani che promettono soluzione dei problemi personali che non per chi parla dei problemi del pianeta.
Detto questo, sì, sono probabilmente oggi sono io nel posto sbagliato. Ti ringrazio quindi per la riflessione e per l’occasione di sapere cosa ne pensa chi legge. Un grande abbraccio Laura, di cuore!

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Elisa Mecchi Giugno 1, 2021 - 9:48 am

Ho letto il tuo libro con molto interesse e non vedo l’ora di leggere il prossimo!! Io ci sono!! Comunque io ho un’idea…non so se si può fare. Pensavo, perchè non fai delle presentazioni itineranti in privato? Per esempio se vuoi venire a Lucca, io ti ospito a casa mia e nel mio giardino si fa la presentazione del tuo libro. Con tutte le persone che ti seguono quelle vicino a Lucca verranno di sicuro..e così anche in altre città dove troverai di sicuro qualcuno che ha una casa con un giardino che ti ospita volentieri…che ne dici? sono pazza anche io come quelli di Milano? 🙂 un abbraccio da Elisa

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Grazia Giugno 2, 2021 - 6:02 pm

Ciao Elisa, grazie prima di tutto dell’invito, sei veramente molto carina e ospitale! Aprire la tua casa è una gentilezza che mi lascia quasi senza parole, ti abbraccio a distanza di cuore, è un bellissimo gesto. L’unico problema di questo tipo di incontri sarebbe il doverli fare a numero chiuso, perché non si sa mai se arriveranno dieci persone o duecento – e nemmeno se le venti che hanno prenotato verranno davvero!
Per ovviare a questi inconvenienti di solito mi organizzo con un’associazione o un ente ospitante e utilizziamo una sala che si apre al pubblico: chi vuole venire deve solo entrare. In questo modo si riesce a gestire anche l’arrivo di molte persone.
Invece l’invito per Lucca me lo prendo tutto e sicuramente ci sentiremo non appena organizzerò lì: una chiacchierata insieme non ce la toglie nessuno! Un grande abbraccio e grazie ancora, sei un tesoro!

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Irene Giugno 3, 2021 - 2:51 pm

Io sono una di quelle che ha riletto il tuo libro e ogni volta ne ha tratto qualche spunto di riflessione ed evoluzione/rivoluzione (per il momento sono ferma a due…ma mi sa che a tre ci arrivo). Mi sono iscritta all’ultimo webinar di macrolibrarsi e ho partecipato parecchio convinta…..e anche lì come in molte altre occasioni con Macro, mi sono chiesta perchè tu non fossi stata invitata a parlare. Anche il video della cuoca che fa i ravioli è stato molto carino….ma alzare il livello sarebbe stato meglio. Comunque come ho partecipato al primo crowdfunding per il libro parteciperò al secondo. Mi piace leggere tutto ciò che scrivi…sia sul blog, sia sui libri.

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GRAZIA CACCIOLA Giugno 9, 2021 - 11:55 am

Ciao Irene, scusa se rispondo solo ora! Ti ringrazio di cuore per l’apprezzamento e la partecipazione al crowdfunding.
Il prossimo non sarà un crowdfunding ma un libro pubblicato direttamente da me. L’esperienza crowdfunding è stata interessante, ma tra il lungo periodo di raccolta e i costi aggiuntivi di Produzioni dal Basso, ho pensato di non rifarlo, diventa un po’ estenuante anche per chi attende il libro e deve aspettare mesi. Questo nuovo uscirà direttamente in stampa e ebook, a un costo inferiore visto che non sarà più gravato da editore e distributore, che tanto nel mio caso fanno ben poca differenza. Ti mando un grande abbraccio!

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Sabina Giugno 11, 2021 - 8:30 am

Io ti ho scoperta da forse un mese, mi hai appassionata subito, sia per gli argomenti sia per la persona che si intuisce esserci dentro. ho comprato tutti i tuoi libri, dammi tempo e li leggerò tutti più e più volte. Non ti ho scoperta grazie a presentazioni ma cercando libri interessanti. Forse ci vorrà più tempo a divulgare la tua saggezza, ma resisterà senza sforzo al tempo che porta via le mode e gli improvvisati poco autentici. Se scriverai ancora sono contentissima, ma se non te la sentirai più ti rispetto.

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GRAZIA CACCIOLA Giugno 11, 2021 - 5:23 pm

Cara Sabina, grazie di cuore per le tue parole! Me le tengo come conferma del fatto che i percorsi di un libro sono tanti e sono tutti suoi. Inutile che me ne preoccupi io. Continuerò a fare solo quello che mi piace di più e mi viene meglio: studiare, ricercare, scrivere. I libri decideranno loro dove andare e se arriveranno a persone sensibili a questi argomenti, come lo sei tu… ne sarò entusiasta! Sicuramente di più che venendo sballottata qui e là tra presentazioni un po’ troppo creative!
Un abbraccio grande, Sabina!

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