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47 Commenti

Lara Aprile 25, 2021 - 3:07 pm
Quanta santa ragione hai! Sono anni che con una cara amica davvero attenta alla sostenibilità ne parlo e sempre torniamo a trovare assurdo il mondo dell’eco moda italiana dell’autoproduzione pignattara retrograda e maschilista. Al tuo decalogo personalmente aggiungerei un bel “tutto”, nel senso che a seconda del momento possiamo anche avere bisogno di non autoprodurre un bel fico secco. A me è successo quest’estate: dopo mesi tappati in casa e trascorsi anche a cercare di riempire il tempo con sperimentazioni varie mi sono trovata ad avere un rifiuto totale e il desiderio fortissimo di stare fuori. Ora ne sono felice perché ho fortunatamente trascorso il tempo prima della “seconda ondata” via da casa... e meno male!!! Ah, oltre alla carta igienica di stoffa non dimenticare la carta da cucina di stoffa... no, non gli stracci che tutti noi umani usiamo: proprio dei rotoli di pezze di microfibra con bottoni a pressione e rotolo centrale. Follia pura!!! Grazie come sempre della tua leggerezza!
GRAZIA CACCIOLA Aprile 25, 2021 - 7:23 pm
Lara hai ragione, bisogna seguire l'istinto e se l'istinto dice di evadere... uscire! Anche io vado a periodi ed è uno dei motivi per cui faccio tante conserve quando ho voglia: perché quando non ne ho, le sfrutto! La carta-stoffa da cucina l'ho vista e ho pensato che fosse per gente che non pulisce. Primo quell'accidente di bottone di metallo rischia di sbattere e rigare quello che pulisci. Secondo... ma che senso ha? Dov'è la praticità rispetto ai panni singoli in microfibra? Forse la forma mistica a rotolo? Mistero! :D Un abbraccio!
Marta Aprile 25, 2021 - 3:20 pm
Mi hai ricordato un episodio di parecchi anni fa, quando criticai sul mio blog, ormai defunto, la tecnica di cottura in lavastoviglie di una persona che poi pubblicò un libro sull'argomento (non faccio nomi, si trova in 5 secondi con Google :) ) Seguendo il link che avevo pubblicato in accompagnamento, la signora si presentò e mi lasciò un commento maleducatissimo in cui mi diceva che avevo pregiudizi e non avevo capito nulla. Certo. Ricordo che ne parlai con un amico medico specializzato anche in nutrizione, mi disse che usando quel metodo ci si riempie l'organismo di sostanze tossiche rilasciate dalla plastica, che non è fatta per quel tipo di operazione, come anche tu hai ben spiegato. Ma si sa, c'è gente che davanti al dissenso e alle critiche non sa reagire se non mordendo!
GRAZIA CACCIOLA Aprile 25, 2021 - 7:32 pm
Marta, mi è caduta la mandibola! Sia per la chiusura del blog (spero per una tua ritrovata leggerezza e non per motivi tristi!) che per la critica. Se è la persona che penso io, di solito è molto carina e gentile, non me la immaginavo così. Lei tra l'altro usa per la maggior parte i barattoli di vetro (ma anche questi non sono a tenuta, sebbene migliori dei sacchetti di plastica). Fa in pratica una vasocottura in lavastoviglie. Sull'efficacia resto perplessa, sarà che io ne ho una eco che non va a più di 70 gradi e perciò molti meno dentro il vaso, sarà che l'idea che il vaso riceva schiaffate di acqua calda sporca mi alletta ben poco... ma questa cottura in lavastoviglie resterà un mio limite con buona pace di tutti :D Ti mando un grande abbraccio!
Marta Aprile 25, 2021 - 9:27 pm
Ma io spero che abbia ragione tu e quel commento sia stata l'eccezione alla regola, magari l'ho beccata in una giornata no, non so, fatto sta che in quella circostanza non fu gentilissima. Il blog chiuse per tanti motivi, in primis non avevo più testa di starci dietro e con il tempo ho ridotto molto il mio uso dei social e la mia presenza in Internet in generale, e quindi anche se ci ho provato, alla fine ho ritenuto fosse meglio non riaprire, non ero più ispirata e non mi piace fare le cose di malavoglia e senza crederci davvero. Un abbraccio a te!
GRAZIA CACCIOLA Aprile 26, 2021 - 10:30 am
Credo che quel tipo di libro, con la pubblicità martellante di Gribaudo e quindi una grossa cassa di risonanza, abbia attirato parecchie critiche e scarse vendite. Cosa che era inevitabile in Italia, dove queste mode americane si scontrano inevitabilmente con concezioni più evolute di igiene e gusto. Probabile quindi che con così tanta pubblicità e un prodotto così precario, sia stata assalita dalle critiche. Tu l'avevi fatto in buona fede, ma conta che ci sono persone che spendono la loro triste vita ad avvistare errori altrui per saltargli addosso. :) Mi immagino una situazione del genere: una giornata di critiche e la frustrazione. :) Per il sito hai fatto bene, se non era più tra le tue passioni. Un abbraccione!
Simona Luglio 20, 2021 - 3:45 pm
ahahahahah schiaffate di acqua sporca!
Monica Aprile 25, 2021 - 3:48 pm
Ciao Grazia, prova a dare un'altra possibilità al residuo dell'estrattore! Io lo mischio agli ingredienti per fare la "palla matta"; se si tratta di sole verdure la faccio salata, se si tratta di frutta la faccio dolce.
GRAZIA CACCIOLA Aprile 25, 2021 - 7:42 pm
Ciao Monica, cos'è la "palla matta"? :D Mi è venuta in mente "la palla matta che strumpallazza", un giocattolo che mi hanno sequestrato dopo poco perché la tiravo ovunque rischiando di distruggere persone e cose. Tornando seri, la differenza di risultato credo che derivi dal tipo di estrattore. Io ho un masticatore, Green Star della Tribest. Il pochissimo residuo che esce è molto asciutto, molto di più che con gli estrattori compresi quelli di fascia alta. Penso che il problema stia lì, è come se usassi la segatura, in pratica. Se vuoi passarmi qualche tuo metodo collaudato, provo volentieri, tra poco arriva la frutta e verdura estive, tornerò per qualche mese agli estratti! Un abbraccione e grazie in anticipo per i suggerimenti!
Monica Aprile 26, 2021 - 8:15 am
La palla matta è la frolla vegan. 350 gr di farina, 80 gr di olio, 100 gr di acqua/latte/vino, 1 cucchiaino di sale/80 gr di zucchero. Io parto da questa ricetta e poi modifico. Quando devo aggiungerci il residuo dell'estrattore o l'okara del latte di soia/nocciola impasto tutto insieme tranne la parte liquida, che aggiungo in base alla consistenza dell'impasto perché in genere ne occorre meno. Con l'okara la preparo spesso salata, con il residuo dell'estrattore ho fatto una prova con mela e banana con cui ho preparato dei biscotti e sono venuti super buoni. Premetto che non ho l'estrattore, ho fatto un test dai miei genitori. Certo che non puoi passare tutti i giorni ad impastare, però quando capita si può riciclare!! Secondo me si può "infilare" anche nel ciambellone.
GRAZIA CACCIOLA Aprile 26, 2021 - 10:38 am
Ah la pasta matta! Adesso ho capito, è quella che uso per la torta pasqualina vegan e con una piccola variante per le brioche qui: https://erbaviola.com/2013/03/24/brioche-vegan-veloci-e-casa-dolce-casa.htm
 ottime idee, grazie, mi metterò a sperimentare soprattutto con l'okara perché siamo un po' saturi di polpette e cracker di okara. Per l'estrattore... ho il timore che il mio residuo sia veramente troppo asciutto. Se guardi qui (è già al minuto giusto) vedi la differenza: https://youtu.be/AaZQZncnwEY?t=139
 Se tocchi la polpa di un estrattore normale, anche gli Hurom, è bagnata. Con i masticatori come questo è completamente asciutta. :) Però sicuramente per gli altri che hanno estrattori normali sarà fattibile, ottime idee grazie!
Paola Fabris Aprile 26, 2021 - 2:05 pm
Ciao Grazia, sempre interessanti e simpatiche le tue riflessioni. Che mi dici dell'auto produzione di creme, latti detergenti, tonici ecc.... Credo che anche in questo caso l'attenzione alle materie prime, all'igiene e alla conservazione dei preparati renda controproducente il fai da te. Grazie
GRAZIA CACCIOLA Aprile 27, 2021 - 5:29 pm
Ciao Paola, è vero, le avevo date per scontate. Ne parlerò più avanti allora. In generale io uso prodotti-base come olio di mandorle e oli essenziali, che non hanno bisogno di addizioni. I profumi li faccio io, i saponi li prendo da delle amiche che li fanno in casa. Compro solo alcune cose in bottiglia di vetro, da piccole aziende e produttori sostenibili, proprio perché non tutto il prodotto in casa lo vedo come conservabile sul lungo periodo. Un abbraccio!
Sara Aprile 29, 2021 - 1:11 am
Sono capitata qui, di nuovo, dopo anni e mi sono chiesta come mai io non abbia continuato a leggerti! Ma veramente c'è gente che autoproduce carta igienica e cucina nella lavastoviglie, aiuto. Mi sono ritrovata nelle riflessioni che hai condiviso con intelligenza e ironia. Grazie :)
GRAZIA CACCIOLA Aprile 30, 2021 - 11:22 am
Grazie a te Sara e... bentornata! Ridere di queste stranezze trovo che sia l'unico modo per affrontarle :) Un abbraccio!
cri Aprile 25, 2021 - 3:52 pm
1) autoproduzione di carta igienica: non mi esprimo. non voglio esprimermi in alcun modo. 2) bicarbonato e aceto: avevo 5 fisso in chimica ed un anno sono stata pure rimandata ma .... pensa che ci sono arrivata pure io a capire che un elemento acido e una basico si annullano!!!! 3) dentifricio con il bicarbonato anche no. L'altro giorno ho spazzolato un tappeto con un po' di bicarbonato e adesso in sala c'è un odore di cane bagnato mezzo morto lasciato sulla riva dell'adriatico ... un vero piacere! 4) non ho l'estrattore :( ma prima o poi sarà mio!! 5) qua tocchiamo un tasto dolente. Io amo i pallett, li adoro. Nella mia band canina ho un esemplare (femmina) campionessa mondiale di distruzione divani: me ne ha fatti fuori ben otto. Stufa marcia di comprare divani (anche di seconda mano e/o regalati) e di chiamare l'HERA per far portare via quelli distrutti, alla fine ho piazzato in casa 4 pallett con sopra dei cuscinoni imbottiti che tolgo e chiudo in bagno quando i cani restano soli. Anche in camera mi sono costruita il letto a pallett, però l'ho fatto io comprando 4 pali a sezione quadrata e un po' di assi di legno (vero e non trattato). &) posate. per fortuna nei locali dove si mangia cibo vegetale l'attenzione a materiali riciclabili c'è già e gli altri non li frequento! 7) pacciamatura con giornali .. no sto provando a fare un orticello mini ma sta cosa non mi era venuta neanche in mente! 8) passata di pomodori non mi interessa, ma i saponi? I saponi!!!!!! mi sono praticamente costretta da sola a smettere di farli, è un procedimento affascinante, mi piace da morire, ma fino a pochi anni fa avevo la casa che traboccava di saponette in ogni angolo e avevo già regalato a tutti i conoscenti tutto quello che potevo. Però se un giorno rifarò il sapone ti omaggerò del mio gioiello di punta: sapone al latte di avena autoprodotto con liquirizia! 9) la lavastoviglie è di competenza di mia sorella: io francamente non so farla funzionare! dopo anni di pratica e di studi ho imparato a fare lavatrici tasto 2 e gradi 40. Altro non so fare (sono ignobile, lo so). 10) no, non autoproduco tutto, solo quello che mi piace fare. e ti dirò di più: quando vado a fare la spesa alla coop (poche volte ma ogni tanto vado) compro i tramezzini salati (vegani ma pieni di salse, conservanti e chissà che altro), me ne compro due e li mangio, con buona pace dell'autoproduzione, del colesterolo, dei sensi di colpa, ecc. ecc.
GRAZIA CACCIOLA Aprile 25, 2021 - 7:49 pm
No vabbé Cristina, ma chi sei se non autoproduci la carta igienica? Che persona banale e poco autoproduttiva! XD Bicarbonato e tappeti: questa di metterlo sui materassi e tappeti va sfatata. Si inumidisce e decuplica i cattivi odori, diffondendoli. Io che ho i gatti, i tappeti li metto in lavatrice o li lavo con la scopa a vapore al minimo, poi li stendo al sole e li spruzzo con una soluzione alcoolica alla lavanda che faccio io. E' l'unica per averli sempre profumati! Adesso però non vedo l'ora che ti rimetti a fare i saponi. Baratto garantito!!! Per il resto: hai ragione. Tanta leggerezza e adeguamento ai propri ritmi. Io lavoro perché al cambio delle plastiche per i sacchetti da ortofrutta ne seguano molti altri. Anzi, ti mando una cosa che ti farà venire ancora più voglia di Romagna: qui il mio fornitore di frutta e verdura me le da nelle cassette e sacchetti, poi me li scala se glieli ridò indietro. Queste sono le vere soluzioni! Un abbraccione!
cri Aprile 26, 2021 - 8:32 am
Ormai mi hai convinto Grazia: o Romagna o morte (vabbè non così esagerato!!!). Comunque la dritta sul tappeto la provo, prima mi immolavo un'intera giornata sotto il sole con brusca di legno e acqua saponata, ho voluto provare il bicarbonato ma - forse è un'impressione - sento più puzza di prima! preparo una soluzione alla lavanda e ritento. No, mi spiace sono tristissima e banale ma la carta igienica appunto la uso di carta! un abbraccio!!!
GRAZIA CACCIOLA Aprile 26, 2021 - 10:42 am
Se riesco pubblico il mio spray per tappeti questa settimana, così ti organizzi! per l'odore non è un'impressione, il bicarbonato assorbe e amplia gli odori, infatti io lo uso per profumare perché accentua le profumazioni degli oli essenziali... non certo per deodorare poverino. Mettendolo sul tappeto, è come voler decuplicare gli odori che ci sono già :D
Alessandro e Chiara Aprile 25, 2021 - 4:12 pm
ROTFL ??? quando avremo finito di ridere verremo a commentare in modo più intelligente...per ora grazie! Devi scrivere un libro comico!
GRAZIA CACCIOLA Aprile 25, 2021 - 7:52 pm
Provvederò! Tanto ormai un genere più o un genere meno... :D
Angela Aprile 25, 2021 - 4:22 pm
Ciao, cara Grazia, mi sono davvero divertita molto nel leggere il tuo articolo di oggi. Ebbene, io ti seguo da molto tempo e con sempre rinnovata stima. Ho iniziato a seguirti da quando mi hai incuriosito con la produzione del sapone liquido e altre cose in Geo. Da allora sono cambiate molte cose nella mia vita: i figli sono cresciuti, andati a vivere fuori, io e alcuni di loro siamo diventati vegetariani per qualche anno e poi vegani soddisfatti. Ho cominciato a disfarmi di cose per me inutili/pesanti e ho incominciato di nuovo a lavorare a maglia, avendo anche filati a disposizione. Ecco questa è la mia autoproduzione, di cui sono contenta. Quest'estate ho fatto dei saponi solidi con mia figlia: esperimento ben riuscito e ci siamo divertite un sacco. Li uso solo io, mio marito non li vede neanche in bagno, ma a me piace quella consistenza e quel lieve profumo e ogni volta mi congratulo. Non è più che sufficiente?? Ti mando un caldo abbraccio.
GRAZIA CACCIOLA Aprile 25, 2021 - 7:58 pm
Cara Angela, non solo è più che sufficiente, ma è meraviglioso! Conta solo a quanto risparmio di risorse nel tuo creare dei capi di abbigliamento, quanto spreco in meno nei saponi che usi tu e nei vostri pasti più sostenibili! E' una gran cosa! Se facessero tutti questi passi, saremmo tanto più avanti nel cambiamento. Mi prendo tutto l'abbraccio con gioia e te ne mando uno grande! Grazie di aver condiviso questo percorso di famiglia, fa bene al cuore di molti oltre che al mio.
Vale Aprile 25, 2021 - 6:49 pm
Al momento dell'estrattore sono morta. Ho proprio visualizzato il Cinico che ingurgita quelle cose, grazie, i miei addominali ne avevano proprio bisogno. Cosa non mi autoprodurrei? A parte tutto ciò che è in questa lista (i pallet sono anche carini, ma non li trovo, di contro adesso fanno dei mobili apposta che sembrano pallet. E ovviamente li paghi un fottio) ancora non riesco a provare con la fermentazione. Ho provato a fare lo spumante di fiori di sambuco: mai più. Ma lo sciroppo sì, e viene molto meglio di quello industriale. Mi faccio fare gli abiti da mia madre, e dovrò imparare, quindi da questo punto di vista sì, diciamo che è un'autoproduzione conto terzi. Le confetture le fa sempre mia madre che ha casa in Austria e gli alberi da frutta. Sta via delle pezze da c**o è folle, comunque. Ora avrò paura a incontrare decrescitori conclamati, meno male che c'è la pandemia e non devo stringere la mano a nessuno.
GRAZIA CACCIOLA Aprile 25, 2021 - 8:05 pm
Valentina, è la stessa cosa che ho pensato io quando ho saputo la prima volta di questa autoproduzione per il bagno! Non sapevo però dei mobili in finti-pallet, questa me l'ero persa. Grazie dell'aggiornamento. La metto insieme alle finte cassette da frutta che costano una follia. Le fermentazioni sono divertenti ma per esperienza... prima devi capire come girano i lieviti e i batteri nell'aria dei tuoi luoghi, com'è il clima, dove sono i posti migliori in cui metterli. Dopo questa fase di produzioni non sempre felici, se tieni in mente i perché dei fallimenti, puoi andare avanti con solo successi. Conta che io ho litigato con il kombucha non so quanti mesi prima di arrivare a una stabilità e ora lo replico di continuo. Un abbraccione!
Alice Aprile 25, 2021 - 8:45 pm
Aggiungerei una cosa: ha senso, secondo me, cercare di autoprodurre cose che utilizziamo, cercando di partire da quelle che utilizziamo di più. Io uso pochissima frutta essiccata, perché dovrei comprare un essiccatore e essiccare qualunque cosa? Idem la pasta: per quei 4 pacchi l'anno ha senso acquistarla di ottima qualità fatta da chi la sa fare. Consumo invece tanto latte vegetale ed è stata una delle prime cose che ho cercato di autoprodurre. Adesso sembra che se non produci chili di conserva e vagonate di sapone non vada bene, e invece ad esempio mi fa piacere comprare qualche saponetta artigianale ai banchetti delle rievocazioni storiche, per dire.
GRAZIA CACCIOLA Aprile 26, 2021 - 10:47 am
Mi trovi completamente d'accordo Alice! Un po' come quelli che fanno l'orto piantando tutte le sementi che trovano, ma che senso ha piantare cose che mangi difficilmente o per nulla? Il mio orto per esempio è deprecabile perché ho sempre pochi pomodori ma distese di spinaci, cicorie e biete, i pensionati lo guardano perplessi. Però è quello che serve a noi. L'orto di una capra :D
Rosanna Aprile 26, 2021 - 9:46 am
Ciao Grazia, grazie per le due sane risate che mi hai fatto fare. Adoro la tua ironia e la tua capacità di cogliere ľassurdità e la comicità di certe proposte. A volte basterebbe solo un po' di buon senso...
GRAZIA CACCIOLA Aprile 26, 2021 - 10:48 am
Rosanna, hai ragione! Un pizzico di buon senso, al posto della folle corsa per essere originali. Un abbraccio!
Roberta Aprile 26, 2021 - 10:39 am
buongiorno! eh sì è proprio un buongiorno se si iniziala giornata con questo bell'articolo che alleggerisce l'anima! Però devo farti un piccolo appunto...peccato aver messo per primo il paragrafo della carta igienica riciclata. il senso di schifo che non mi ha lasciato per tutta la lettura :-) . Mi piace questa tua filosofia non estremista che alleggerisce la vita, non sempre è facile fare scelte ecosostenibili e la cosa peggiore e dover sopportare i sensi di colpa che gli altri tentano di scaricarti addosso solo perchè non sei abbastanza eco.... Grazie!
GRAZIA CACCIOLA Aprile 26, 2021 - 10:59 am
Ciao Roberta, allora spero che per una volta mi avrai perdonata :D In realtà l'ho messa per prima perché è la cosa che mi faceva ridere da tempo, ho anche tentato uno scherzo al mio compagno anni fa dicendogli che volevo farlo... purtroppo sono scoppiata a ridere e non mi è riuscito. Sulle critiche rassegnati e ignorali: io vivevo in mezzo a un bosco autoproducendo quasi tutto e utilizzando solo la legna attorno per il riscaldamento... hanno trovato da ridire sull'inquinamento da combustione di legna. Certa gente ha problemi gravi, auguriamogli di evolvere :) Un abbraccione!
Roberta Aprile 26, 2021 - 6:16 pm
ah Grazia se ti può consolare io i prodotti di risulta dell'estrattore li metto sulla pappa del cane! :-) a loro piace tantissimo e gli fa bene! ....sto ancora immaginando la faccia di tuo marito che rientra dal bagno...troppo forte!
GRAZIA CACCIOLA Aprile 27, 2021 - 6:27 pm
Ecco, dopo i miei gatti che mangiano l'insalata e lo yogurt di soia, abbiamo i tuoi cani che mangiano l'estratto! :D La mia metà mi ha minacciata di sequestro dell'estrattore se ci dovessi riprovare :D
Fiorella Aprile 26, 2021 - 10:50 am
Ciao Grazia, condivido in parte (maggio parte) le tue osservazioni,: punto 4: tendenzialmente non butto via mai nulla dell'estrattore, sarà perchè io uso solo frutta e quindi poi ci faccio torte o altro punto 5: mio figlio circa 5 anni fa è andato a vivere da solo e aveva pochi soldini per i mobili ha deciso quindi di farsi il letto con i pallet, ero molto scettica all'inizio e quasi decisa a comprarlo io ed invece con la supervisione del nonno mobiliere in pensione devo dire che ha costruito un gran bel letto. Certo ci ha lavorato un bel po' e con materiali il più possibili naturali ma il lavoro ha merito un bravo dal nonno punto 8: la passata di pomodoro per me è casa, infanzia, è ricordi, è la mamma e il papà, ma così come le marmellate. Mio padre quando ha acquistato il terreno per costruire la casa, la prima cosa che ha fatto è stato l'orto e piantare alberi fa frutto, era il 1966 e il ciliegio resiste ancora ha un tronco che non riesco ad abbracciare da sola è parte della famiglia.
GRAZIA CACCIOLA Aprile 27, 2021 - 5:34 pm
Ciao Fiorella, per l'estrattore hai ragione, confrontandomi con chi ha commentato prima ho dedotto che dipenda dal mio estrattore e ho aggiunto la postilla :D Il letto con i pallet più il nonno mobiliere è altra cosa: parlavo proprio di impilare i pallet e buttarci sopra il materasso! La passata spero che sia un invito a venirti a bussare :D No, scherzo, ma che bello questo ricordo! Grazie di averlo condiviso... l'albero che fa parte della famiglia mi ha commossa.
fulvia Aprile 26, 2021 - 11:27 am
Grazia leggerti è come ricevere, ogni volta, una boccata d'aria buona per la mente. Non avrei mai immaginato la metà delle cose di cui parli e sono felice di averle conosciute leggendo te, almeno non solo ora ne so di più ma mi sono anche divertita. Il tuo libro è un caro amico, ormai, lo leggo e rileggo, a brani, a volte, a seconda del momento della mia vita. Autoprodurre non significa vivere in una caverna autachica, ma cambiare stile di vita. Grazie dei bei momenti che mi fai passare con te.
GRAZIA CACCIOLA Aprile 27, 2021 - 6:25 pm
Cara Fulvia, grazie, è sempre bello farsi delle risate in compagnia! Mi piace molto questa idea del libro, mi sembra quasi di essere lì con te a parlare e a raccontarci. Un grande abbraccio!
Vera Aprile 27, 2021 - 6:45 pm
Ti fornisco se vuoi un altro ottimo motivo per non mescolare i giornali alla terra: gli inchiostri e tutti i prodotti chimici che contengono, non certo pensati per uso alimentare. Ho avuto per decenni un'azienda agricola bio certificata mi è capitato di usare i giornali per salvare le piante appena trapiantate in caso di freddo fuori stagione coprendole per un paio di notti con un foglio di giornale, ma poi gli toglievo di torno, certo non li lasciavo sul suolo. (La stoffa antiigenica è davvero rivoltante :D )
GRAZIA CACCIOLA Aprile 30, 2021 - 11:42 am
Ma certo Vera, quello dell'inchiosto e carte clorate da non mettere per terra è un argomento che davo per scontato, ma a quanto pare no se fanno le lasagne di giornali e terriccio :D Io i giornali vecchi li uso anche per fare dei piccoli vasetti per la prima germogliazione, poi trasferisco nel terreno appena è il momento... insomma, un altro uso prima di finire al macero ;)
mrm Aprile 27, 2021 - 7:50 pm
nel bagno-lavanderia non c'era spazio per il bidet, ho messo un doccino da c*lo diciamo mediorientale, che è un babbà, ti dirò che ci facciamo tutti due piani di scale, ma andiamo lì.... il bidet nell'altro bagno è lì solo a prendere polvere?. concordo ed allibisco anche su tutto, però da parte mia la cosiddetta autoproduzione sull'alimentare è data principalmente dal fatto che quello che compri non è buono... (anche i pelati, sì.... se riesco di nuovo a farmeli, mangio meglio).
GRAZIA CACCIOLA Aprile 30, 2021 - 11:45 am
dipende sempre dove si compra, sai. Nei supermercati c'è la fiera dei sassi lucidi, travestiti da frutta e verdura. Se vai da produttori bio che fanno anche vendita diretta, il discorso cambia parecchio. Certo, non avrai i peperoni a dicembre, ma quando ci saranno ... che gusto! Oppure farsi un orto anche piccolo, anche sul balcone... o ancora meglio coltivare germogli e microgreens, questo è alla portata di chiunque!
Martina Aprile 28, 2021 - 11:35 pm
Ma meno che finalmente qualcuno ha detto chiaramente quello che pensavo sulla carta igienica autoprodotta! Ormai la vedo ovunque su instagram!! Fermiamo questa moda ecologica oscena!!!
GRAZIA CACCIOLA Aprile 30, 2021 - 11:46 am
temo che sia impossibile fermarli! possiamo solo sperare che non vadano oltre :D Un abbraccio!
Simona Luglio 20, 2021 - 3:51 pm
Fino ad oggi l'UNICA cosa che ho prodotto da sola sono le candele, con risultati alquanto discutibili peraltro, tipo stoppini annegati nella pozza di soia impossibili da riaccendere o tubo sciolto nel mezzo e candela intatta tutto intorno. La novità della carta igienica autoprodotta era arrivata persino a me che non produco nulla, compro tutto e sono praticamente una killer del pianeta... ma sapevo si utilizzasse solo per la pipì non per la cacca.
GRAZIA CACCIOLA Luglio 24, 2021 - 7:25 pm
Grazie amica per aver scritto 'cacca' sul mio sito. :D Anni di moderazione spazzati via dalla tua schiettezza! XD Per le candele in cere naturali, sentiamoci quando farà meno caldo. Magari organizziamo un corso benefit visto che ora siamo più vicine.
Emanuela Marzo 27, 2024 - 4:42 pm
Ciao Grazia, sto rileggendo i vari articoli che mi sono persa nel tempo....questo,mi ha fatto sorridere,soprattutto,sull'autoproduzione con gli scarti dell'estrattore, immaginare le scenette in casa tua con l'uomo ed il continuo rinominare l'autoproduzione di cartaigienica. Sei il mio mito,lo sai. E ripenso agli inizi della mia di autoproduzioni che ,volevo far tutto,come alcuni personaggi e,mi prendevano le incazzature perché non ci riuscivo a far tutto e,comunque,toccava comprare un sacco d'ingredienti dove,alla fine,spendevo come aver comprato un prodotto già fatto da altri. Io non ho con chi barattare,apparte qualche contadino che mi regala suoi prodotti e,sicuramente,non bio o naturali,come scambio,gli faccio giusto le mie pagnotte. Comunque,meglio saper fare poco e bene ed il resto comprare da persone sicure e fidate. Però,l'orto,potrei iniziare a farlo,la terra non mi manca,semmai un pò di voglia.
Grazia Cacciola Marzo 29, 2024 - 7:10 pm
Ciao cara Emanuela! Sono contenta di aver riso inseme anche se a distanza di tempo e spazio! E' il bello dei blog, dai. Se vuoi ridere ancora di più, una di queste che blaterano di far tutto, autoprodurre tutto... dopo l'uscita di questo articolo ha fatto un video con le cose che non autoproduce, perché non si può autoprodurre tutto. L'originalità non la autoproduce di sicuro! Dai, forza, orto! Sìsì, con tutto quel terreno, avresti delle grandi soddisfazioni. Anzi, ho proprio pubblicato ieri un elenco delle orticole più facili da coltivare (è per il balcone, ma vale anche per l'orto normale :) ). Forza! Un abbraccio cara!
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