La Ciclovia del Sole da Mirandola a Sala Bolognese

da GRAZIA CACCIOLA
Ciclovia del Sole: paesaggio pianura

Con l’apertura del nuovo tratto emiliano della Ciclovia del Sole, inaugurato pochi giorni fa tra Mirandola e Sala Bolognese, si concretizza il sogno di molti ciclisti e amanti della mobilità lenta: percorrere tutta la penisola in bicicletta. Oppure godersi un bel tratto dell’Emilia-Romagna, muovendosi senza incontrare auto, in una ciclovia protetta di quasi 50 chilometri. 

Per molti, la Ciclovia del Sole è un sogno che si realizza. Da pochi giorni sono stati inaugurati gli ultimi 46 chilometri nella Regione Emilia-Romagna, quelli che mancavano per collegare il tratto già esistente che va dall’Alto Adige a Verona con e ora arriva a Bologna. In realtà con piccole deviazioni si può ormai percorrere l’intera Italia.
Questa pista ciclabile italiana fa parte del progetto europeo, una delle più lunghe piste ciclabili al mondo, la EuroVelo7, detta Il percorso del Sole, che va da Capo Nord a Malta. Per ora non tutti i tratti sono completi in Europa, al contrario dell’Italia che ha collegato ormai l’intera penisola e dovrebbe continuare ultimando il tratto siciliano e il tratto Bologna-Firenze. 
L’ultima ciclovia aperta per l’inaugurazione pochi giorni fa, permette di pedalare indisturbati e protetti da Tramuschio, vicino Mirandola, BO fino a Osteria Nuova, vicino a Sala Bolognese, BO.

Ciclovia del Sole: conversione delle rotaie in ciclovia

Ciclovia del Sole: conversione delle rotaie in ciclovia

Come è realizzata la Ciclovia del Sole nel tratto Mirandola-Sala Bolognese

Le linee ferroviarie dismesse dell’ex tratto Bologna-Verona sono state convertite in chilometri di pista ciclabile. Una ciclabile attorniata da alberi e che passa in alcuni centri abitati, per rendere più fresco il percorso di chi passerà nella stagione calda. Siamo pur sempre in pianura e le estati della Bassa Padana sono torride. 
La Ciclovia del Sole nel tratto Mirandola-Sala Bolognese è inoltre dotata di segnaletica propria per mantenere fluido il flusso dei ciclisti. Il tratto è tutto pianeggiante e affrontabile anche da chi non è allenato. I panorami sono garantiti perché si attraversa uno dei tratti più belli della pianura emiliana, passando anche su quattro fiumi: Lavino, Ghironda, Samoggia e Panaro. In più, si attraversano alcune proprietà rurali con diritto di passaggio e ponti su corsi d’acqua minori che sono piccoli spettacoli paesaggistici. 
Lungo la ciclovia sono stati inoltre installati 22 totem turistici per fornire cenni di storia, etnologia, botanica e geologia sulle bellezze artistiche e naturali che si incontrano sul percorso. 

Ciclovia del Sole: vista dall'alto

Ciclovia del Sole: vista dall’alto

Un tratto della Ciclovia del Sole… Tecnologico!

Il tratto Mirandola-Sala Bolognese non è solo una ciclovia ma un vero percorso turistico con sostegno tecnologico. Lungo il percorso ci sono infatti cinque piazzole di sosta con illuminazione, wi-fi gratuito, carica cellulare e e-bike. Sono presenti inoltre kit di riparazione, rastrelliere, acqua, tavoli per pranzi al sacco. Ogni piazzola è alimentata dal suo impianto fotovoltaico. 

Ciclovia del Sole: passaggio sull'ex ponte ferroviario

Ciclovia del Sole: passaggio sull’ex ponte ferroviario

L’aiuto alla mobilità locale con la Ciclovia del Sole

Per fare in modo che la ciclovia non sia solo un percorso turistico chiuso ma possa servire tutti i paesi che attraversa, è stata realizzata in modo da avere anche una trentina di connessioni con la viabilità locale, così che si possa utilizzare anche per gli spostamenti per casa, lavoro, scuola e attività locali. La ciclovia è infatti protetta dal traffico delle auto, cosa che facilita il passaggio alla mobilità lenta per coloro che hanno giustamente timore di usare le due ruote su percorsi cittadini.

Ciclovia del Sole: castello dei Pico a Mirandola

Ciclovia del Sole: castello dei Pico a Mirandola

I miei consigli turistici per la Ciclovia del Sole nel tratto Mirandola-Sala Bolognese

Consiglio di dividere la Ciclovia del Sole Mirandola-Sala Bolognese almeno in due giorni o anche tre, per poter fare tappa in tutte le cittadine che si incontrano perché ne vale la pena. Questa ciclovia è l’ideale per un lungo fine settimana e il percorso è ricco di Bed and Breakfast, hotel, un bike hotel e campeggi. 
Queste sono parti dell’Emilia che spesso vengono ignorate dagli itinerari classici ma che scoprirete essere delle perle di questa regione e, anzi, essendo al di fuori del caos turistico vi potranno deliziare con la tipica accoglienza emiliana, asciutta e concreta.
Consiglio di fermarsi ad ammirare in particolare il centro storico di Mirandola con il Castello dei Pico del 1102, purtroppo inagibile dopo il terremoto del 2012. Vale però la pena di ammirarne la maestosità dall’esterno. Molto bella, dopo un po’ di chilometri, l’elegante San Felice sul Panaro con la sua Rocca Estense e le vie lungo il Panaro ricche di vicoletti e scorci incantevoli. Piccola chicca per gli amanti della street art: fermatevi alla stazione di Camposanto, MO, ci sono le opere in formato gigante di alcuni grandi dei graffiti, tra cui Ericailcane.
Un’altra bellezza storica sul percorso è Sant’Agata Bolognese, con un bel centro storico porticato e una storia che risale a Federico Barbarossa, sebbene i locali abbiano preferito tralasciare il restauro di qualche bene storico prezioso per decorare orrendamente il vecchio acquedotto, che secondo loro adesso assomiglierebbe a un papavero, il tutto in onore della concittadina Nilla Pizzi. Son scelte, ma vale la pena anche di vedere queste piccole follie. Non bastasse, la prima cosa che decide di sponsorizzare il comune è invece il Museo Lamborghini, al contrario dei ben due monumenti nazionali del centro: l’Oratorio dello Spirito Santo e la torre. I dipinti cinquecenteschi tra cui Sant’Agata di Elisabetta Sirani oggi non si trovano più nell’Oratorio ma nel museo parrocchiale… a tal proposito, qualcuno informi il comune che son passati decenni da quando il dipinto smise di essere attribuito a Guido Reni, come pubblicizzano paternalisticamente dal loro sito, e venne invece attribuito alla sua reale esecutrice, una delle rarissime pittrici del passato, Elisabetta Sirani, tra le maggiori interpreti della scuola bolognese seicentesca.  

Ciclovia del Sole: paesaggio fiume Panaro

Ciclovia del Sole: paesaggio fiume Panaro

I prossimi tratti in realizzazione

I lavori non si sono fermati, terminata la Verona-Bologna, ora partono i lavori già finanziati per la connessione Sala Bolognese-Bologna, la Casalecchio di Reno – Marzabotto e la Marzabotto-Silla, sui colli bolognesi. In contemporanea dovrebbero partire i lavori per il tratto toscano, quindi si suppone che per l’estate 2022 sarà possibile anche fare Bologna-Firenze sulla ciclovia, passando dalla vecchia ferrovia che le collegava precedentemente.  

Ciclovia del Sole: passaggio sull'ex ponte ferroviario

Ciclovia del Sole: passaggio sull’ex ponte ferroviario

Con la Ciclovia del Sole si può arrivare anche fino a Palermo?

No, dire “da Bolzano a Palermo” ritengo che sia pubblicità ingannevole. Ad oggi si può arrivare fino alla Calabria, contando alcuni piccoli tratti su strade provinciali con traffico di auto. Dopo di che bisogna traghettare da Villa San Giovanni, RC, fino a Messina, ME. Da Messina non c’è alcuna ciclovia, si può decidere di raggiungere Palermo in treno più bici oppure arrivare fino a Palermo utilizzando le strade statali, che però in Sicilia sono disastrate e pericolose come quelle toscane. Da Palermo c’è un altro tratto di ciclovia che porta alla Sicilia sud-orientale. Non è un tratto continuo, ma fattibile con due piccole interruzioni di pochi chilometri e un’interruzione più ampia tra Licata e Pozallo

Ciclovia del Sole: paesaggio fiume Secchia

Ciclovia del Sole: paesaggio fiume Secchia

Dove scaricare l’itinerario della Ciclovia del Sole

L’itinerario è scaricabile gratuitamente dal sito della FIAB, Federazione Italiana Ambiente e Bicicletta. Il nome della Ciclovia del Sole è BI1, questa è la pagina in cui trovare l’itinerario su mappa e scaricabile per GPX.

Credits: Foto Ufficio Stampa Città Metropolitana di Bologna

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3 Commenti

Silvia Aprile 21, 2021 - 11:05 pm

Non ho più scuse…toccherà ritornare a pedalare ??. Beh mica si può perdere l’opportunità di fare una zingarata in una meravigliosa campagna quando finalmente non c’è nemmeno più il rischio di essere asfaltati da qualche tir, no?

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GRAZIA CACCIOLA Aprile 22, 2021 - 9:32 am

Ti stavo proprio pensando sai, poi mi sono dimenticata di girartelo! Ma l’avrei fatto. Si potrebbe organizzare per settembre-ottobre, perché mi sa che qui le aperture arriveranno quando farà già troppo caldo per godersi quel tratto di pianura… intanto alleniamoci al mare 😛

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Silvia Lamma Aprile 22, 2021 - 9:54 am

?? ci sto!

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