Come dipingere una cucina con Novecento Paint (Seconda parte)

da GRAZIA CACCIOLA
barattolo Novecento Paint e confezioni di barattoli con pennello apposito

Eccoci alla seconda parte del recupero di una vecchia cucina Ikea! So che scorrerete per prima cosa le foto fino in fondo… cosa ve ne pare?
Contando che siamo passati da orrore a dignitosa e allegra, secondo me è un recupero ben riuscito! Ho salvato una cucina intera dalla discarica e ne sono molto contenta, anche perché, come raccontavo nel post precedente, quando due anni dopo averla dipinta non ho potuto traslocarla, era in così buone condizioni che l’ho venduta e viene ancora utilizzata. La prima parte con i lavori di preparazione la trovi qui: Come ho dipinto e rinnovato una vecchia cucina Ikea (prima parte).

Fine della prima fase: c'è l'isola e sono state cambiate ante e maniglie

Riprendiamo i lavori, quale pittura usare e dove trovarla? 

Ecco qui, il punto in cui eravamo rimasti (foto sopra): ante sgrassate, pulite e pronte per essere dipinte.
Dal titolo vi ho già svelato cosa ho usato per dipingere la cucina, così da non farla troppo lunga: la favolosa Novecento Paint di Cera Novecento. 

Premetto una questione importantissima, a mio avviso: ci ho messo più tempo a scrivere questi due post che a dipingere tutte le ante!!! Il motivo è anche che le foto erano scarse e piuttosto brutte, la classica foto che mandi al volo a un’amica dicendo “guarda, funziona!”.

Sì, la conseguenza è stata che un numero elevato di amiche è partita a ridipingere tutta casa con la Novecento Paint e ne sono usciti lavori strepitosi che hanno comportato non cambiare i mobili ma addirittura partire alla ricerca di pezzi vintage da riutilizzare. C’è chi, oltre alla cucina, ha ridipinto anche porte e scale! Insomma, ci siamo divertite molto.

Unico problema: noi abitanti dei monti, la Novecento Paint la trovavamo solo giù a Bologna. Quaranta chilometri per comprare una lattina di colore erano fuori discussione, così per averla abbiamo assillato tutti i colorifici e ferramenta del paesino di montagna e vari dintorni. Nonostante gli sforzi, nessun negoziante è stato così furbo da procurarcela! Non l’hanno fatto nemmeno quando è andato di persona il rappresentante della Novecento Paint, dopo aver segnalato all’azienda che la nostra zona era scoperta e noi la volevamo comprare localmente! (Dai, raccontatemi di nuovo dei poveri commercianti locali che chiudono per Amazon – seh! Chiudono perché sono rimasti al 1950).
Così ci siamo attrezzate per ordinarla direttamente al produttore che si era impietosito per la situazione e scatoloni di Novecento Paint hanno lasciato le montagne biellesi per raggiungere l’Appennino Bolognese, evitando che mobili ancora utilizzabili venissero buttati o ricoperti di vernici di bassa qualità e alto inquinamento, ovvero le porcherie che ci proponevano nelle ferramenta locali. Avete presente quel bel marrone lucido pieno di metalli pesanti e sostanze volatili nocive che i nonni spargevano ovunque? Ecco, lo vendono ancora, insieme a tinte tristi che più tristi non si può. Non vintage… proprio tristi. 

Oggi per fortuna la Novecento Paint si può comprare anche online, cosa che durante il lockdown per noi è obbligatoria. Io ho trovato un colorificio locale che mi soddisfa, ma che non posso raggiungere perché è in un altro paese. Però vende anche online (visto? Si può uscire dalla preistoria restando un commerciante locale!) quindi per ora mi arrangio così. Semmai, prima di usare Amazon controllate se il vostro colorificio abbia anche un sito ecommerce, così da continuare il rapporto di fiducia anche durante le restrizioni per la pandemia. Se nel 2021 non ha un sito ecommerce, non vende online né su eBay, né su Amazon, né su Instagram e altri posti dove possono farlo quasi gratis… siete autorizzati a mollarli e arrivederci. O anche a proporgli di pagarli in lire: se loro vogliono rimanere nel secolo scorso, perché non accettare le lire?! 

barattolo Novecento Paint e confezioni di barattoli con pennello apposito

Perché ho scelto la Novecento Paint per dipingere la cucina

I motivi sono veramente tanti, ma cerco di restringere ai principali che possono essere utili a tutti. Chiaramente, prima di eleggerla a mia pittura per questo lavoro, sono andata ad annoiare il produttore con mille domande. Sono stati molto gentili e professionali, i motivi qui sotto sono frutto anche della documentazione inviata da Cera Novecento, ovvero Gualtiero Meazza s.r.l., contornata delle mie osservazioni in corso d’opera.
Ho avuto un accesso privilegiato all’azienda perché la creatrice della Novecento Paint è una mia carissima amica, quindi ho seguito passo a passo tutte le sue idee, prove, scelte per creare un prodotto veramente efficace. Il che però non mi ha frenata dal seccare le gonadi a tutti per verificare in prima persona la qualità del prodotto (sono un’amica terribile, lo so!). Non è che per amicizia mi metto in casa prodotti che non mi garbano, controllo lo stesso. A parte che, condividendo con Francesca una visione ben precisa su ecologia e sostenibilità, ero piuttosto serena sul fatto che avrei testato un prodotto di qualità. 

La cucina ikea come si presentava subito dopo il trasloco: pezzi mancanti, ante di tre bianchi diversi

Principali motivi per cui ho scelto di dipingere la cucina con Novecento Paint

  • Prima di tutto volevo un prodotto atossico. La Novecento Paint è a base di gesso, pigmenti e resine di alta qualità, non ha alcun odore e un bassissimo indice di composti volatili. In pratica, mi è bastato areare i locali mentre la usavo, anche se non sentivo alcun odore (mia estrema precauzione, non sarebbe necessario)
  • Volevo qualcosa di facile da usare sul posto, non avevo un laboratorio o una cantina in cui trasferire tutto il lavoro. La Novecento Paint asciuga velocemente, anche in inverno in montagna. 
  • Volevo una pittura che non richiedesse più mani o diversi passaggi di primer o aggrappanti vari, sempre per il discorso che non avevo un locale a parte in cui lasciare le ante smontate e dipinte. Ulteriore problema: i gatti che mi sarebbero entrati in tutti gli stipetti mentre non c’erano le ante. Immagino ci siano problemi analoghi con i bambini piccoli. 
  • La tabella colori della Novecento Paint è la più bella, mia modesta opinione. Colori attuali, non quelli scelti da qualche uomo daltonico e sciroccato che non dipinge dai tempi dell’asilo… tipo la maggioranza delle pitture per mobili sul mercato! Intendo quelle tabelle colori con dentro il marrone lucido o un solo bianco flash… non voglio infierire ma si può fare di meglio. 
    La tabella colori della Novecento Paint, poi, è fatta con pezzetti di legno, non stampata, quindi si vede bene l’effetto della pittura sul supporto. Una cosa davvero molto importante perché la stampa in quadricromia può dare risultati diversi. La cartella la trovate in colorificio. Io per esempio non avrei mai utilizzato questo stupendo blu petrolio se non avessi visto il risultato sul pezzetto di legno della cartella colori, stampato sembrava diverso. 
  • Volevo una pittura gessosa, con una finitura opaca e molto materica, che risultasse calda e morbida al tatto e alla vista. Effetto ottenuto in pieno. 
  • Quando esiste, io preferisco il prodotto 100% italiano. Sulle latte dei prodotti Cera Novecento c’è quella scritta che mi fa commuovere sempre “Prodotto con orgoglio in Italia“, con la bandierina. A me quel “con orgoglio” piace! Io amo la gente così fiera del proprio lavoro e di essere in Italia.
    Novecento Paint viene prodotta a Trivero Valdilana, nel biellese, da un’azienda a gestione familiare che negli anni ha creato lavoro locale e dà lavoro ad altre aziende cercando di acquistare tutto il possibile in Italia.  
  • Volevo un prodotto facile da usare. La Novecento Paint potrebbe utilizzarla un bimbo!
  • La Novecento Paint è lavabile con acqua e raschiabile dalla ceramica. Alla fine del lavoro abbiamo lavato con acqua un paio di macchie fresche sul pavimento e raschiato velocemente senza problemi alcuni schizzi su pavimento e vetri. Non ci ho mai messo così poco a riordinare dopo un lavoro di pittura!
  • I colori si possono mischiare tra loro. Io non l’ho fatto, ma al bisogno si può. 
  • Infine la qualità che ho amato di più, anzi adorato! Se si sbaglia, se si fa una goccia, se si lascia un difetto inavvertitamente… si può carteggiare e ridipingere solo l’errore, senza riprendere tutto il pezzo! Questa qualità ve la farò vedere meglio con la costruzione e pittura dell’isola cucina che ci ha dato un po’ di problemi. Di solito con le vernici normali si può recuperare l’errore carteggiando tutta l’anta e ridipingendola tutta. Una noia mortale perché di solito, a quel punto, vorresti già aver finito e magari hai già rimontato la cucina. Nel caso della Novecento Paint, invece, basta carteggiare con grana finissima, spolverare, ripassare una mano di Paint solo su quel punto, che si uniformerà al resto del lavoro… da solo! (Succede quando la resina è di alta qualità, ovviamente). 
  • Lo dico ma io non l’ho fatto: si può dipingere in verticale, senza smontare le ante. Io avrei avuto incubi di colate e pennellate su cose che non andavano dipinte, quindi ho smontato tutto. Lo ritengo un lavoro fatto meglio, sicuramente sul lungo termine è meglio. Però se non volete smontare tutto si può utilizzarla anche in verticale. 
  • Esiste anche un fondo aggrappante, per chi magari ha i mobili lucidi e scivolosi. Non è obbligatorio ma anche qui, se si tratta di un lavoro a lungo termine, si potrebbe usare. 
  • Esistono vari sigillanti utilizzabili a fine lavoro: cere naturali, cere colorate per effetti particolari, sigillanti liquidi. Non ne ho usati, non ho messo alcun protettivo e ha retto benissimo all’usura, ai pentoloni fumanti, ai lavaggi e al vapore visto che io utilizzo spesso il vapore per pulire. Magari se si tratta di un lavoro a lungo termine è meglio utilizzarli, ma non è indispensabile. 
  • Non servono teli di plastica. Essendo lavabile quando è fresca, basta usare vecchi teli o vecchie lenzuola e buttarli in lavatrice una volta finito. 

 

Preparazione per dipingere le ante Ikea: vaschette per alimenti

Dipingere la cucina con Novecento Paint è stato un lavoro semplicissimo!

Per prima cosa abbiamo coperto con un telo di riciclo una superficie idonea, nel nostro caso l’isola cucina e una fila di sgabelli. Come dicevo sopra, non serve la plastica, delle vecchie lenzuola vanno benissimo. 

Una settimana prima ho chiesto a una mia amica di tenermi le vaschette dell’ortofrutta del supermercato, le ho usate capovolte per tenere staccate le ante dal piano di lavoro, in modo che i bordi pitturati non si incollassero. 

Le ante sono state dipinte dentro e fuori, utilizzando un pennello piatto apposito per Novecento Paint, l’unico che ho preso per questo lavoro e che dura ancora. Volendo si può usare anche il rullo, ma su ante lisce. Con le modanature di queste ante avrei fatto un disastro usando il rullo perché si deposita più pittura in tutte le scanalature e, seccando, si screpola (quando la pittura è troppa succede sempre, con ogni marca). 
Una mia personale regola è non risparmiare mai sui pennelli: possono rovinare anche la migliore vernice, lasciare righe, perdere setole… i pennelli sono fondamentali. 

L’elastico che vedete nella foto sopra dei barattoli di vernice, messo per traverso alla latta, serve per scolare il pennello. Sempre meglio scaricarlo al centro che ai lati, altrimenti poi non si chiude più la latta. L’altro attrezzo utile è un bastoncino o una qualsiasi cosa dritta e lunga di recupero, per mescolare la pittura prima di usarla. Essendo un prodotto con molti ingredienti naturali, tende a separarsi nella conservazione ma basta dare una bella girata quando si apre la latta, altrimenti il colore sopra sarà molto diverso da quello pescato sotto (vale per tutte le chalk paint o pitture gessose). 

Iniziamo a dipingere le ante in alto, bianche, usando l'isola come appoggio

I colori Novecento Paint scelti per questa cucina sono: Blu Petrolio e Bianco Neve

Tempo impiegato: un fine settimana, con molte pause!

Prima ho dipinto l’interno delle ante dei pensili con il bianco. Meglio cominciare sempre da qui, dall’interno, così sarà questo il lato già finito quando andrò a dipingere la parte esterna a vista e i bordi, a rischio di goccia sulla parte inferiore.
Ho cominciato nel tardo pomeriggio del venerdì e lasciato asciugare per tutta la notte. Il sabato mattina ho dipinto l’esterno delle ante bianche, lasciandole asciugare fino al tardo pomeriggio. Nel tardo pomeriggio di sabato ho attaccato con il blu petrolio e ho dipinto tutte le ante delle basi all’interno, lasciato asciugare tutta la notte e la domenica mattina ho dipinto le ante delle basi all’esterno. Ho lasciato asciugare per tutto il giorno e nel tardo pomeriggio ho rimontato anche queste.

cucina ikea dipinta prima e dopo

In pratica, cominciando il venerdì pomeriggio e con lunghe pause di asciugatura in cui facevo altro, la domenica sera avevo finito la cucina. Piccola nota però: io sono esperta in questi lavori, non è il primo che faccio. Maneggio pitture di vari tipi fin da bambina. Quindi ho fatto una cosa che possono fare solo gli esperti ottenendo risultati degni: non ho diluito, ho dato una sola mano di pittura così com’era nel barattolo. Il che richiede una bella attenzione e un po’ di esperienza. Chi ce l’ha, può fare così senza problemi. Se invece è il primo lavoro di questo genere che fate, forse è meglio diluire con acqua e dare due mani distinte con 24 ore di asciugatura tra una mano e l’altra. 

Quanta Novecento Paint ho utilizzato per questo lavoro? 

Due latte di Novecento Paint Blu Petrolio da 500 ml
Una latta di Novecento Paint Bianco Neve da 500 ml. 

 

Lavandino in ceramica doppia vasca e ante ikea dipinte in blu petrolio con Novecento Paint

La durata della cucina dipinta con Novecento Paint

Questa foto sopra è una di quelle che ho messo online quando ho venduto la cucina, quindi dopo due anni di utilizzo. Il tutto in una cucina utilizzata da me che cucino molto sia per passione che per lavoro, nella casa di due persone che consumano i pasti in cucina tre volte al giorno e amano ritrovarsi con gli amici (i quali amano appoggiarsi alla mia cucina… io cerco sempre di mandarli verso il divano ma forze misteriose li incollano alla cucina, persino in case con l’angolo cottura di un metro!).
Vi mostro la zona lavandino-lavastoviglie, perché è la zona che nelle cucine si rovina maggiormente. Dopo due anni di pulizie, acqua, schizzi, vapore, era ancora perfetta. 
I colori leggermente diversi delle ante e le zone scure sono solo effetti della luce, il color blu petrolio era bello e uniforme anche dopo due anni. Dal vivo, era molto più bella che nelle mie foto, ma come dicevo non erano foto per il blog in origine.

Rifarei questo lavoro? Assolutamente sì! Anzi, nella nuova casa mi sto già attrezzando per trasformare altri due mobili proprio con la Novecento Paint, perché la facilità d’uso e la durata mi hanno conquistata! (E i colori! C’è quel verde salvia che prima o poi … devo trovare qualcosa di adatto per utilizzarlo!)

Finiamo in bellezza con una foto riassuntiva del prima-orrore-dopo-splendore!
Nel prossimo post vi racconto come abbiamo costruito l’isola cucina con banco bar, partendo da una vecchia credenza

La cucina ikea come si presentava subito dopo il trasloco: pezzi mancanti, ante di tre bianchi diversi

Alla fine del lavoro: basi e isola dipinti in blu petrolio, parte alta in bianco

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46 Commenti

Vale Gennaio 31, 2021 - 3:38 pm

Mi tenta tantissimo per un vecchio armadio di rovere. Era l’armadio che avevano da bambine, e ora è rovinato dal tempo e dai gatti, ma è tutto legno pieno e dispiace proprio buttarlo. Ci penso bene, e chissà. Un pochino di manualità ce l’ho, del resto… Non come te, ovvio, io sono solo una cialtrona del fai da te. 😅

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Grazia Cacciola Gennaio 31, 2021 - 4:54 pm

Sicuramente puoi farcela ! 😊 il rovere a me piace molto anche al naturale, a volte basta togliere la patina giallina anni 80 e cerarlo 😊 Se vuoi una mano, mandami una foto, aiuto volentieri con idee 😊 Sai che mi ci diverto!

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Cri Gennaio 31, 2021 - 3:54 pm

Mi piace un botto!!!! Ho usato anche io la novecento….davvero valida. Niente puzza e al tatto si asciuga anche abbastanza in fretta …che lascia stare i gatti….non è che avere tre cani cialtroni in mezzo sia molto più semplice eh!!!!!

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Grazia Gennaio 31, 2021 - 4:58 pm

Poveri cagnolotti! 😂😂😂 loro vogliono solo aiutarti! 😅 un abbraccio di buon lavoro Cri!

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LUISA Gennaio 31, 2021 - 7:25 pm

Ciao Grazia, le tua esperienza cade proprio a fagiolo! Ti chiedo un consiglio, vista la mia inesperienza: ho appena ricevuto un tavolo rotondo da una mia amica, che dopo 20 anni ha deciso di cambiarlo. Le gambe sono di legno scuro e copiano un modello di Giò Ponti, e le lascerei come sono. Vorrei invece sostituire il piano in vetro con un piano un po’ più grande, ma di legno. Secondo te, se volessi prenderlo grezzo e poi dipingerlo con la vernice Novecento, che tipo di legno/aggregato di legno devo acquistare? Inoltre, la vernice è adatta anche per un tavolo o rischia di rovinarsi/graffiarsi con l’uso? Grazie!

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GRAZIA CACCIOLA Febbraio 1, 2021 - 9:43 am

Ciao Luisa, detto così io opterei per un bel legno trattato a cera, magari in linea con lo stile del tavolo, palissandro o mogano. Se invece vuoi farlo colorato, la Novecento Paint va su ogni supporto ma dato che dovrà essere liscio e reggere eventuali cadute di liquidi, andrei su un classico MDF, il legno massello costa molto di più e ci vuole un falegname per un taglio fatto bene con smussature e piallatura. In più se devi dipingerlo, il massello è un po’ sprecato.
Sulla durata della vernice, ha la stessa durata di quelle classiche per mobili, contando che il massimo della durevolezza si raggiunge dopo 10 giorni, quindi essendo un tavolo lo terrei riparato per 10 giorni. Se dovessi farlo io, passerei anche una finitura protettiva a base di cera, in modo da avere una finitura naturale non troppo lucida ma resistente. Conta che se dovessi fare qualche graffio, come dicevo basterà scartavetrare il pezzettino e ridare un po’ di Novecento Paint solo su quella zona. Se metti una finitura sintetica ti togli la possibilità di intervenire in questo modo in futuro. Altro problema che vedo spesso nelle finiture che promettono di dare ‘durevolezza: l’ingiallimento. Molte ingialliscono con il tempo rovinando il lavoro e sui colori si può vedere parecchio.
Spero che ti sia utile!

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LUISA Febbraio 1, 2021 - 11:42 am

Grazie per la risposta accurata, terrò presente i tuoi consigli. Intanto ho visto la tabella colori, e ho già trovato i miei preferiti 🙂

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GRAZIA CACCIOLA Febbraio 1, 2021 - 7:36 pm

Bene, sono contenta Luisa! Se vorrai condividere il risultato mi farà davvero piacere!

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Francesca Febbraio 2, 2021 - 11:41 am

lei è assunta signora Cacciola!!

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roberta Febbraio 1, 2021 - 10:35 am

Davvero bellissima, ma ho capito solo da questo post che l’hai venduta! Forse mi sono un po’ persa tra i traslochi vari e l’acquisto della casa nuova 😛
Noi abbiamo dipinto le porte ma la pittura abbiamo voluto provare a farla da soli, con il gesso. Imprecazioni irripetibili, ma alla fine non è venuta poi così male 🙂
Attendo con ansia il post sull’isola, perchè vorrei farla anche io a partire da un vecchio mobile che abbiamo portato dalla casa vecchia, sostituendo il top (ma quelli che ho visto da ikea sono troppo stretti)
Un abbraccio!

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GRAZIA CACCIOLA Febbraio 1, 2021 - 7:40 pm

Scusa, rido perché ho in mente quando ho provato a fare la milk paint in casa, poi la chalk paint… senza resine mi sono sembrate molto più difficili da stendere e l’effetto è decisamente meno bello, ma riguarda solo i miei esperimenti. Non ci ho più riprovato! Sul top anche io ho trovato troppo stretti quelli di Ikea ma ti dico già che da qualunque mobilificio trovi tutte le misure e spessori, senza dover comprare l’intera cucina, a parte i grandi brand e gli show room con la puzzetta sotto il naso, ovviamente 😉

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Rosanna Febbraio 1, 2021 - 10:37 am

Questo post ha scatenato la maniaca del fai-da-te che c’è in me. Anch’io ho una cucina Ikea, presa 8 anni fa. Le ante, che fra ľaltro erano le più care, quelle laccate opache, con il tempo da bianche sono diventate avorio, e nei punti dove si toccano spesso sono diventate lucide. Ho visto che una ditta svedese vende ante di ricambio compatibili per Ikea Faktum, ma costano un rene. Per cui sto pensando di seguire il tuo esempio, anche perché mi piace ľidea di non buttarle via ma recuperarle. Adesso vedo se trovo la Novecento Paint qui a Trieste, dove spesso i negozi sono un po’ restii alle novità. Grazie per tutte le informazioni dettagliate e precise.

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GRAZIA CACCIOLA Febbraio 1, 2021 - 7:43 pm

Rosanna, prima di imbarcarti in questo lavoro, se hai ancora le ricevute della cucina e sono passati solo 8 anni, Ikea te le cambia. Se hanno cambiato colore è un problema nella verniciatura, come raccontavo nel post precedente a me le hanno cambiate proprio per questo. L’importante è solo avere gli scontrini. Se invece preferisci cambiare del tutto colore… la Novecento Paint secondo me è la più indicata, ne ho provate diverse sui mobili Ikea in precedenza e questa è l’unica che mi ha soddisfatta in pieno! Buon lavoro e… se ti lancerai in un restyling completo mi farebbe piacere vederlo!

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lorenza Febbraio 1, 2021 - 11:04 am

ciao,
mi sono piaciuti molto i tuoi post sulla Novecento paint.
si può utilizzare anche per il muro o solo per mobili?
grazie mille
Lorenza

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GRAZIA CACCIOLA Febbraio 1, 2021 - 7:47 pm

Ciao Lorenza, grazie! Sì, si utilizza anche per il muro, si può anche diluire con acqua per renderla più facile da stendere, l’effetto è molto bello, opaco e con il colore bello compatto. Se hai sotto un altro colore, lo copre bene.

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cecilia Febbraio 1, 2021 - 3:35 pm

Ciao,
Io ho usato proprio il verde salvia per un letto in legno lasciato dai proprietari precedenti nella casetta in montagna ed è stupendo! Confermo la facilità ad usarla: era il primo lavoro del genere che facevo e, anche se non è venuto perfetto come il tuo, è del tutto accettabile.
Sto progettando di fare anche il letto dell’altra camera (sempre lasciato dai vecchi proprietari)

Reply
GRAZIA CACCIOLA Febbraio 1, 2021 - 7:53 pm

ciao Cecilia, che bella l’idea di un letto verde salvia! Sì, in effetti con il colore si recuperano anche vecchie cose che sembravano avere poca vita… chissà se i vecchi proprietari lo rivedessero adesso! Magari lo rivorrebbero 😉

Reply
Francesca Febbraio 2, 2021 - 11:39 am

Ah Grazia carissima,
come scrivi tu nessuno mai veramente!!
Ti sono grata per tutti i dettagli del procedimento MA soprattutto per le grandi risate che mi sono fatta leggendo l’articolo.

Sei mitica amica mia , love you!!

Reply
GRAZIA CACCIOLA Febbraio 4, 2021 - 7:34 pm

Grazie cara Francesca! Non vedo l’ora di nuove risate di persona!!! Love you too!

Reply
elisa Febbraio 4, 2021 - 3:57 pm

Ciao,
post illuminanti, che cascano alla perfezione visto che è nell’aria un rinnovo di una cucina datata ma ancora sfruttabile!
Mi sono riletta i post un paio di volte ma non ho capito se la cucina è diventata giallino crema per un problema di verniciatura ikea o la avete ridipinta successivamente (prima di questo neve- petrolio ben descritto nei post) perchè è davvero tanto giallo …
Come mai non hai utilizzato un fondo? Questa pittura è ben coprente (se non diluita)? La mia cucina è un turchese piuttosto acceso e vorrei un pò darle una calmata con un colore più tranquillo e accogliente. Novecento paint si classifica come smalto o è un’altra storia?
Qualche mese fà ho ridipinto una scrivania (levigata leggera + fondo + smalto all’acqua) risultato soddisfacente ma non ottimale .. La cosa più odiosa è che si sente come uno strato “gommato” sulla superficie..
Mi unisco agli altri che aspettano il post sulla creazione dell’isola cucina
grazie in anticipo

Reply
GRAZIA CACCIOLA Febbraio 4, 2021 - 8:05 pm

Ciao Elisa, sì è diventato giallo per un difetto della vernice Ikea. In pratica nelle ante del nostro lotto mancava un ingrediente che evita proprio l’ingiallimento. Ikea lo sapeva già e ce le ha cambiate per quello. Comunque è un problema molto raro, che riguardava solo questo lotto di ante, non è assolutamente un problema che riguarda tutte le cucine Ikea, anzi.
Non ho utilizzato il fondo per due motivi. Primo perché la Novecento Paint aggrappa bene anche senza fondo e io avevo bisogno di fare un lavoro il più possibile veloce. Secondo perché pensavo che sarebbe stata una cosa momentanea, non contavo di usarla per molti anni. In caso fosse stata in condizioni migliori avrei usato anche aggrappante e protettivo o al limite il protettivo perché come aggrappo è andata benissimo solo la novecento paint.
La pittura è molto coprente, anche diluita. Diverse mie amiche hanno diluito per dare più mani e fare un lavoro preciso, con due mani diluite era già ben coprente. Ovviamente diluendo si allungano i tempi di asciugatura, tienine conto.
La novecento paint non è uno smalto, è una pittura ecologica a base di gesso e resine, è simile alla chalk paint ma è molto più resistente della chalk paint. Lo smalto è proprio diverso e inoltre è soffocante per i supporti perché non permette la traspirazione, li sigilla.
Spero ti sia utile, mi sembra di aver risposto a tutto! 🙂
Cercherò di sbrigarmi con la credenza, promesso! Buon lavoro!!!

Reply
elisa Febbraio 5, 2021 - 1:46 pm

assolutamente molto interessante quello che hai detto, ne farò tesoro. grazie ancora.

Reply
elisa Febbraio 6, 2021 - 8:04 pm

Buonasera Grazia,
mi chiedevo che prodotti utilizzi (o meglio hai utilizzato negli anni) per la pulizia della cucina riverniciata con novecento paint, si può calcare la mano con la spugna o si rischia di rovinare la superficie? Le cere di rivestimento che tu sappia sono a base vegetale? guardando dal sito non ho capito nè che tipo di prodotto si può applicare dopo la vernice gessosa ne cosa contiene :/ Mi sai aiutare? Scriverò anche all’azienda ma una voce in più è sempre utile.
Altra grande questione : come si presenta al tatto la vernice asciutta?
Mi chiedevo anche se hai qualche indicazione sulla pittura per i muri, sò dell’esistenza del grassello che si dice sia molto più ecologico delle classiche tempere, ma è molto laborioso e bisogna lavorare bardati…

Reply
GRAZIA CACCIOLA Febbraio 9, 2021 - 8:10 pm

Ciao Elisa, io uso due cose principalmente: vapore al minimo della potenza della mia scopa a vapore (anche perchè pulisco spesso, non devo grattare via la croppa di anni per cui servirebbe il vapore con il getto massimo) e uno spruzzino con un po’ di detersivo per piatti e acqua. Non so cosa intendi per “calcare con la spugna”: io uso panni in microfibra, niente di abrasivo.
Per una cucina a lunga durata, io userei assolutamente l’aggrappante, il fondo di Cera Novecento. E alla fine, se proprio si vuole essere sicurissimi, più che la cera applicherei un protettivo, che però non esiste della Novecento Paint (perché è già finita da sé contenendo ottime resine ad alto indurimento). Volendo usare qualcosa di protettivo mi viene in mente l’ecoprotettivo di Oikos o qualche vernice ecologica all’acqua. Occhio sul prodotto sigillante perché è proprio qui che quelli che costano meno vanno a risparmiare sull’effetto ingiallimento e ti trovi i colori alterati dopo un anno.

Reply
elisa Febbraio 9, 2021 - 10:47 pm

A volte, se cucinando sgocciola qualcosa e non me ne accorgo subito, devo insistere un pò con la spugna… questo intendevo 🙂 Non ho sempre voglia di tirare fuori lo strumento a vapore… la spugna è più sbrigativa 🙂
Mi ha risposto una dipendente di cera novecento dicendomi che non è necessario l’aggrappante, l’importante (come dicevi anche tu nel post) è sgrassare alla perfezione le superfici. Per la finitura mi ha detto non è necessaria neppure questa, ma volendo hanno a in listino un protettivo opaco oppure lucido.

Reply
mrm Febbraio 7, 2021 - 6:06 pm

anch’io ho cercato la scheda tecnica di questa vernice, ma non l’ho trovata, strano, perchè di solito si trovano, in teoria gli ingredienti dovrebbero essere dichiarati… o no?
visto che hai conoscenze… 😉

@elisa: io ho pitturato tutto a calce, ma tieni presente che ho anche rifatto gl intonaci a calce, e quindi calce con calce si sposano che è un piacere, diciamo che diventa un tutt’uno.
è sicuramente più sana e lo senti veramente nell’aria, a mio avviso.
oltretutto dicono che sia antistatica e devo dire che forse è vero, perchè io mi riscaldo a legna e dovrei avere i muri neri… invece no 😀
non è poi così laboriosa, ti metti i guanti come li metteresti per qualsiasi altra vernice (anzi, forse con altre a maggior ragione), occhiali perchè non ti vada negli occhi…. anche se confesso che qualche schizzo spesso me lo prendo e ti dirò con non mi succede niente, peggio la malta che magari ti si appiccica in faccia, ma anche lì mai successo niente.
il grassello te lo fai anche da te, nel senso che se hai un bel bidone grosso (tipo quelli della spazzatura) PRIMA ci metti l’acqua e dopo ci versi la calce IDRATA (25kg 4eurini) (questo sì con mascherina, perchè è finissima e non è bella da respirare), lei scende piano piano, tu la lasci lì due mesetti, col coperchio, dopo la tiri su con una schiumarola, è come una formaggella, possibilmente la setacci, la diluisci con acqua, e via di pennello.
sarà che io appunto ho rifatto tutti gli inconaci e quindi ho sempre i miei bidoni pieni di grassello, quindi capirai che imbiancare per me è una passeggiata 😉

potrei andare avanti per ore, ma non voglio invadere casa d’altri 😉

Reply
elisa Febbraio 8, 2021 - 9:11 am

grazie del commento, mi insegna molto.
E ora hai acceso mille domande 🙂 La calce può essere stesa anche su intonaci vecchi ricoperti di vernice “convenzionale” o crea problemi? Può essere stesa solo a pennello? L’idea di non usare il rullo e farmi pareti intere e soffitti con la pennellessa mi demotiva non poco!
Per la preparazione col grassello : la calce in acqua in che proporzioni? Devo lasciarla li due mesi obbligatori? La diluisco in che proporzioni?
Mi scuso con Grazia e gli altri per il fuori tema … Ma è troppo interessante per farla diventare una conversazione privata! Spero possa tornare utile a chi passa o passerà di qui!

Reply
GRAZIA CACCIOLA Febbraio 9, 2021 - 7:52 pm

Scusate se arrivo solo adesso ma sono giornate di lavoro belle piene 😛
Non è assolutamente obbligatorio mettere online la scheda tecnica delle vernici, infatti la maggioranza non ce l’ha online. Però si può sempre chiedere all’azienda o al rivenditore, come ho fatto io e come faccio in altri casi senza conoscere il produttore.
Avevo chiesto la scheda tecnica a Cera Novecento e adesso gli ho chiesto il permesso di metterla online, potete scaricarla qui: SCHEDA TECNICA E DATI DI SICUREZZA NOVECENTO PAINT. Se non siete abituati a leggere le schede tecniche, vi lascio per paragone anche la SCHEDA TECNICA DELLA CALCE IDRATA. Alcune voci, per chi legge per la prima volta una scheda tecnica, possono spaventare ma in realtà le voci sui pericoli sono presenti ovunque come principio precauzionale. La cosa che per esempio mi salterebbe all’occhio da profana è che la calce idrata di cui parla MRM ha indicazioni di pericolo superiori a quelle della Novecento Paint 😉 Però è ovvio che se si usa con precauzione… ma ovviamente il legislatore deve prevedere tutto, compreso qualcuno che la ingoia o la usa come maschera di bellezza.

Per la discussione su come dipingere le pareti fate pure, è molto interessante, seguo con piacere come penso altri che passano di qui 🙂 Mi viene in mente un limite per questa pratica: io per esempio non ho una cantina dove tenere bidoni di calce idrata, diciamo che in generale chi non ha una casa indipendente e molta manualità è escluso dall’uso del grassello di calce.

Nota sulle case datate. Io ho cambiato molte case, antiche, nuove e medie. A parte quando si trova una casa nuova o una casa antica mai rinnovata negli ultimi 100 anni, si ha spesso a che fare con pareti intonacate e dipinte con elementi che contengono metalli pesanti o che presentano problematiche varie. Io sarei sempre per rasare i muri e rifare gli intonaci, a buon conto, soprattutto se è stata abitata negli anni 50-70, dove si è dato il meglio della roba tossica nelle case o di tempere che farebbero la felicità di tutti i biologi per quante muffe riescono ad allevare. Personalmente, perché sono una fifona e non faccio l’imbianchino (quindi non ho la competenza per usare materiali particolari) ho sempre usato pitture ecologiche certificate, in Italia se ne producono di ottime. Per esempio per la casa attuale ho utilizzato la Bio Super Traspirante di Oikos (link qui) che aveva già utilizzato l’impresa che ha imbiancato tutto. Poi faremo noi con il tempo alcune pareti di altri colori con Novecento Paint. I prezzi tra il comprare noi i materiali e massacrarci totalemente e quello di pagare l’impresa avevano veramente una differenza irrisoria quindi abbiamo optato per l’impresa e un lavoro fatto molto bene. In tutto per dipingere 140 mq su due piani compresi i soffitti e le scale ci sono voluti 4 giorni di professionisti e 2500 euro (facendolo noi: un mese almeno e 2000 euro, poi i restanti 500 li investivo nella prima rata di una schiena nuova in titanio 😀 ).

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mrm Febbraio 8, 2021 - 8:01 pm

mi scuso io pure, la padrona di casa penso possa mandarci le nostre mail, per non invadere ulteriormente e scambiarci idee in privato.

delle vernici convenzionali io purtroppo non so nulla, infatti cercavo la scheda tecnica di questa novecento paint.
qui in casa mia (del 1870) ho provato ad andarci sopra in un punto, ma NON so cosa c’era, ed è ancora lì.

ho letto che va data a pennello e così ho fatto, dicono di darla facendo una cosa tipo un 8, o una mano orizzontale e una verticale, ma io insomma la giro un po’, cerco di passare dappertutto in tutti i versi, e zero problemi, non noto differenza di fatica tra rullo e pennello, personalmente.

le proporzioni con l’acqua, quando metti la calce a mollo, non sono importanti, nel senso che tu hai il tuo bidone che sarà alto tipo… un metro? o meno? lo riempi per tre quarti di acqua, poi ci rovesci un sacco di calce (e avrai grassello per tutta la vita), la calce piano piano scende e poi resta l’acqua in superficie, è importante che resti, perchè la isola, ma non succede niente se hai un eccesso d’acqua.

da due mesi fino all’eternità secondo ME è meglio, per la pittura.
la diluisci poi con acqua fino alla consistenza del latte, così dicono, io anche più fluida, preferisco un mano in più, ma leggera.
devi mischiarla sempre, anche mentre lavori, altrimenti sotto rimane densa e sopra liquida.
quando la dai è trasparente, non vedi, lo vedi il giorno dopo.

dicono di usare come cosiddetto primer proprio l’acqua di calce, quella che ti ritrovi sopra nel tuo bidone, pennellata il giorno prima (a me non serve, perchè vado con calce su calce).

una volta uno mi ha detto: ma la calce è colla!
me lo ripeto spesso 😀

puoi sempre fare una prova in un punto e vedere cosa succede.
scusomi con la padrona di casa e la autorizzo a violare la mia privacy e darti la mia mail 😉

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elisa Febbraio 8, 2021 - 10:48 pm

Lascio anche io decidere a Grazia se è più giusto continuare la nostra conversazione qui (a disposizione dei viandanti 🙂 ) o farci da tramite per lo scambio della mail.
Non ho capito cosa intendi con questa frase “qui in casa mia (del 1870) ho provato ad andarci sopra in un punto, ma NON so cosa c’era, ed è ancora lì.” mi spieghi?
Oggi ho cercato un pò di info in più e alla fine mi sono trovata ancora più dubbi di prima. Fantastico no?
Noi stiamo comprando casa (molto più moderna della tua è del 1980), non ho la minima idea di cosa sia stato dato sulle pareti fino ad oggi, fatto stà che dopo la ristrutturazione dovremmo ridipingere, e per limitare le spese vorremmo farlo noi. La casa è grande (interamente da dipingere perchè i muri sono scuri causa stufa a legna) e l’idea di farla a pennello mi fà ansia.. poichè non credo avremmo il tempo di suddividerci le stanze da fare poco per volta.
L’idea di utilizzare qualcosa di meno industriale possibile, a basso costo e per di più la questione che hai citato dell’antistaticità mi garba non poco… ma non posso lasciarci quello che mi è rimasto della cervicale.
A tal proposito ho letto suggeriscono 2-3 mani a distanza di circa 12 ore.. me lo confermi?

Grazie ancora per la pazienza e di condividere la tua esperienza!

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GRAZIA CACCIOLA Febbraio 9, 2021 - 8:20 pm

se posso permettermi il suggerimento, avendo avuto a che fare con stufe a legna e muri anneriti: prima di imbiancare lavate i muri (o fateli lavare) con la soda. Se imbiancate sulla fuliggine, tempo pochi mesi verrà un bel giallino che degraderà a marrone negli anni. Se lo fate fare a un’impresa, di solito propongono di passare prima un prodotto (che non conosco) che è più semplice per loro che lavare le pareti. Se vuoi la mia idea personale: lavare le pareti dalla fuliggine è più massacrante che fare una dolomite in arrampicata indossando una tuta da palombaro. Io ho fatto una sola stanza dopo il disastro della stufa a legna e mi è bastata per tutta la vita. Mia idea personale: risparmiare su altro, mai su strutture definitive. Io posso prendere un tavolo da 50 euro e restaurarlo tirando fuori un tavolo vittoriano da duemila euro. Ma non posso disfarmi per imbiancare casa e convivere annni con le orrende pennellate e i pastrocchi che farei non essendo pratica e allenata 😉 Ma è solo la mia idea!

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elisa Febbraio 9, 2021 - 10:55 pm

sicuramente valuterò la cosa. grazie per avermi riportato la tua esperienza. Qui dove sono ora ho rimosso la stufa per disperazione perchè vecchia e con mille problemi…. e il muro era davvero ecrù… A distanza di due anni è perfettamente bianco. Non abbiamo avuto alcun tipo di accortezza se non spazzolarlo a secco con la scopa. Il muro della nuova casa (di cui parlavo) è molto giallo non nero … Forse il tuo caso (che spero non sia successo a molti perchè deve essere stato a dir poco terrificante) aveva ridotto il muro peggio del mio … non saprei

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mrm Febbraio 9, 2021 - 12:46 pm

intendevo dire che, come te, non avevo la minima idea di cosa avessero dato sulle pareti dal 1870 ad oggi 😉
e la pittura a calce non ha avuto problemi.
io tra una mano e l’altra aspetto il giorno dopo, anche per comodità mia, nel senso che se per avere 12 ore esatte devo farlo, che so, alle quattro di notte? eh no…

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GRAZIA CACCIOLA Febbraio 9, 2021 - 8:23 pm

comunque se volete che vi mandi il reciproco indirizzo va benissimo 🙂 però la calce mi interessava, anche solo per sapere, si sa mai nella vita…

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mrm Febbraio 9, 2021 - 9:43 pm

io ho spaccato via tutto il cemento e le cose strane (bardata come un palombaro, per quel che serve) fino al sasso e rifatto a calce, con le mie manine, adesso uso il martello demolitore come se fosse un asciugacapelli, secondo me aiuta anche la cervicale, eh… 😉
ma sicuramente non è da tutti, io vivo in un altro mondo e posso avere bidoni di calce a bagno, buttare le macerie fuori dalla finestra nel MIO terreno, ecc.
insomma sì, non tutti possono o vogliono, cercavo di aiutare, ma dipende 😉

però cavoli, non dico scheda di sicurezza, ma tecnica tipo inci, con gli ingredienti, tanto per sapere… molte ditte la mettono.

baci!

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Grazia Febbraio 10, 2021 - 10:14 am

Credo infatti che le tue informazioni siano molto utili per chi voglia fare questo lavoro e abbia lo spazio per farlo. Lo spazio non tanto per i calcinacci, quelli si possono portare all’isola ecologica, ma per tutto il maneggio della calce idrata, martello pneumatico ecc. A volte le case sono piccole 😊 Per chi può, invece, informazioni utilissime, grazie ❤️
L’INCI riguarda solo la cosmesi. Sulle latte della Novecento Paint ci sono gli ingredienti, il sito web non é indicativo del prodotto.
In generale i siti non sono sempre un buon rappresentante del prodotto e per ora non ci sono normative di riferimento che obblighino i produttori a inserire le informazioni sui siti, purtroppo. Quindi per le informazioni dei prodotti sui siti… ehm. Diciamo che ognuno fa come gli pare.
Non apriamo questo vaso di Pandora perché se parto non mi fermo. È il mio lavoro e vivo in una nazione in cui qualunque idiota con un indice adatto a cliccare il tasto accensione di un computer é convinto di poterlo fare da sé, senza capire quanti clienti perde quotidianamente per mancanza o difformità d’informazione. O anche solo perché il sito é rivoltante e disfunzionale, il che di solito va di pari passo al contenuto gestito male. (Non è il caso di Cera Novecento, ma ieri cercavo informazioni su altre vernici e online trovavo solo auliche descrizioni di quanto fossero belle).
Cosa vuoi che sia fare un sito, lo può fare il nipote nerd (oggi son tutti nerd 😂) e i testi se li possono scrivere da soli! Mica vuoi spendere dei soldi per questo no? Sappiamo tutti scrivere dalla prima elementare! 😂 Ecco perché poi non si trovano le informazioni online, nessun complotto per nasconderle, solo arretratezza. 😊

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elisa Febbraio 10, 2021 - 5:50 pm

concordo 🙂

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elisa Febbraio 10, 2021 - 5:54 pm

esatto MRM non tutti vogliono o possono. Come un’infinità di scelte e compromessi che si fanno. Le tue indicazioni mi hanno fatto capire un sacco di cose e te ne ringrazio.
Nota cervicale : Eh no, non sò bene come stia la tua (mi auguro alla grande) ma la mia ha una serie di viti e placche che solo i meccano professionali mi superano. Quindi è un limite che mi devo porre.

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mrm Febbraio 10, 2021 - 6:30 pm

ossignur che vespaio ho creato… come si fa la faccina che arrossisce?

elisa, la mia cervicale va che siccome mi fischiano le orecchie da matti a suo tempo mi dissero che era la cervicale e io caddi dalle nuvole e risposi: ma dai? mio marito si lamenta tanto, e invece la cervicale ce l’ho io? 🤣
va detto che a lui, con il lavoro fisico, le cose sono migliorate, e io pure lavorando sodo mi sento molto meglio (ma posso permettermelo).

non pensate però che lasci le macerie qua fuori, eh… 😏 è solo che è di una comodità esagerata poter buttare dalla finestra cose, anche dal secondo piano, senza passare dalle scale, o calarle col secchio e una corda.
e non si portano all’isola ecologica, purtroppo, si portano al frantoio e si paga un tot al quintale, dopo aver usato l’usabile per chiudere i buchi sulla strada che porta a casa.

idem non pensate che non sappia cos’è un inci, era per fare l’esempio… anzi, visto che tutto è nato dagli ingredienti di questa famosa vernice e che è scritto sul barattolo… grazia, cosa c’è scritto sul barattolo??
sono curiosa di vernici e di tutta l’edilizia in generale, roba che se vedo un muratore per strada mi fermo e dico: scusi, posso guardare?

baci a tutti e spero di non infestare più ‘sto blog🤭

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GRAZIA CACCIOLA Febbraio 12, 2021 - 10:56 am

Scusa Mrm, non capisco… quale vespaio? Perché ‘infestare il blog’? Sono sorpresa, perché sia io che Elisa abbiamo dato risposte cordiali. Non credere di essere l’unica a insinuare che ci siano marchette nascoste o chissà che altro, sono 22 anni che scrivo questo blog per diffondere pratiche sostenibili e c’è un’unica costante: gente che fin dal primo momento ha deciso che mettere in dubbio a prescindere sia meglio che ascoltare. Forse si sentono importanti giocando a fare le Iene, non so. Fatto sta che in 22 anni ho sempre risposto cordialmente a tutti, perché quello che faccio è sempre guidato dalla mia personale correttezza, quindi sono sempre certa di poter mostrare tutto alla luce del sole.
Morale: in tutta franchezza non capisco quale sia il fine di etichettare uno scambio come ‘vespaio’ e continuare a chiedermi gli ingredienti sulla latta. Non ho latte di Novecento Paint in casa in questo momento. A memoria c’è gesso, resine naturali, acqua, pigmenti colore e un solo solvente ma in percentuale così bassa che come vedi dalla scheda tecnica “Il prodotto non è classificato pericoloso ai sensi delle disposizioni di cui al Regolamento (CE) 1272/2008 (CLP). Il prodotto, comunque, contenendo sostanze pericolose in concentrazione tale da essere dichiarate alla sezione n.3, richiede una scheda dati di sicurezza con informazioni adeguate, in conformità al Regolamento (CE) 1907/2006 e successive modifiche. Classificazione e indicazioni di pericolo: nessuna
Pericoli chimico-fisici: il prodotto non presenta pericoli di natura chimico-fisica.
Pericoli per la salute: il prodotto non presenta pericoli per la salute.
Pericoli per l’ambiente: il prodotto non presenta pericoli per la l’ambiente.”

Se invece la domanda era per un’eventuale ricetta: è impossibile da riprodurre a casa. Processi che riguardano temperature di scioglimento e diluizione delle resine o l’idrogenazione di qualche grasso, sono fuori dalla portata del fai da te. Come fai da te si può produrre in casa una tinta a base gessosa, io l’ho fatto anni fa e – ehm – contenta che fosse una casa in affitto che ho lasciato (dovevano ristrutturare, non ho fatto alcun danno permanente, ma fosse stata casa mia avrei pianto per la necessità di rifare tutto con altri materiali).

Macerie: forse c’è un problema di lingua. Io sono in Emilia Romagna, le macerie si conferiscono all’isola ecologica, vale anche per le imprese edili, da lì vanno allo smaltimento con frantoio. A meno che non siano quantità così grandi da portarle direttamente allo smaltimento. Se mi presentassi io con due secchi di calcinacci mi direbbero di andare all’isola ecologica 🙂

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mrm Febbraio 12, 2021 - 2:09 pm

oh povera me…. era il mio modo per scusarmi per essermi intromessa in un discorso che mi sono resa conto di aver deviato, vespaio mi sembrava divertente, ma evidentemente non lo era 🙁
anch’io sono in emilia, e due secchi sì me li prenderebbero, ma io ne ho prodotti appunto quintali, e anche questo mi fa capire di essere un po’ fuori tema e mi fa desiderare di non ‘infestare’ (bonariamente) più e spero davvero di non aver sbagliato a parlare anche questa volta con voi che siete state gentilissime.

pensavo che avessi ancora una latta di pittura in casa, tutto qui, due dita avanzate…

(marchette ci ho messo un po’ a capirlo, ho dovuto rileggere)
spero di essermi giustificata a sufficienza, dai… non fatemi scrivere ancora, che c’entro poco…

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GRAZIA CACCIOLA Febbraio 13, 2021 - 6:18 pm

mi spiace davvero allora di aver capito male e ti mando un grande abbraccio! 🙂
Sull’aver avanzato la paint… sì, avevo una mezza latta ma l’ho regalata alla ragazza che ha comprato la cucina, per eventuali ritocchi. Dovendo fare un trasloco e avendo esperienze drammatiche nell’apertura di latte di vernice dentro il camion, non trasporto mai questo genere di cose. Però, avendo in programma a breve un altro restauro, riuscirò a svelare il mistero “ingredienti sulla latta” 😀 molto volentieri!
Le informazioni su altri procedimenti, come la calce idrata, sono sempre benvenuti, resto dell’idea che più se ne sa e meglio si sta! Quindi per me, come avevo già detto, scrivi pure quanto vuoi!

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elisa Febbraio 12, 2021 - 4:08 pm

secondo me sono state fraintese o mal esposte alcune parole, niente di più. Penso che nessuna di noi si sia sentita offesa, dai 🙂 Abbiamo dato luogo a una distesa di parole che intagliano un bel confronto, guarnito di svalvolate fuori tema che ci stanno sempre. Almeno io ne ho ricavato veramente tante info di qualità.
MRM se vuoi puoi contattare il servizio clienti di cera nocento (anche per mail) con me sono stati gentilissimi e mi hanno dato le info che chiedevo.
Detto questo, penso che al momento per i muri scarterò il grassello, e per la cucina proverò dei piccoli pezzi di prova a a smalto all’acqua e se riesco a trovare fisicamente un posto a meno di 20 km da casa (che dalla mappa rivenditori sarà dura) che me la venda perchè i test colori li voglio vedere dal vivo e non dal monitor provo pure quella, poi decido.

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GRAZIA CACCIOLA Febbraio 13, 2021 - 6:13 pm

Concordo sulle info di qualità, teniamoci quelle! 🙂
Per la cartella colori ti capisco, a volte mi è capitato di fare veramente molti chilometri. Il problema principale è che le vernici bio o atossiche sono le meno utilizzate, quindi i colorifici tendono a tenere quel paio di marche appestanti e basta. Anche perché la massa della gente, tra un barattolo a 5 euro e uno a 22, sceglie quello da 5, ci fosse anche dentro un frullato di panda in sospensione di amianto. Utilizziamo generi di nicchia, la strada è ancora lunga 🙂
Però sì, la cartella colori va assolutamente vista, vale per tutte le vernici. Mi viene in mente però… se hai una ferramenta o un colorificio vicino che ti da retta, potresti chiedere la cartella colori tramite loro, per il colorificio non c’è nessun impegno nel visionare una cartella colori per decidere se tenere l’articolo e intanto la vedi anche tu 😉

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elisa Febbraio 13, 2021 - 9:31 pm

A dire la verità ho avuto un’interessante conversazione col proprietario del colorificio nel paese dove ancora per qualche mese sarò domiciliata. Mi ha fatto notare anche lui quanto le vernici “ecologiche” (lo metto tra virgolette perchè sono linee dei soliti noti non certo aziende che producono solo ecologico serio e certificato e quindi più motivate ed efficienti) non vengano vendute (costo esattamente il doppio),
Il soggetto a maggio chiude quindi la vedo dura si adoperi per avere novità o per fare un favore a me :/… Ma nulla mi vieta di provare questa carta nella zona dove andrò abitare.
Abbiamo anche parlato a lungo sulle vernici effetto gesso (lui mi ha fatto vedere che in negozio ne ha della borma wachs) e mi ha ribatido che quel tipo di vernici sono più adatte per lo shabby e necessitano obbligatoriamente di un protettivo. La dipendente di Novecento ,invece, mi aveva detto non era obbligatorio e nemmeno tu ho letto lo hai dato.. Quindi torno al discorso iniziale: se trovo la novecento paint provo (magari nella latta piccola) facendo un paragone con un buono smalto all’acqua… altrimenti amen(perchè la vita è già fin troppo complicata). Sul web purtroppo viene riversato di tutto e non ho abbastanza documentazione per scegliere praticamente a caso… Appunto una cucina in meno in discarica mi giustificherà una verniciata, anche se non trovo la vernice a minor impatto possibile.

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GRAZIA CACCIOLA Febbraio 14, 2021 - 10:46 am

Capisco benissimo questa frustrazione Elisa!!! Ci sono passata parecchie volte. Qualunque cosa sceglierai, fatti dare dall’azienda la scheda tecnica (la sola lista degli ingredienti è insufficiente secondo me perché alcuni composti molto tossici, se sono sotto una certa percentuale non sono tenuti a indicarli in etichetta). Se posso consigliarti: io controllo sempre quali sono indicati come composti volatili, perché è la parte più critica delle vernici sul lungo periodo. Ci sono vernici che continuano a intossicare per anni e purtroppo non sono ancora fuori commercio, soprattutto tra le vernici per mobili e quelle murali! Io ci ho messo un bel po’ per scegliere imbianchino e pittura murale, ho letto tutte le schede tecniche, ho rotto le scatole al mondo produttori per averle e alla fine mi sono sorpresa di aver scelto qualcosa di più industriale rispetto a quella che avrei scelto d’istinto! Ma era obiettivamente migliore la bio di Oikos rispetto ad altre più hippie-trend, come le chiamo io 😛
.
Pitture gessose: sono molto diverse tra loro, quindi è difficile fare paragoni. Prendo per esempio una pittura che conosco bene per averla usata, la Annie Sloan, l’ho presa anni fa quando in Italia non c’era nulla del genere (e dopo il mio triste esperimento fallito con la pittura gessosa autoprodotta!). Anche questa è atossica e facilissima da stendere. Però il risultato da asciutta è “polverosa”, si sente il gesso al tatto, ed è facile da graffiare, quindi per forza devi dare un protettivo. Sui mobili normali puoi andare di cera, mentre se è una cucina secondo me la cera non basta, quindi devi utilizzare un sigillante … rendendo il tutto un lavoro “idiota”! Nel senso: spendo per una vernice eco atossica e poi la finisco con un sigillante sintetico. Un po’ come prendere una mela bio e lavarla con benzina, non ha senso. La Novecento Paint invece contiene anche gesso ma non in quantità preponderante: gli dà solo spessore e opacità naturale, toccando qualcosa dipinto con la novecento paint sembra una vernice uniforme normale, credo grazie alle resine che incollano e induriscono.
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Sulle vernici ecologiche… sì, è un salasso, ma io preferisco spenderli perché poi quello che c’è in casa ce lo respiriamo per anni. Magari aspetto per comprare altro… anzi, se vuoi un’idea: ho speso 2500 euro per l’imbiancatura con pitture ecologiche ma dopo cinque mesi mi mancano ancora una quantità di cose, tra cui la testiera del letto e le tende! Ma continuo a preferire di non respirare formaldeide e simili 😉 Il resto arriverà!

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