Auguri sorridenti con 5 cose che eliminerei a Natale

da GRAZIA CACCIOLA
Natale erbaviola cucina

Carissimi, spero che sarete già tutti impegnati nei preparativi o degnamente a riposo lontano dalla pazza folla, magari davanti a una tazza fumante e dei biscottini deliziosi. Il mio Natale sarà molto familiare, quindi non potevo farmi mancare una piacevole chiacchierata con chi legge questo blog. Passerò le feste con le mie persone e animali preferiti, solo loro, perché abbiamo bisogno un momento di pace e serenità dopo un anno veramente intenso. Dal dicembre scorso a questo le nostre vite sono cambiate molto e abbiamo bisogno una sosta e un po’ di riflessione, di raccoglimento intimo e gioia di esserci, di essere ancora qui.
Abbiamo anche dei piccoli progetti per le feste. Uno su tutti, buffo e magari poco intellettuale è quello di finire finalmente la cucina. E magari anche quel piccolo mucchio di cose ancora da montare dopo il trasloco. Ecco, la foto sopra è un po’ il simbolo di questo periodo, l’avevo postata su Instagram qualche giorno fa. Ero arrampicata sulla scala tipo Spiderman per fotografare pane e farina per un articolo… ma questa foto non voleva proprio venire. Di solito sto attenta a non guardare troppo la cucina perché tendo a vedere solo che non è ancora finita. Invece, dall’alto della scala, ho girato un attimo lo sguardo verso la cucina e ho sorriso … Qualcuno passando a farsi un caffè tra i miei sbuffi impazienti, mi aveva acceso tutte le lucine. A volte basta guardare qualche minuto da un’altra parte, no? E anche avere qualcuno che ti sa accendere le luci giuste.
Così ho pensato che sarà la mia filosofia per queste feste: qualsiasi cosa mi dia fastidio, posso guardare per qualche minuto da un’altra parte. Non è una grande scoperta filosofica, ma credetemi: sta funzionando. C’è un tempo per non interessarsi dei problemi e farsi una risata o guardare le lucine con un sorriso.

Quest’anno non ho vestito i gatti da elfi di Babbo Natale, ma se volete divertirvi, vi rimando a questo post di auguri di Natale di qualche anno fa con i gatti vestiti a festa, eravamo ancora nella casetta in mezzo al bosco. Quest’anno ho pensato a qualcosa di diverso per farci gli auguri, quindi conto molto sui vostri contributi! Ho pensato: perché non tiriamo fuori quel che non ci piace del Natale e magari diamo un’alternativa? Sorridendo, è ovvio.

Mi è venuto in mente perché è un mese almeno che sento persone che sbuffano e scalpitano elencando liste di pranzi e cene a cui devono andare, elenchi di regali da fare (a cui seguiranno elenchi di lamentele su quali hanno ricevuto). Ve lo dico subito: non ho soluzioni.
Ho soluzioni solo per prendere le distanze da questi convegni sociali con una risata. E’ inutile ripetersi che l’anno prossimo andremo ai Caraibi per tutto il mese, fino alla fine delle feste. Non lo farete. Vi disilludo anche sulla beata solitudine in montagna: forse ci sono rarissimi contesti in cui si riesce a stare in santa pace, lontano da tutti, ma non li ho ancora trovati. L’ultimo giorno di lavoro (per me), tra tutti i disturbi, ha visto avvicendarsi sotto la finestra del mio studio nel paesino di poche anime sperduto sui monti anche una coppia di zampognari che suonavano Piva piva. Solo piva piva. Incessantemente. La prima mezz’ora eravamo tutti immersi nella magia del Natale in montagna. Dopo tre ore facevo la quarta telefonata iniziando con “Scusa la zampogna in sottofondo… sì, qua fuori… sì, sì, bello fa molto Natale in montagna… sì, certo, da Milano sembra bello, immagino”.  Alle 18 ero in versione Milanese Imbruttito “Ué ma allora? Abbiamo finito o no con la zampogna? Qua lavoriamo!”.  Invece sono andata in cucina a farmi un té al gusto Christmas Apple Cinnamon Pie e ho guardato le lucine. C’era sempre piva piva in sottofondo, ma ho sorriso.

Ridiamo insieme allora, meglio? Ecco l’elenco delle cose che eliminerei dal Natale. Aspetto le vostre! In ordine di importanza, mi raccomando.

Le 5 cose che eliminerei dal Natale

1. Last Christmas degli Wham!  E’ terribile. E’ melensa, patetica e la musica è poco meno di uno spot su Antenna 3 nel 1980. Se avessi dei superpoteri, li userei per sostituirla ovunque. Entri in un negozio, accendi una radio e zac! Per un mese quella schifezza onnipresente di Last Christmas è ovunque. Con i superpoteri la trasformerei in Fairy Tale of New York dei Pogues. O in Bruce Springsteen che canta Santa Claus Is Comin’ To Town. O i Queen che eseguono Thank God It’s Christmas. Capite perché alcuni sono così nevrastenici a Natale: un mese di Last Christmas. E’ una tortura.
Bisogna cercare la qualità ovunque, la musica che ascoltiamo è molto importante. Modella l’aria e l’anima. Sta a noi decidere cosa avere nella nostra aria e nella nostra anima.

2. Le playlist con le Hit di Natale. Perché ascoltare delle liste di musiche pateticamente commerciali scelte da altri? Non siete un centro commerciale. Potete fare delle playlist personali. La bella musica esiste, credetemi.
Per esempio, oggi entrando nel mio studio si sente in loop l’album Christmas Songs dei Bad Religion. Datemi retta, se non avete tempo di fare una bella playlist, c’è il punk. La versione punk di qualunque cosa è più bella dell’originale. Il punk può migliorare tutto, persino Last Christmas degli Wham! (ma ci vorrebbe un miracolo).

3. Gli addobbi di Natale da ottobre. L’albero si fa a dicembre, per i milanesi c’è la deroga al 7 dicembre perché l’albero si fa rigorosamente a Sant’Ambrogio. Ora, se fate un albero per rispettare la tradizione, rispettatela tutta. Mi fa impazzire la filologia a metà. O è tradizione, o è punk. Se è punk vedi il punto 2. Coerenza!
Poi, ora che vi siete appassionati anche alle feste americane, dateci una tregua. Quest’anno c’erano gli alberi di Natale con le ragnatele di Halloween, l’Italia sembrava una puntata di Stranger Things.
Perché correre sempre verso quello che c’è dopo? Godiamoci il presente. L’albero, le luci, gli addobbi sono belli anche perché ci sono in un momento che anticamente era quello della riflessione e del riposo. Lo vanifichiamo se guardiamo l’albero e pensiamo a come fare l’uovo di Pasqua.

4. Il maglione buffissimo di Natale, che più brutto non si può. Era una moda americana. ERA. Passato. Erano già in ritardo i vipparelli italiani 2-3 anni fa. Ora avete veramente rotto con sti maglioni orrendi del negozio cinese e siete fuori tempo massimo. Non c’è ragione per ammorbarci con la visione di queste cinesate sintetiche orripilanti credendo di essere simpaticizzzzzimi.
Sostituire con: una giornata in cui prendersi cura di sé e degli altri, senza aggiungere altri vestiti usa-e-getta alla lista di tutto quello che buttate in discarica. (Non ci provate nemmeno a dire “donazione”: nessun bambino africano è così sfortunato da meritare quelle schifezze, abbiate pietà).

5. Gli ospiti con i vestiti con i brillantini. Amo ricevere i miei amici. Li adoro. Sono un’ospite perfetta, vi faccio sedere sul mio divano immacolato, sulle mie sedie di velluto e anche appendere i cappotti vicino al mio. Ma la dovete veramente smettere con questi brillantini! Stavo ancora tirando via quelli dell’anno scorso e ho il divano che sembra quello di Elton John. Ho i gatti impanati di brillantini.
Soluzione. D’ora in poi, quando arrivate, oltre alle scarpe faccio togliere anche i vestiti con i brillantini, sappiatevi regolare.

Tutto il resto, compreso l’essere farciti di cibo dalla nonna o le duecento domande sul perché siete ancora vegan, single, disoccupati o con una carriera patetica incomprensibile alla massa e incomparabile ai successi dei figli di altri, fanno parte del concetto di famiglia a Natale. E’ il momento dell’anno in cui l’autostima dobbiamo metterla in cassaforte o ce la ritroviamo facilmente sotto le scarpe 😉  In caso di emergenza, guardate le lucine e sorridete!

 

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28 Commenti

Carlotta Dicembre 24, 2018 - 8:42 pm

Grazia sei sempre una benedizione! Questa risata ci voleva proprio… ero qui che sbocconcellavo una mela e pensavo al pranzo-cena di domani e quelli dopo-domani… GUARDERO’ TUTTO IL TEMPO LE LUCINE!!!!!!!!!!!!!!! Grazie!
Le mie cinque:
1. I pranzi di tre quattro ore
2. I regalini dei negozi cinesi da pochi euro .- ma molti che ricevo io da pochi cent credo!
3. last christmas!!! XD quanto hai ragione!!!
4. I presepi viventi perché sono sempre tristi e vuoti
5. Gli aghi di pino dappertutto… insieme ai brillantini e alla neve finta!!!

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Grazia Cacciola Gennaio 3, 2019 - 7:15 pm

Cara Carlotta, spero proprio che guardare le lucine ti abbia aiutata! Non ho esperienza di presepi viventi e mi sembrano molto costrittivi e freddi per i poveri attori…sul resto concordo! Un grande abbraccio!

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Livia Conti Dicembre 25, 2018 - 10:17 am

Buon Natale cara! Grazie di esserci, delle risate, delle riflessioni profonde che toccano l’anima e di tutto quello che fai. Ti mando un abbraccio grande grande grande!

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Grazia Cacciola Gennaio 3, 2019 - 7:38 pm

Grazie Livia, anima bella… un grande abbraccio, spero che le festività di abbiano portato un po’ di tempo di riposo. Ci sentiamo presto

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Ornella S. Dicembre 25, 2018 - 10:25 am

Le mie cinque: 1. Last Christmas degli Wham! (quanto hai ragione!!!!) 2. Il panettone senza canditi per il discorso filologico 3. Gli antipasti in gelatina 4. Lo spreco di carte, confezioni, plastica 🙁 5. I giocattoli di plastica regalati ai bambini senza consultare i genitori!!! (É un incubo, oggi sarà un incubo! Non possiamo girarci a guardare le lucine se no se li mettono in bocca XD ). Buon Natale cara Grazia! P.s. Sono molto felice di questa nuova assiduità sul blog!

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Grazia Cacciola Gennaio 3, 2019 - 7:44 pm

Grazie a voi sonofinalmente libera dalle catene di Last Christmas, sappiatelo! Mi aspettavo qualche critica sul genere “No, è una canzone bellissima” e invece sono confortata nel non esser sola! Sulla 5 hai pienamente ragione, ma è questione di educazione più che di materiali. Io non compro giocattoli prima di aver consultato i genitori dei bimbi, mi sembra che siamo proprio all’ABC. Ognuno ha i suoi parametri educativi, ludici e sa cosa possiede o meno il figlio, cosa potrebbe piacergli e cosa no. Eppure mi capita spesso di sentire queste lamentele, probabilmente esiste un egoismo o un narcisismo legato alla scelta del regalo. Un po’ come per i regali di nozze: puoi fare tutte le liste che ti pare ma ci saranno sempre quelli che compreranno qualcosa al di fuori, di loro gusto e in genere inutile o orrendo. Un abbraccione cara, ridiamo insieme dai!

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Marco e Valentina Dicembre 25, 2018 - 10:49 am

un tuo post a colazione la mattina di Natale! Che meraviglia, Grazie! É un piacere cominciare la giornata con una risata, tra poco andiamo ad affrontare tutti gli “allora cosa mangiate?” , “ancora niente figli?” “Quando vi sposate?” “E il lavoro? Stai buttando via la laurea”. Ci accecheremo per guardare Le lucine tutto il giorno!
Le nostre 5:
1. I parenti perché sono sopravvalutati
2. I figli dei parenti perché hanno sempre famiglie felici, bambini educati, carriere brillanti, case perfette
3. I pranzi con i parenti
4. I pacchi dono aziendali, noi abbiamo regalato tutto, un giro di spreco inutile
5. I regali dei parenti. Qui si apre un contest per il regalo più brutto e inutile, lo vinciamo noi con il cappello rosa di pelliccia vera ricevuto l’anno scorso da Valentina ?
Buone lucine a tutti!!! Marco e Valentina

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Grazia Cacciola Gennaio 3, 2019 - 8:01 pm

Oh Santa Claus, il cappello di pelliccia vera è terribile! Compatiamo chi ha fatto il regalo, speriamo che acquisti più sensibilità in futuro, sopratutto verso gli altri esseri viventi.
Mi pare di capire dalla vostra classifica, ma solo perché sono moooolto intuitiva, che il problema maggiore siano i parenti! XD Spero abbiate superato la prova anche quest’anno e vedetela così: avete 11 mesi per progettare una vita diversa lontano dall’assillo delle persone non gradite 😉 Spero che ci riusciate, di cuore! Nessuno merita di buttar via delle ore così.

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Silvia Dicembre 25, 2018 - 5:27 pm

Ciao Grazia,

piacevole come sempre leggerti e oggi, giorno di Natale, più che mai rincuorante!
È bello sapere che al mondo esistono persone (tu ma vedo con piacere anche le/i tuoi followers) che preferirebbero non ricevere pacchi e contropacchi plastificati, contenenti l’apoteosi della futilità e che urlano “lo vedi che mi sono ricordato di te? Si, lo so che sono un inutile prendipolvere con l’impronta ecologica di un carro armato, ma mica puoi pretendere che io pensi a tutto il pianeta quando già pensare a te ha spremuto tutti i miei neuroni eh?!? E poi fare i regali a te e a tuo marito, non è mica facile da che vi ha preso ‘sta mania vegan”…e dire che sarebbero così graditi legumi e frutta secchi, farine, spezie, olio e pasta, magari a km zero o che promuovano economie artigianali; tutte cose che costerebbero meno dei “pensierini” ricevuti e che andrebbero sicuramente usate anziché finire in qualche remoto angolo di casa che non merita nemmeno di essere spolverato!
Insomma, per quanto alieni alle convenzioni, il 23 abbiamo concesso ben un pomeriggio e una cena ai parenti più stretti dai due rami della famiglia per questo scambio di convenevoli piuttosto stiracchiato…ovviamente off limits i temi esplicitamente vegan e ambiente per non finire a male parole, ma che fatica!…anche perché se sai che tutto è interconnesso, non ci sono purtroppo argomenti che esulino da tutto ciò che per te è diventato scelta di vita.
Leggendoti però mi consolo e penso che non posso cambiare il mondo; posso solo cercare di fare del mio meglio per appoggiare i miei piedi su di lui nel modo più leggero possibile.
Le 5 cose che eliminerei a Natale (e, fosse per me, per tutto l’anno):
1- i parenti; quelli non te li puoi scegliere…gli amici sì, e con loro, pochi ma selezionati, puoi passare momenti piacevoli in cui l’ascolto reciproco è sempre un grande arricchimento;
2- le abbuffate: ingozzarsi da Natale alla Befana per poi doversi mettere a dieta per tutto il resto dell’anno;
3- le luminarie esterne disposte “ad minchiam”…piuttosto non metterle!
4- più che mai quelle che fanno a pugni l’una con l’altra ai vari balconi dei condomini
5- i travestiti da Babbo Natale ad ogni angolo di strada: lasciamo immaginare ai piccoli che sia uno e uno solo e non che quello che scenderà dal camino sarà il sopravvissuto ad una selezione di Babbi con la paglia in bocca e il cellulare all’orecchio, no

Un abbraccio dalla nostra casetta nel bosco (poco distante da te, ma per fortuna abbastanza da non sentire le zampogne).

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Grazia Cacciola Gennaio 3, 2019 - 8:13 pm

Cara Silvia, mi trovi pienamente d’accordo! Spero che nella vostra casetta nel bosco siate stati esentati, oltre che dagli zampognari, anche da petardi e compagnia, altra inutilità del periodo e purtroppo assillo di qualsiasi “centro”. Complimenti per aver imposto la moderazione degli argomenti al parentado, noi non ci siamo mai riusciti e alla fine abbiamo rinunciato, Meglio tra noi due in serenità che fare delle giornate di gente che fuma appestando l’aria di tutti, altri che spargono imitazioni del grana padano del discount sui miei ravioli vegan fatti a mano con amore (perché i vestiti sono griffati e comprati in boutique ma il cibo al discount, i geni!) e altri ancora che sì, tu hai portato tutto vegan facendoti un fondo così a cucinare e trasportare per 400 chilometri “però noi ci siamo portati anche l’arrosto perché un pasto senza carne sembra di non mangiare” e via così … in alternativa se non portavamo nulla finivamo a fare pasti a pane e insalata. Che pazienza. Troppa. Ho un numero di giorni limitati sulla Terra, non l’eternità, quindi ho deciso di non sprecarne altri a frequentare gente così. 🙂 Spero di averti consolata un po’. Un abbraccione di buon anno!

Reply
Claudia Dicembre 25, 2018 - 8:58 pm

Ciao Grazia!
Premetto che condivido la tua best five, e che tornerò per vedere le altre che seguiranno, io darei il mio contributo così:

1- “All I want for Christmas is you” di Mariah Carey dove la mettiamo?! Ti si piazza nel cervello come il peggiore degli incubi. A parimerito con “Last Christmas”. O forse un filo dopo.
2- I babbo natale impiccati alle finestre. Tristissimi.
3- I panettoni in giro da fine ottobre. Che ansia!
4- Iniziare a farsi gli auguri dall’8 dicembre. In particolare “se non ci rivediamo”.
5- L’importanza. Che fa diventare tragedia qualsiasi contrattempo, assenza, sbrocco, fuori programma.

Grazie, come sempre, per la tua ironia, è sempre un bel regalo da trovare sotto l’albero. Tanti auguri e un grande abbraccio!!

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Grazia Cacciola Gennaio 3, 2019 - 8:22 pm

Ciao cara Claudia! 😀 Guarda, Last Christmas è frutto di attenta riflessione. Prima di scrivere il post ho fatto una classifica delle canzoni più brutte di Natale e c’era anche “All I want for Christmas is you” ma non era nemmeno tra le prime 😀 Ha vinto Last Christmas perché unisce il pessimo su tutti i punti: testo, spartito, esecuzione, George Michael (poretto, ha sofferto tanto però non è una giustificazione per ammorbare gli altri).
un abbraccione anche a te cara!

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Cri Dicembre 26, 2018 - 12:15 am

Sono pienamente d’accordo con te sulla strategia delle lucine! Non è un guardare dall’altra parte e fingere che il problema o la bruttura non esistono, è un ricordarsi che esistono pure cose belle e che funzionano, e prendersi il tempo per guardare magari con altri occhi il suddetto problema.
La mia classifica delle 5 cose da eliminare:
1 Le abbuffate
2 Lo spreco di carta e altro materiale da pacchi e pacchetti
3 Le cene di natale con i colleghi e poi con gli amici e con l’altro giro di amici e con quelli dello yoga e con gli ex colleghi e coi vicini e tra un po’ pure con quelli dell’ariete o con i mancini del quartiere! Tutte piacevoli eh, magari non concentrate in due settimane però, ecco..
4 I negozi che per due mesi sono pieni solo di cose rosse, bianche, oro o argento e se cerchi un vasetto azzurro o giallo devi aspettare gennaio
5 I babbi natale che si arrampicano sui palazzi stile spiderman.
Non ho dato alternative, però rimedio con 5 cose per me belle
1 regalare autoproduzioni
2 le lucine in casa
3 giocare a tombola, a carte o a qualsiasi altro gioco
4 il presepe di via azzurra (un signore che fa un presepe così bello nel suo cortile che ormai si è abituato ad avere la fila di visitatori tutto il giorno e ogni anno lo fa più bello)
5 gli struffoli di mia mamma 🙂
Buon Natale Grazia!

Reply
Grazia Cacciola Gennaio 3, 2019 - 8:28 pm

Ma che belle le tue cose belle Cri! 😀 E poi sono allegramente invidiosa, è una vita che non mangio gli struffoli, mi hai fatto venir voglia, adesso vado a mendicare la ricetta vegan da un amico napoletano, vediamo se mi soddisfa!
Avevo dimenticato le cene di Natale. Hai ragione! Io abito così lontana da collaboratori, maggior parte dei clienti e non frequento palestre… che l’incubo del tour de force prenatalizio l’ho lasciato a Milano e felicemente rimosso 😀
Spero che sia stato uno splendido Natale, Cri! Ti mando un abbraccione di buon inizio anno 🙂

Reply
Emiliano Dicembre 26, 2018 - 1:31 pm

Un carissimo augurio anche se in ritardo! Spero che tu abbia passato bene il Natale. Ci sentiamo presto perché a gennaio vorrei fare l’ora di follow up del corso. Ho parecchie novità da raccontarti, ti anticipo solo che ho passato le selezioni, avuto il lavoro e ci trasferiamo a fine gennaio!
Le mie 5 cose da eliminare dal Natalesarebbero 20 almeno …ma ci provo a ridurre!
1- I regali inutili da gente che ti vede come non sei… Regalo dei miei dopo aver saputo cosa farò da gennaio: un cappotto di cachemire.
2- i pranzi senza fine con i parenti
3- i presepi con le figure in scale diverse… Non si possono vedere!
4- Last Christmas degli Wham! Ahahaha!!!! Aboliamola, sono d’accordo!
5- Gli omaggi aziendali … Sempre brutti e inutili! E plastica plastica plastica…

Reply
Grazia Cacciola Gennaio 3, 2019 - 8:33 pm

Ciao Emiliano, certamente, sono molto contenta che ci siano tante novità… e che novità! Ho visto che c’è già la tua prenotazione, ci sentiamo quindi a breve, sono curiosa e molto molto felice dei tuoi risultati. Lo sapevo che per te sarebbe stato un viaggio di cambiamento veloce! Ora scusa ma vado a finire di ridere sul punto 1! Si può dire anche agli altri che visitano la pagina? Regaleresti un sacco di risate, una cosa bellissima e magari servirà ad esorcizzare il regalo 😀 (scusa, scusa, continuo a ridere! Ma magari l’avevano già comprato da mesi? Può essere?)
Un abbraccione a tutti voi e buona nuova avventura!!!

Reply
diana Dicembre 26, 2018 - 3:59 pm

Cara Grazia, ciao.
Che bello leggere un tuo post di Natale, anche se il giorno dopo.
Evidentemente io avevo già eliminato diverse cose dal mio Natale, e forse questo trasloco fatto in Ottobre ha fatto sì che, almeno quest’anno, non mi sia praticamente accorta delle feste.
Quest’anno, infatti, non ho fatto l’albero e non ho messo NESSUNA decorazione (che riposo!) anche se in effetti si erano già ridotte parecchio negli anni. Sarà che se non ci sono bambini in casa, lo spirito natalizio diventa proprio una forzatura.
Per vari motivi, siamo pure riusciti a dividere il pranzo di Natale in due sotto-gruppi e noi ieri a tavola eravamo solo 6, tranquilli, sereni e con un pranzo quasi tutto vegan (una sola eccezione vegetariana): Evvai!!!

Cosa eliminerei io dal Natale?
1- TUTTE le canzoncine natalizie, non solo gli Wham: ieri ho visto in TV Sinatra e Bing Crosby con Jingle Bells: bravi e due gran signori, non si può negare, ma che palle! comunque proverò la tua versione solo punk
2- i BOTTI! adesso che sono tornata in città, sono tormentata da esplosioni di prova da almeno una settimana. per fortuna non ho cani e i miei gatti se ne fregano
3- il colore ROSSO
4, oppure 3bis – i tappeti rossi di fronte ai negozi: lerci dopo due giorni, non si possono vedere
5- il finto buonismo dei politici in visita alle mense dei poveri, o negli ospedali infantili: ma, oltre alla malattia e alla difficoltà oggettiva, dovete pure infamargli una giornata con un’invasione di papaveri contornati da poliziotti, guardie del corpo, giornalisti? Ma lasciateli soffrire tranquilli!

Mi sono segnata in agenda il 2 marzo!!!

Reply
Grazia Cacciola Gennaio 3, 2019 - 8:51 pm

Cara Diana, se vieni il 2 marzo, sappi che ci sarà un posto prenotato con il tuo nome e ti abbraccerò commossa! Mi fa piacere che il posto sarà quello più adatto ad accoglierci, hai visto che bello? Persone stupende, luminose.
Ti confesso che io amo le decorazioni natalizie a prescindere dai bambini, anche se per me sono decorazioni per la festa del riposo della natura (e magari un giorno del mio!). Mi fanno allegria e se fossi meno impegnata avrei una casa super-addobbata. Mi limito a qualche decorazione che non crei disagi nelle pulizie e non sia assaltabile dai gatti 😀 Condivido però il riposo perché ora che siamo in vista del mettere via tutto non ho proprio voglia di spendere due ore a re-incartare e inscatolare… Per il resto: vai sul punk, credimi! Jingle bells eseguita dai Ramones è persino bella 😀 Il finto buonismo dei politici invece non mi raggiunge. E’ dal 2008 che non vedo un tg o uno spettacolo televisivo, leggo solo i giornali e posso saltare liberamente tutta la fuffa di notizie che non ha nessun senso o che mi può solo irritare. La decisione arrivò proprio perché ci sentivamo costretti ad ascoltare cretinate sul genere politico-in-visita-ai-poveri e alla lunga le cretinate corrompono anche le menti più libere.
Un grandissimo abbraccio in attesa di quello dal vero!

Reply
Federica Dicembre 27, 2018 - 8:42 am

Grazia arrivo in ritardo, mi hai fatto sorridere in questo giorno che è solo angoscia per me!
Grazie Grazie Grazie, sei un balsamo ed una benedizione!
Un punto su tutti: eliminerei quegli orrendi babbi natali, appesi o impiccati, mi mettono ansia!

Reply
Grazia Cacciola Gennaio 3, 2019 - 8:54 pm

Ciao cara Federica, mi dispiace che questa giornata ti evochi angoscia… mi spiacerebbe per qualsiasi giornata te la evocasse 🙁 Non si può fare nulla?
Vedo che i babbi natali impiccati sono citati da molti… qui la classifica sta diventando:
1. parenti
2. pranzi con parenti
3. Babbi Natale impiccati

Un grande grande abbraccio cara!

Reply
FRANCESCA Dicembre 27, 2018 - 11:05 am

Ah…mi ci voleva, mi ci voleva da matti quest’anno.
Io in verità mi sento molto sola e sto faticando molto in queste feste, per la prima volta in vita mia .
Sto cercando di vivere nel famoso qui e ora e di assaporarmi ogni cosa ma in questo periodo è faticoso…sarà che si avvertono di più le mancanze quando tutto intorno brilla.
O sarà la luna piena che mi fa sempre un “brutto” effetto introspettivo e di gravità….

Però mi piace questo post i cui punti salienti per me sono:
– basta avere chi ti accende le luci (va bè, sono una romantica a tratti da carie)
– tu in versione milanese imbruttita che poi mi viri verso la tisana
– gli ospiti che si ritrovano improvvisamente nudi in casa tua..bè, potranno ripiegare sul cappotto (ammesso che non sia glitterato anche quello) e provare il brivido del maniaco esibizionista!
– l’autostima da chiudere in cassaforte.

Un bacione e tanti tanti tanti auguri!!

Fra

Reply
Grazia Cacciola Gennaio 3, 2019 - 9:00 pm

Cara mia… bisogna ridere! Bisogna! Anche quando si è soli. E invece di guardare quello che ci manca, guardiamo quello che abbiamo. Già solo perché la mattina apriamo gli occhi in un letto caldo, sotto un tetto, dovremmo esclamare “Ehi, sono veramente fortunata!” e sorridere. Sempre.
I momenti bui ci sono, ma finiscono sai. Finiscono sempre, a meno che tu non voglia diventare una di quelle che vivono di tragedie e indignazione, in quel caso il buio è assicurato, lo chiami. Meglio quindi guardare oltre, progettare per quando i tempi bui saranno finiti.
Un abbraccio grande, grandissimo! E sono qui, quando vuoi.

Reply
mrm Gennaio 1, 2019 - 7:23 pm

caspita, anche io ho sempre trovato orrenda quella canzone!!! 😀

per il resto, personalmente ho eliminato poco a poco molte cose, si può fare… niente pacchi, niente regali, niente parenti, vi assicuro che si vive lo stesso, in verità nessuno ci obbliga ed in fondo anche i parenti alla fine si abituano e forse sono anche contenti di avere una persona in meno tra i piedi 😉
quindi da parte mia non ho nulla da eliminare, a parte quella canzone, che non mi è capitato di ascoltare negli ultimi anni, ma che faceva veramente schifo 😀
mi si sono autoeliminati anche i gatti (colonia che vive semiselvatica) perché sono arrivati i vicini “milanesi” delle seconde case e i gatti da loro si abbuffano a dismisura, anche se qualcuno ogni tanto passa giusto per salutare,
miaomiao, e come va laggiù? si mangia? miaomiao…

baci a tutte da un natale diciamo diverso (?)
(leggo sempre e commento mai, ma vabbè, è natale, anzi no è il primo dell’anno, auguri a tutte)

Reply
Grazia Cacciola Gennaio 3, 2019 - 9:05 pm

Grazie! Il tuo commento è un bellissimo regalo per me! Per tutti ^_^
Poveri mici messi all’ingrasso 😀 Sì hai ragione, semplificare. Ma non è facile, ci vuole molto coraggio, tantissimo. Io ci ho messo anni prima di chiudere queste porte, capisco quindi chi si fa uno scrupolo e continua anche a sottoporsi a queste pratiche estenuanti per mille motivi, per non offendere delle persone a cui magari si vuole anche bene o che sono importanti per coloro a cui vogliamo bene. Si riesce a chiudere la porta quando si realizza come un’epifania che di te non gliene può importare di meno e che non si farebbero mai questi scrupoli se non gli piacessi. O che magari andandotene gli fai anche un favore! 🙂 Sono percorsi. Un abbraccio grande per un nuovo anno indipendente e felice!

Reply
Roberta Pippi Gennaio 2, 2019 - 9:57 am

Sei mitica! e in ritardissimo Tanti Auguri di lucine da guardare in caso di emergenza tutto l’anno!
Le mie 5:
1. Insieme agli abiti con i brillatini, le cartoline digitali sbrilluccicanti..
2. Last Christmas, mi accodo! Dopo il tentativo fallito dell’anno scorso della mia insegnante di canto di farcela imparare per il saggio di Natale, la mia è diventata una crociata personale contro quella e un’altra insulsa dei Tazenda di cui ho scordato anche il nome. A Chistmas Song dei Bad religion aggiungo Santa Baby dei Me First and The gimme gimmes.
3. Sono sempre lucine da guardare in caso di emergenza, ma i proiettori che tra le quattro immagini natalizie annoverano i cuori trafitti no. Quelli no.
4. La fila ovunque. Ho evitato di proposito i centri commerciali, ma ormai sorgono ovunque nelle zone artigianali e commerciali ed è dall’inizio di dicembre che ovunque tu vada devi superare il blocco di rito delle persone in fila per l’ingresso o il parcheggio
5. Gli auguri sui gruppi Whatsapp composti da più di 25 persone in cui sei stata inserita senza richiesta di consenso… ma che stiamo scherzando? con le immagini sbrilluccicanti di cui sopra 😀

Reply
Grazia Cacciola Gennaio 3, 2019 - 9:35 pm

Cara Roberta, che bello sentirti! Ti mando subito un super- abbraccio! Mi hai fatta ridere, grazie! Ma davvero le cartoline digitali sbrilluccicanti? Le fanno ancora? Sono felice, vuol dire che ho sfoltito così tanto i miei contatti da avere solo persone che mandano deliziose e semplici righe personali se se la sentono, ma niente roba sbrilluccicosa!
Rido pensandoti alle prese con Last Christmas a lezione di canto… però anche l’insegnante, un po’ di senso estetico no? ? Non dico di essere Ezio Bosso, ma insomma… almeno gli addetti ai lavori! Grazie per Santa Baby nella versione Me First and The Gimme Gimme! Ricambio allora con una delle mie preferite di Natale, ti piacerà, è dissacratoria e musicalmente valida. Testo top, spartito buono, esecuzione buona, antibuonismo natalizio perfetto. “Canzone di Natale” degli Zen Circus (peraltro in un album bello, secondo me il secondo migliore degli Zen Circus).
Io non ho Whatsapp. Inizialmente perché sincronizzo dei dati sensibili sul cellulare e secondo il nostro security manager whatsapp con un altro paio di app è una porta aperta agli hacker. Poi ho visto la questione gruppi e mi ha terrorizzata: è peggio di facebook. Ho deciso che se mi devono scrivere qualcosa che costa troppo in soldi o fatica con un sms, non è qualcosa che ho bisogno di sentire e mi farà perdere solo tempo, quindi è meglio che non mi arrivi. Non ho necessità di essere raggruppata a conoscenti con cui posso parlare direttamente o ancora peggio a sconosciuti. Mi chiedo sempre se la gente si renda conto del fatto che tutto il tempo che passa con lo sguardo incollato al cellulare non sta vivendo, privandosi sempre di più di rapporti veri, concreti, di abbracci con le braccia invece che con le emoticon. Le telecomunicazioni hanno un grandissimo potere di condivisione delle informazioni e questo lo trovo fantastico, meraviglioso. Un po’ meno sapere che una tecnologia meravigliosa viene sfruttata in massima parte per scambi irrilevanti e comunicazioni patetiche. Server farm alimentate a combustibile fossile per permettere alla signora Pina di postare Buongiornissimo, sbrilluccicante ovviamente e nel gruppo whatsapp della famiglia “che faccio butto la pasta?”, Abbiamo bisogno di partecipare a tutto questo baillame dell’inutile, della complicazione comunicazioni semplici? ? E’ utile quello che ci regala tempo e conoscenza, non ciò che ce ne priva. Ma è solo la mia riflessione sul non usare queste app.

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mrm Gennaio 4, 2019 - 12:05 am

aggiungerei che di nostra spontanea volontà ci consegnamo gaudenti in mano di costoro che non sappiamo chi siano e che possono cambiare nel tempo, acquistandosi o fondendosi tra di loro, ignorando per lo più quale uso facciano dei nostri dati/abitudini/ecc,
con l’aggravante che tutti quelli che hanno il mio numero di cell nella loro rubrica l’hanno comunque regalato a WhatsApp a mia insaputa e senza il mio consenso… e questa, ragazzi, è fantascienza allo stato puro,
domani chiunque potrà fare quello che vuole con questi dati ,oggi solo mandare pubblicità, domani, per assurdo (?) mandare ai forni crematori tutti quelli che si chiamano pippo o qualsiasi altra cosa ormai facilissima da gestire, siamo tutti schedati alla grande, in cambio ci cosa? di una figurina.
la rete è nata come una bella cosa, ma sta diventando secondo me una brutta cosa, io che l’ho tanto amata quando si andava a 56k (bei tempi).

lo so che sono pesante, ma non so se mi sbaglio.
da zero commenti sono passata a ben due, ops…

p.s. odio win10

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Grazia Cacciola Gennaio 8, 2019 - 1:30 pm

Pensa che io arrivo dai tempi delle bbs e di Rete Civica Milano, i 56kbs sono arrivati come innovazione dopo i 28kbs, che comunque erano già super innovativi… era un mondo ristretto, in cui la rete era frequentata esclusivamente da persone di una certa levatura intellettuale, per forza di cose. Quello sì, lo rimpiango tantissimo. Non perché volessi vivere in un circolo Bloomsbury internazionale (ma anche quello, perchè no!), più che altro perché era ancora percepito e vissuto come uno strumento di scambio gratuito, libero, rivoluzionario. Oggi è solo marketing e, pur lavorandoci, quando riprendo in mano Erbaviola a volte lo faccio con nostalgia, per tutti gli anni in cui è stata uno strumento di divulgazione libera e per la fatica che faccio nel vedere una quantità di argomenti trattati come merce per monetizzare, dalle associazioni animaliste che spacciano filmati di stalle per investigazioni e raccolgono online migliaia di euro che serviranno solo a mantenere i fondatori nell’agio senza che lavorino (parecchie! troppe!) fino all’alimentazione etica in cui sento che tutto il nostro impegno iniziale di quattro gatti spellacchiati che facevano divulgazione gratuitamente non è servito ad altro che a spianare la strada ai vari fenomeni del settore che avevano in mente solo il tornaconto personale.
18 anni di sito senza pubblicità, ho ceduto l’anno scorso perché era diventata una crociata ridicola e auto-castigante (170 euro mensili di server, perché erbaviola ha un traffico che richiede un server e non può stare gratuitamente su blogspot e compagnia perché quando parlo di multinazionali o situazioni nazionali scomode, il primo passo è chiedere la chiusura del sito al provider, che però sono io )
E’ diventato anche il regno della copiatura. Scrivi un articolo intelligente, ci spendi magari ore o giorni e due ore dopo è su un portale massimalista a firma di altri. O ricopiato interamente su facebook o altri social, senza riferimenti, cosa che lo farà attribuire a chi l’ha postato. L’anno scorso ho trovato per caso ben 13 pagine di una guida di questo sito sul blog di una famosissima foodblogger. Evidentemente, non creare i contenuti lascia molto tempo per pubblicizzarli o per dedicarsi giorni di corsi di fotografia. Sorvolo sul resto della vicenda che è veramente pietosa, compreso il tentativo di spiegare il copyright secondo lei al mio studio legale e poi dichiararsi una povera disoccupata (alias una ricca mantenuta nullafacente) … ma il finale è che mesi dopo la signora era sponsorizzata da un noto e blasonato marchio di robot da cucina. Questo è il web attuale, la parte meno orrenda, ho tralasciato haters, bullismo, blue whale e altre realtà più cruente.

Ma è anche qualcosa di bello se riusciamo ancora a scambiare due pensieri degni di nota, con calma e serenità, senza intrusi belligeranti (che sul sito accompagno alla porta, è casa mia e non un social qualunque). Forse è questo che stimola qualche conversazione intelligente in più-

p.s. Io non vedo windows dal 2003, un altro dei motivi del felice abbandono di strutture aziendali… il sistema operativo lo scelgo io 🙂

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