Erbaviola.com – Grazia Cacciola

La semplicità e l’autoproduzione di zanzariere

Ho chiesto un preventivo per delle zanzariere per le undici finestre di casa e ho realizzato che con la stessa cifra potevamo fare un viaggio di un mese in India. Circa un paio di mesi delle mie entrate per delle zanzariere… onestamente non ho proprio intenzione di lavorare due mesi della mia vita per bloccare l’accesso alle mosche. Dovevano esserci per forza altre soluzioni.
La cosa però mi ha fatto molto riflettere su quanto investiamo sulle nostre case. Anni fa, in un’altra casa più grande ma di proprietà, spesi una cifra astronomica per far cambiare la retina consumata a tutte le zanzariere. Lo feci sospirando ma come una di quelle cose che vanno fatte, come la revisione dell’auto e imbiancare le pareti ogni tanto.
Passati molti anni, davanti al preventivo ho avuto una reazione del tutto diversa. Ma davvero?! Cioè, parliamo sul serio?! Capisco le finestre quadrupli vetri, isolate ecc. perché non deve entrare la neve, il freddo, il vento … ma questa cifra per non far entrare le mosche?!
No, non ci sto, stiamo davvero esagerando. Stiamo rendendo eccessivamente articolati e lavorati degli oggetti che sono già funzionali quando sono semplicissimi. In più questa è una casa in affitto, per quanto amata non ho intenzione di investire in strutture che non posso reimpiegare in un’altra casa. Ma quello che mi ha spinta più di tutto a trovare una soluzione all’autoproduzione non è la non trasferibilità di una struttura fissa – infatti ho cambiato le piastrelle di bagno e cucina senza pensarci troppo –  ma il costo davvero spropositato per un articolo che utilizzo pochi mesi l’anno e che è davvero semplice in origine ma reso rigido e poco funzionale da chi lo produce. 

Se ci fate caso, il processo comincia sempre così: abbiamo bisogno di qualcosa di semplice per la casa. Cominciamo a cercare e soluzione dopo soluzione arriviamo a qualcosa che costa due mesi o più del nostro tempo.
Per le zanzariere, si comincia con quelle anti-rottura, poi vuoi non avere l’apertura magnetica che fa clic clac? E il telaio, già che metti il telaio e le vuoi fisse, non conviene mettere un telaio in acciaio anodizzato o taglio termico, magari color crema chantilly nel tramonto di Parigi? La differenza con quello in alluminio in fondo è poca. Ma a questo punto, varrebbe la pena anche di scegliere il modello Pinco che promette di durare cinquant’anni (illusione, nemmeno i vetri dureranno cinquant’anni) o Caio che promette di essere “completamente trasparente senza perdere luce”? (Era illustrato così, immagino quindi ci siano delle opzioni al completamente trasparente perdendo luce, magari nella fisica della rifrazione su Alfa Centauri).
Dopo una breve ricerca, la soluzione più logica sembra essere quella di investire un certo capitale nelle zanzariere. Quelle cose che hanno come unica funzione di tenere fuori gli insetti e che il più delle volte vengono sfondate da cani e bambini, sfrangiate dai gatti e strappate nel giro di poco per usura. Allora, forse, su tante cose varrebbe la pena di fare un passo indietro, essere un po’ più minimalisti.
Se il sogno della vita di qualcuno è di avere le più belle zanzariere del creato, va benissimo, immagino che passerà ore felici ad ammirarle. Se il sogno di altri è di avere meravigliose case in cui riversano tutti i loro guadagni, va altrettanto bene (ma, ahimé, siete sul sito sbagliato). Però, se il mio sogno è fare dei viaggi bellissimi, vivere in una casa piacevole ma non fantasmagorica, incontrare tanta gente, leggere libri bellissimi, avere il tempo e la tranquillità per studiare, scrivere e evolvere… non è che magari impiegare due mesi di stipendi nell’acquisto delle mirabolanti zanzariere frenerebbe tutto quello che mi piace fare?

Così mi sono messa in cerca di una soluzione.

Le soluzioni di zanzariere autoprodotte che ho scartato

La soluzione di autoproduzione di zanzariera che ho scelto e che sta funzionando benissimo

Sono partita da quello che non volevo: 

Soluzione: bacchette per tende in acciaio a molla su cui ho montato teli di zanzariera cuciti da me.
Costo: circa 8 euro a finestra.
Risultato: eccellente.
Vantaggio ulteriore: al contrario di quelle fisse, si possono lavare in lavatrice. Se avete mai pulito una zanzariera fissa, sapete che vantaggio sia. Non c’è paragone. 

Occorrente per l’autoproduzione di una zanzariera: 

Autoproduzione delle zanzariere, tempo impiegato: circa 20 minuti a zanzariera, in 4 ore avevo finito tutte le finestre, montate

Autoproduzione delle zanzariere, esecuzione:

Il primo modello è utile per fare una zanzariera che sta completamente fuori dal telaio della finestra e resta piuttosto tirata, quindi avrà sia sul lato superiore che inferiore le bacchette e poca stoffa di avanzo ai lati, per evitare l’effetto pieghe multiple. Un po’ ci vuole però, perché facendole perfettamente a misura di finestra si creeranno degli spazi tra il lato della zanzariera e la cornice della finestra, lasciando entrare gli insetti.

Il secondo modello riguarda la zanzariera morbida, con la parte inferiore che entra dalla finestra all’interno della casa, è il modello che io preferisco sia per estetica che per funzionalità. Se c’è molto vento, basta appesantirla un po’ con una striscia di pesi per tende, scegliendo tra i più piccoli. 

Tagliare la zanzariera nelle misure indicate dallo schema sopra, scegliendo uno dei due modelli.

Per evitare di confondere lati, dritto e rovescio facendo metà cuciture da una parte e metà dall’altra, segnare con un filo o un nastro la parte alta centrale della tenda, io ho annodato questo filo rosso. Il telo da zanzariera confonde la vista, con questo semplice accorgimento si evita di rigirare il lavoro venti volte chiedendosi da che parte sia il diritto. 

Cucire prima i bordi laterali. Non c’è bisogno di spilli e stirature, basta piegare con le mani, prendendo come punto di riferimento una misura sulla placca della macchina da cucire, nel mio caso quella centrale con l’ago spostato su cucitura laterale, un centimetro di piegatura.
Qui ho voluto far vedere la soluzione più semplice alla portata di tutti. Ovviamente chi ha il piedino orlatore trasparente fa prima utilizzando quello. Eviterei il piedino avvolgi-bordo perché qui un orlo rotondo farebbe arrotolare i lati della tenda. 

Attenzione alla tensione, fare prima delle prove. Per esempio a me con la tensione consigliata dal produttore della macchina veniva un bordo arricciato come da foto sopra. Ho dovuto fare alcune prove per trovare la tensione giusta. L’ago è un comune 70 per cotone, non ho usato aghi speciali. Idem per il piedino, come detto sopra è il piedino standard.

E’ fondamentale tenere abbastanza tesa la parte in corso di cucitura: non bisogna tirare troppo se no si deforma ma nemmeno lasciarla morbida altrimenti si cuce a onde. Anche qui le 2-3 prove sui ritagli sono fondamentali per ottenere un bel lavoro. Una mano davanti per tenere l’orlo piegato che va cucito e una dietro per tendere leggermente.

Passare poi alla cucitura superiore e inferiore. Infilare le bacchette nei passanti superiore e inferiore. Nella parte superiore metteremo la bacchetta a molla, fissandola come da foto, appena fuori dalla cornice della finestra. La bacchetta non ha bisogno di tasselli, sta su con la pressione e i gommini che ha alle estremità, come da foto. 

Il fondo va bloccato a vostro piacimento. A me piace lasciarle morbide all’interno, le aggancio solo ai lati in basso della finestra, dove ho messo, nascosti, due pezzetti di velcro che erano nella confezione delle zanzariere.
In alternativa, si può utilizzare una seconda bacchetta normale o una striscia di pesi per tenda da mettere in fondo e far terminare la zanzariera all’esterno della finestra. A me piacciono più svolazzanti: essendo lunghe tengono lo stesso fuori gli insetti, anche se svolazzano dolcemente con la brezza. 

Quando devo chiudere la finestra o le imposte fuori, raccolgo la tenda sul davanzale (foto sopra).
In realtà ho adottato diverse soluzioni per i diversi ambienti. Nel mio studio, dove c’è anche una tenda interna, le ho lasciate svolazzanti, senza pesi. In sala, invece, dove i gatti vanno più spesso sulla finestra, ho messo dei pesi, così anche se spostano la tenda, ritornerà a posto da sola. 

In camera le zanzariere nere non mi piacevano nemmeno un po’ e avendo una porta finestra su un panorama stupendo, volevo che restasse aperta il più possibile. Cosa che non garantisce ovviamente che le mosche e zanzare se ne stiano fuori con una sola zanzariera che viene aperta più volte al giorno. Così fuori ho tenuto dal lato esterno una zanzariera magnetica che avevo già ma che i gatti riescono a far stare aperta in posizioni assurde (dovrei proporli come tester delle zanzariere, finirebbe la produzione!), mentre dentro ho messo una tenda di pizzo che è un po’ più carina di una zanzariera ma fa esattamente lo stesso lavoro e posso lavarla insieme alle zanzariere. Con questo sistema, si può andare e venire dal balcone, gatti compresi, senza lasciare spazi di entrata per mosche e zanzare. 

Risultato: quattro ore tra farle e metterle su. Circa 8 euro a zanzariera tra bacchette e teli, per un totale di circa 70 euro (a due finestre piccoline ho provveduto diversamente, sarà argomento di un prossimo tutorial).

Sto usando le zanzariere autoprodotte da un mese e non entrano né mosche né zanzare. Il plus di poterle mettere in lavatrice e averle pulite in 15 minuti è la ciliegina! Mai successo con quelle fisse che erano veramente una rogna da pulire, era come avere il doppio delle finestre! Queste zanzariere frutto della semplicità e di poche ore di lavoro ci piacciono parecchio. Altrettanto a due amiche che le hanno subito adottate per casa loro. 

Con il budget delle zanzariere ci faremo un bel viaggio 🙂  Viva la semplicità. 

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