Erbaviola.com – Grazia Cacciola

Vincitori di ‘Un libro semina idee’ #2 e preterizioni ironiche

Si è concluso Un libro semina idee #2.
I racconti pervenuti, in ordine sparso:

Eh lo so, con tanti che amano scrivere sui blog, tanti che aspirano a farsi notare da un editore, tanti che vogliono divulgare la loro esperienza e tantissimi che passano il tempo a scrivere su Facebook, si pensava ne arrivassero di più di esperienze, sufficienti almeno a fare un ebook. Invece ne sono arrivati pochi ma belli belli.

Volete un commento, cosa devo commentare su questo giveaway quasi deserto? Sarà che non ho l’appeal di Zuckerberg, sarà che non mi esprimo solo per ‘Mi piace‘, sarà che con i bermuda sto malissimo.
Sarà che per me esiste anche l’impegno, non solo i mi piace e le ricette 😉

Perché, vedete, lo so anche io, che peraltro sono del mestiere: se avessi raccontato su Facebook com’è stata la mia prima esperienza con la cucina etica, sarebbero arrivati tantissimi commenti, molti dei quali recanti la personale prima esperienza dello scrivente. Gioco facile.
Un gioco che però dopo pochi giorni viene archiviato, finisce nelle pagine precedenti, difficili da caricare e che nessuno sfoglierà mai (tranne i TG nel caso svaniate nel nulla o diventiate un serial killer). Un gioco che serve a poco, sostanzialmente.
Dopo aver scritto diversi libri da sola, puntavo a un progetto collaborativo e no profit. Necessità spirituale, non materiale, visto che sto già lavorando ad altri libri. Magari un progetto per dare un po’ di visibilità a qualcun altro che vale (sì, la mia solita idiozia di ritenere ancora la rete un mezzo di scambio e non di affermazione personale, quasi che mi fossi fermata agli anni ’90, alle reti civiche). Non è andata, amen. Non mi riescono tutti i progetti che metto in piedi, solo alcuni, è normale.

Qui la proposta era diversa, più impegnativa che mettere un Like sulla pagina Facebook o una ricetta. Intanto scrivere su un foglio di testo e non su Facebook. Già qui possiamo eliminare almeno la metà dei potenziali partecipanti.
Poi partecipare a un progetto no-profit per la divulgazione dell’alimentazione sostenibile, un ebook appunto. E qui eliminiamo un’altra grande fetta: quella di chi è poco o nulla interessato alle locuzioni ‘progetto no profit‘ e ‘divulgazione dell’alimentazione sostenibile‘. E qui alcuni ingenui diranno: ma come, con tutti i blog vegan che ci sono! Sì, vero. Ma per questo non ho spiegazioni, mica posso avere io la risposta per tutto. Non faccio ipotesi campate in aria, ma magari avevano tutti molto da fare nell’ultimo mese e mezzo 😉   (Sì, è una preterizione ironica che s’invola nel ‘tutti’.)

Una mia amica mi ha detto: “Perché non hai chiesto di partecipare a tutti quelli che conosci?! Dovevi scrivere direttamente ai blogger, invitandoli a partecipare, come fanno sempre Tizio e Tizia e Tizialtro“.
No.
Tizio e Tizia e Tizialtro il mio blog lo leggono, lo sanno già che c’è questa iniziativa.
Ma io non vado a fare il porta-a-porta per un giveaway o come volete chiamarlo. Se volevo fare il  porta-a-porta mi candidavo alla Folletto e venivo a citofonarvi alle 7 del mattino. Della domenica.
Siccome invece il progetto era serio e chiaro e ben pubblicizzato, fruibile da tutti, non c’era necessità che io andassi a fare il porta-a-porta ai blogger. Che oltretutto è anche una cosa un filino patetica, diciamocelo. Ho preferito lasciar leggere e decidere singolarmente. Nessun vincolo di richiesta diretta, neanche agli amici più stretti.

Morale, tra chi non ha visto, chi non ha potuto, chi si è dimenticato, chi stava scalando l’Everest, sono arrivati questi sette notevoli racconti. Ben scritti, divertenti, leggeri e impegnati allo stesso tempo. A questo punto mi son detta: ma come si può fare una scelta tra poche persone che si impegnano davvero? Bisognerebbe premiarle tutte, per coraggio, audacia, intraprendenza e simpatia!

Così, ecco qui. Non scomodo nemmeno i giudici e il verdetto è che vengono premiati tutti e sette.
Visto che però il premio deve essere premio vero ma alcuni il libro messo in palio ce l’hanno già: scegliete voi quale preferite ricevere tra i miei. Attendo la scelta dei vincitori via email. 🙂

Alla fine, questo piccolo concorso è diventato una mia grande soddisfazione personale: premiare tutti quelli che si sono impegnati, come dovrebbe succedere più spesso in questo Paese. Non uno su mille, non l’amico simpatico, non chi prende la scorciatoia.
E per tutti gli altri, spero che la scalata dell’Everest sia stata molto interessante. 😀

A chi passerà di qui leggendo questo post e i racconti tra molto tempo, l’augurio di non capire nulla delle considerazioni sopra, perché vorrà dire che sono state ampiamente superate e il mondo è progredito, anche quello “etico”.

Vi abbraccio.

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Note.

Ovviamente io continuerò con Un libro semina idee, una forma tremenda di giveaway in cui bisogna impegnarsi e non mettere solo dei like, continuerò a pubblicandoli solo sul mio blog dove passano qualcosina-mila visitatori al giorno e  senza andare a fare il porta-a-porta dagli altri blogger. Chi vuole partecipare, partecipa perché è una persona che si impegna e gli interessa fare rete, divulgare informazioni utili, importanti. L’esperienza alla fine mi è piaciuta troppo per non ripeterla 😀

La preterizione ironica non è una figura retorica, me la sono inventata io. Sono figure retoriche la preterizione e l’ironia. Lo so che voi lo sapete, ma nei prossimi giorni ho da fare e non ho tempo di rispondere a messaggi deliranti di sconosciuti che mi linkano la Treccani Riassunta Online o l’Accademia della Crusca per spiegarmi che la preterizione ironica non esiste. Giuro solennemente che ne sono consapevole.

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