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> COME RESTAURARE UN VECCHIO BAULE - Terza parte | Erbaviola

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6 Commenti

FRA Aprile 23, 2014 - 3:25 pm
Buondì Grazia. Che magnifica idea quella della curcuma! Ora la mostro a papà! Proprio non l'avevo mai sentita questa. Sei un'ispirazione continua! Sì, hai ragione, gommalacca con paglierino e cera con cera...siccome io non amo molto la lucidatura a gommalacca (quella che viene extra brillante, quella del tuo baule è tutta un'altra cosa invece) consiglio sempre la cera ma devo dire che in qyuesto caso devo ricredermi! Certo..la cera nutre maggiormente..questo è sicuro. Ah, senti una cosa....ma davvero tu sciogli le scaglie di Gommalacca con alcool 90°? Ti viene bene? Se posso permettermi..noi utilizziamo il 99°, scioglie molto meglio e deposita meno. Un abbraccio e grazie per l'ennesima citazione.... :-) Fra
Erbaviola Aprile 30, 2014 - 7:28 pm
ah secondo me il tuo papà l'avrà già sentita! Comunque la fonte è il maestro Ferrari dell'accademia di Brera che teneva dei bellissimi corsi di restauro :) Usava tantissimo i pigmenti naturali e spesso anche le spezie, come d'altra parte si faceva nel passato. Per l'alcool, sì uso il 90° perché negli ultimi anni mi è diventato difficile trovare il 99° ma devo dire che non vedo grandi differenze, almeno nei miei lavori... sicuramente un professionista si accorgerà anche di questa differenza. Ma pensa che ci sono alcuni, ho sentito, che usano l'alcool denaturato, quello rosso per pulire e disinfettare. Un abbraccio cara, lo sai che sono un'affezionata dei prodotti novecento!! :D
gracijela Novembre 4, 2018 - 2:28 am
bellissimo! complimenti e grazie.
Grazia Novembre 3, 2022 - 5:32 pm
Grazie Gracijela, scusami ma ho visto solo adesso il tuo messaggio! Un abbraccio!
Renzo Antonio Filosi Novembre 3, 2022 - 4:09 pm
Buongiorno. Ho restaurato una vecchia cassapanca in abete; intendo metterla in camera da letto e utilizzarla come contenitore per coperte in lana, trapunte e lenzuola in flanella. Per rendere questo utilizzo più comodo senza pregiudicare la "vita residua" del mobile, pensavo di foderarlo con apposita carta (di Varese, mi pare si chiami, di colore beige con gigli di Firenze, o altro, come decori), Temo però di impedire così la traspirazione del legno, con ristagno di umidità nei forti sbalzi di temperatura estate/inverno nella casa non abitata con continuità, favorendo in tal modo la formazione di tarme o tarli o altro. Che consiglio mi date? Grazie per l' attenzione e complimenti per i consigli.
Grazia Novembre 3, 2022 - 5:31 pm
Ciao Renzo, hai intuito giustamente il problema con la carta! In origine infatti si foderavano con tessuti e come colla si utilizzava l'amido di riso sciolto in acqua. Questa versione permette un'ottima traspirazione del legno ed evita che si inquini con colle viniliche o sintetiche che andrebbero messe in abbondanza con la tappezzeria. In alternativa, una soluzione possono essere i fogli di tappezzeria in bamboo con colla ecologica, sono già pronti all'uso, anche se un po' costosi e non facili da reperire, li hanno alcune ferramenta specializzate. Oppure, un ultimo metodo che io personalmente ho adottato con alcuni bauli, è quello di cucire (o farsi cucire) un sacco delle dimensioni interne del baule, come se fosse una fodera interna completa. Dopo di che lo fisso solo al bordo con la sparapunti per tappezziere e rivesto i punti con passamaneria. In questo modo, quando vuoi cambiare l'interno o anche solo lavarlo, basta toglierlo senza altri lavori di falegnameria e poi rifissarlo con la sparapunti.
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