Erbaviola.com – Grazia Cacciola

INFLUENZA TERRORISTICA E MARMELLATA DI MARRONI n.1

Ebbene sì. Questa settimana sono stata preda dell’influenza, colpita e affondata. E’ cominciato tutto improvvisamente, stavo lavorando tranquilla quando mi sono trovata con i piedi ghiacciati, le mani tremolanti e brividi ovunque. Con la testa già imballata nella bambagia, tipico sintomo influenzale, ho avvisato la mia metà che spegnevo il mac per sopravvenuti motivi di forza maggiore: o c’era uno gnomo che agitava le acque dentro il mio monitor, oppure avevo una febbre niente male.

L’ho comunicato però con mooolta cautela. Tipo “mmmhhh non mi sento molto bene, mi sa che per oggi stacco“. Niente da fare, l’utente della stampa italiana ha drizzato le antenne, sfoderato il radar e si è subito fatto prendere dal panico, la prima reazione consolatoria e rassicurante è stata “Oggi ne sono morti cinque!“. Ah, ecco mi ci voleva…
Seguita da “andiamo subito all’ospedale!“.
No, guarda, vado sul divano con il copertino e i gatti, è sufficiente. sto già meglio.
Ma non l’ho convinto.

Ho rifiutato la sua proposta per tre giorni (un mantra a scadenza oraria) “chiamiamo il medico, l’ambulanza, andiamo subito al pronto soccorso! Ora ti porto io al pronto soccorso“. Ogni volta si è calmato solo prospettandogli l’idea di quante altre malattie potevo prendere entrando in un pronto soccorso. E di quante poteva prenderne lui.

Però non voglio fare la super-donna: sono riusciti a farmi paura e questo mi fa veramente adirare. Appena ho realizzato i sintomi e visto che la febbre saliva ho consultato il foglietto informativo sull’influenza che ho preso all’USL quando sono andata a iscrivermi per il medico di base, così alla voce ‘sintomi’ leggo:

– febbre oltre i 38 gradi. Ce l’ho ma con beneficio di inventario, abbiamo perso le istruzioni del termometro elettronico e nessuno ricorda se vanno aggiunti o tolti 0.5 gradi. Comunque segnando 38.5 non fa molta differenza.
– Febbre che insorge bruscamente. Esatto, è lei, 10 minuti prima stavo benissimo.
– Dolori muscolari. Sì. In alternativa mi sono dimenticata di aver giocato a rugby con la nazionale inglese.
– Uno di questi tre sintomi: mal di gola (ce l’ho, faccio fatica a deglutire l’acqua), tosse (anche ma poca), naso che cola (no).
– Si accompagna anche a mal di testa (sì) senso di nausea (sì parecchio) e vomito (no, santo cielo, almeno questo no!).

7 sintomi su 9. Portatemi carta e penna che scrivo le ultime volontà.

Ormai in preda al panico, testa in fiamme e arti ghiacciati, ho consultato il sito dell’USL di Bologna alla pagina informativa sull’influenza A H1N1 che mi ha tranquillizzata “ L’influenza A H1N1 si conferma, quindi, come una normale influenza stagionale da cui si guarisce senza gravi conseguenze tranne casi eccezionali (l’uno per mille), pur continuando a dimostrare una grande capacità di diffusione.”
Ok, ottimo. E’ solo una cavolo di banale influenza stagionale. Sono vegana, mangio solo cibo sano, rarissime eccezioni, ho una salute di ferro, non sono debilitata e non ho altre malattie in corso. E’ solo una semplice, banalissima influenza stagionale.

Sono stata spedita a letto imbacuccata come Eduardo De Filippo in “Natale in casa Cupiello”. Con tanto di scialle e sciarpa. Continuando a tremare nonostante piumoni e coperte ho rifatto l’inventario dei sintomi almeno venti volte, mi sono ripetuta che non bisogna chiamare il medico se non dopo almeno tre giorni di febbre e ascoltato con pazienza (ma friggendo dentro) le notizie sulla conta dei morti per influenza in tutto il mondo che mi riportava la mia terroristica metà. (Adesso che sto meglio penso che lo convincerò a mandare il curriculum alle aziende farmaceutiche e ai giornali, secondo me ha una brillante carriera che lo aspetta.)

I giornali mi rovinano. Mi hanno terrorizzata, ci sono riusciti. Hanno vinto. Io, quella che si crede una mente critica, un consumatore consapevole, una al di fuori della mischia di mode e allarmismi preconfezionati.

Con la mente obnubilata dalla febbre, ogni caso riportato dalla stampa sembrava identico al mio. L’altro ieri, in mezzo a una scarica di brividi di freddo mentre mi andava a fuoco la testa, ho pensato che alla fine potevo anche fare il cavolo di vaccino, anche se prima lo ritenevo una cosa poco chiara e olezzante imbroglio [http://lucachittaro.nova100.ilsole24ore.com/2009/11/tecnologie-persuasione-influenza.html?refresh_ce=1 era il link presente su “olezzante imbroglio” che parlava di metodi di persuasione nello spingere alle vaccinazioni. AGGIORNAMENTO 19.07.2017: il sito linkato non esiste più] da chilometri… alla fine sto tremando come una foglia sotto due piumoni, due maglioni, una maglietta e due pashmina, tre paia di calze, ho freddo e la febbre si alza, cavolo, cavolo, cavolo! Sono sopravvissuta a profilassi antimalariche, vaccinazioni per colera, febbre gialla, tifo, sopravviverò anche alla cavolo di vaccinazione per la A/H1N1, cosa sarà mai! Datemi una vaccinazioneeeeeeeee!!!!! Chiamate subito l’ambulanza, portatemi all’ospedale (chiamate anche un’unità coronarica per la mia metà), vaccinatemi, spungolatemi e iniettatemi tutto quello che volete ma non fatemi morireeeee!

Fortunatamente stamattina mi sono alzata senza più sintomi, solo un lieve ricordo di mal di gola. Sono bastate alcune aspirine, qualche tisana, fermenti lattici, giorni di caldo piumone e assistenza infermieristica specializzata a cura di Mako e Kiki. Niente antibiotici e vaccini. Ovviamente, voi seguite il vostro medico, non me.

Però sono veramente scocciata perché sono riusciti a terrorizzarmi davvero. Era una banale influenza, probabilmente nemmeno la A/H1N1, oppure lei ma su un fisico sano e vegan che l’ha annientata. E’ il lavaggio del cervello che mi preoccupa di più, mi sento come se fossi stata battuta a Risiko da Mako.

La notizia positiva è che in questi giorni mi ha risollevato il morale la marmellata di marroni o crema di marroni che dir si voglia: l’ho fatta giusto pochi giorni fa e durante l’influenza è stata più o meno l’unica cosa che mi è andata giù, fredda da frigo. La ricetta la posto di seguito, invece la vera marmellata di marroni, anzi di maroni, la n.1, è quella che ci sta facendo la stampa con questa storia gonfiata e pompata dell’influenza suina.

L’altra notizia positiva è che sono stata coccolata per giorni, e la mia metà si è prodigato anche ai fornelli.

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