IL REGISTRO DELLE CONTAMINAZIONI OGM

da GRAZIA CACCIOLA

Greenpeace blockade GMO storage facility in northern Sweden Aktivister blockerar GMO-lager i Norrbotten

Ieri Greenpeace ha pubblicato il nuovo rapporto mondiale sulle contaminazioni (scarica qui il pdf completo), parlando ampiamente anche dei danni derivati dall’impiego di OGM nelle aree vicine all’Italia, in particolare nel sud della Francia.

La cosa particolarmente rilevante è comunque l’istituzione da parte di Greenpeace di un Registro Mondiale delle Contaminazioni (online qui GM Contamination Report Register ) . Dal menu di destra si può selezionare il paese e le varie tipologie di contaminazione per vedere dove sono state segnalate.

Per l’Italia che, al momento, ha bandito totalmente gli OGM ma continua a importare prodotti esteri contenenti ogm (Lidl, Carrefour, prodotti orientali soprattutto cinesi, prodotti americani per idioti come il pop corn da mettere nel microonde ecc.), si segnala solo l’incidente del 2003 in cui diversi coltivatori piemontesi trovarono sementi ogm di mais tra quelle che dovevano essere sementi normali. Si chiama contaminazione ed è una delle conseguenze più pericolose sia a livello ambientale che umano. A livello ambientale gli ogm sono dei fuoriclasse nel distruggere le specie autoctone e non gm, quindi c’è il forte rischio che contaminino le coltivazioni locali con un danno ingente sia per il patrimonio genetico vegetale distrutto che per la produzione azzerata. A livello umano il danno è considerevole visto che è ormai accertata l’efficacia dei prodotti gm nell’insorgenza di cancro, leucemia e disturbi della tiroide.(ne ho già parlato qui, dove ci sono anche tutti i link alla documentazione)

Secondo il rapporto mondiale sulle contaminazioni involontarie o illegali da GM di cui si ha notizia negli ultimi 10 anni, sembra che sia il mais ogm una delle colture più problematiche, seguito a ruota dal riso che ha risentito pesantemente delle contaminazioni dello scorso anno dovute al riso Bt proveniente dalla Cina e al riso Ogm della Bayer di provenienza statunitense scoperto anche in Italia. La situazione inoltre peggiora. Se cercate per ‘all countries’ e ‘all contaminations’ sul registro online fatto da Greenpeace, vedete subito che il 2006 è stato l’anno con maggiore incidenza di contaminazioni, che questa volta hanno riguardato anche l’Italia dove gli ogm sarebbero banditi.

Due cose assolutamente necessarie da fare in questo momento:

  1. Possiamo farlo tutti: Boicottare tutte le aziende che commercializzano o producono OGM, soprattutto DuPont, Bayer e Monsanto che cercano di introdurli anche illegalmente nei paesi che li hanno vietati. Non bisogna rifiutarsi di acquistare solo i prodotti contenenti OGM ma tutti i prodotti di queste multinazionali. TUTTI. Tra l’altro sono pieni di additivi, pesticidi ecc. quindi fa solo bene. Il calo delle vendite, se ingente, potrà essere quella sanzione e condanna che l’Unione Europea non gli sta dando.
  2. Politicamente: che l’Unione Europea si decida a sanzionare pesantemente queste multinazionali per il comportamento scorretto e le condanni per attentato terroristico alla salute dei cittadini. Se io o tu che stai leggendo introducessimo un pesticida in un corso d’acqua saremmo perseguibili per terrorismo e attentato alla salute pubblica, lo sapevi? Invece la Bayer, introducendo una variante GM di riso ILLEGALMENTE in Italia non ha ancora ricevuto alcuna sanzione, neanche amministrativa.

Ti potrebbe interessare anche:

3 Commenti

Gray Febbraio 20, 2007 - 5:21 pm

Estasi…
thank you for giving me your site to read!
… here is a link to some info I found just today, and that you may find interesting:

http://www.i-sis.org.uk/GMGrapevines_and_ToxicWines.php

Reply
grace Febbraio 21, 2007 - 10:11 am

hi Gray, thanks for this interesting link, actually I’m improving my knowledge on GM products so it would be useful 🙂

Reply
Erbaviola.com » LE CONTAMINAZIONI OGM DEI CIBI BIOLOGICI Giugno 13, 2007 - 3:19 am

[…] Il registro delle contaminazioni OGM […]

Reply

Lascia un commento

Questo sito è conforme alle leggi attuali sul trattamento dei dati (GDPR)